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AlimenTIamoci correttamenteHai costanti attacchi di fame e tendi ad ingrassare? Ti spieghiamo perché…

30.05.22 - 11:18
Una domanda molto comune è: “cosa devo mangiare per non ingrassare?”
AlimenTIamoci correttamente
Hai costanti attacchi di fame e tendi ad ingrassare? Ti spieghiamo perché…
Una domanda molto comune è: “cosa devo mangiare per non ingrassare?”

Molte persone, si interrogano quotidianamente su come poter resistere agli attacchi di fame.

Sono pochi i soggetti che invece si concentrano su cosa andrebbe evitato per far si che il corpo ci faccia improvvisamente sentire il morso della fame!

Non si tratta di una conseguenza causata da un’unica problematica e leggendo l’articolo troverai tutte le informazioni per gestire questa problematica.

Richiede un’analisi approfondita individuale è sempre la scelta migliore da prendere, questo vi permette di comprendere quali azioni o abitudini sbagliate possano portarvi a provare questi fastidiosissimi attacchi di fame.

Leggendo questo articolo troverete molte informazioni utili quindi partiamo dalla prima domanda.

 

È vera fame?

Questa è la prima domanda che poniamo sempre ai nostri pazienti.

Lo stimolo della fame è una sensazione primordiale molto importante, è correlata alla nostra sopravvivenza e per fortuna non è possibile “eliminarla” a piacimento.

Oggi come oggi, l’assunzione di cibo viene spesso influenzata da fattori che non hanno nulla a che vedere con la sopravvivenza.

Quindi, a differenza di quanto avviene negli animali, per l’uomo la fame non è più il semplice ed unico risultato di bisogni fisiologici.

Molti possessori di cani o gatti, tendono spesso a pensare di fare cosa gradita cambiando la loro alimentazione quotidianamente, vi dobbiamo però ammettere essere un pensiero del tutto umano.

Il nostro cane, infatti, non sarà mai triste perché mangia ogni giorno le stesse crocchette o la stessa scatoletta, in quanto per lui, mangiare, è utile unicamente per sopravvivere.

Per noi appartenenti alla categoria homo sapiens, invece, l’atto del nutrimento ha assunto un ruolo chiave non solo a livello sociale, ma anche a livello psicologico.

Spesso, infatti, un determinato cibo è in grado di riportarci alla mente determinati ricordi e con quei ricordi farci rivivere determinate emozioni.

Oltre a questo, oggi, viviamo spesso situazioni che non ci soddisfano, in queste occasioni vari elementi sono diversi da quello che vorremmo. Così facendo accumuliamo stress che spesso e volentieri sfociamo in quelli che chiamiamo attacchi di fame “nervosa”.

Vuoi che ti sveliamo un piccolo trucchetto per capire se sei davanti ad un attacco di fame vero e proprio oppure davanti ad un attacco di gola? Bene, continua a leggere qui sotto.

Quando senti lo stimolo di mangiare qualcosa, si tratta un cibo che contiene zuccheri?

(Non abbiamo usato la parola carboidrati apposta perché ormai è usurpata senza motivo)

Se così non fosse, saresti disposto/a a mangiare qualsiasi altro alimento?

Spesso e volentieri noterete che non avete realmente fame ma solamente voglia di qualcosa che è particolarmente elaborato e buono, o magari molto ricco di zuccheri.

Quindi andrà bene una pizza, un pacchetto di cracker, una fetta di torta, un pezzo di cioccolata o un gelato, giusto per citare qualche esempio.

Risulterà davvero difficile soffrire di attacchi improvvisi di fame pomeridiani che vi porteranno a scegliere una frittata, oppure una bistecca ai ferri o meglio ancora un bel branzino al forno.

 

Perché mi vengono gli attacchi di fame?

Soffriamo di attacchi di fame perché siamo più intelligenti degli altri mammiferi che condividono con noi questo pianeta.

Ora che ti abbiamo spiegato come ingannare il corpo e soprattutto come comprendere se ti trovi di fronte a vera fame o a semplice gola, dobbiamo analizzare bene il problema.

Il fatto di avere voglia di cibi dolci o elaborati non ci rende semplicemente golosi.

Una persona non diventa grassa perché è golosa e in questo articolo vogliamo fornire informazioni reali e scientifiche riguardo questo complicato processo che il nostro corpo mette in atto.

Esistono due centri ipotalamici differenti che inviano segnali al nostro corpo in grado di spingerci alla ricerca di cibo.

Quando digiuniamo è attivo il centro della fame, mentre dopo un pasto prevale quello della sazietà.

Quando parliamo di centri ipotalamici facciamo riferimento a due aree del nostro cervello che ricevono “miliardi” di stimoli.

Di conseguenza è un pensiero ottuso convincersi che se si preferisce il dolce si è semplicemente golosi, ed ecco perché NESSUNO può dirti in maniera semplice come mai soffri di attacchi di fame e come risolverli.

Innanzitutto, è bene comprendere che se gli attacchi di fame sono regolari e cronici solo un professionista può fornirti indicazioni utili.

Se invece gli attacchi di fame sono saltuari, o legati ad uno specifico periodo o a situazioni particolari che riesci ad isolare dal resto della tua vita, allora troverai di seguito tutte le informazioni utili che dovrebbero essere sufficienti ad aiutarti anche prima che decidi di rivolgerti ad un nutrizionista.

Entrando nello specifico della cosiddetta “fame nervosa” esistono 2 teorie, frutto degli studi degli ultimi anni proprio sull’obesità:

TEORIA GLUCOSTATICA: secondo la quale lo stimolo più importante sulla regolazione dell’appetito è la glicemia, che non appena scende al di sotto del valore di guardia innesca lo stimolo della fame.

TEORIA LIPOSTATICA: secondo la quale i centri della fame e della sazietà sono pesantemente influenzati dai depositi di grasso dell’organismo. 

Alcuni anni fa un interessante studio sulla relazione tra leptina e sovrappeso ha evidenziato un fattore molto interessante.

La leptina è un ormone codificato dal “gene dell’obesità”, stiamo quindi parlando, in questo caso, della teoria lipostatica.

Se i depositi di grasso aumentano viene incentivata la produzione di leptina, quindi se nel corpo è presente si avverte la sensazione di sazietà, se invece è assente, si avverte lo stimolo della fame.

Topi privi del gene OB (gene dell’obesità), ingrassano a vista d’occhio, sfortunatamente, nell’uomo, le cose non sono così semplici, tant’è che molti obesi presentano concentrazioni plasmatiche di leptina ma continuano a provare lo stimolo della fame.

Perché? Perché l’organismo umano si basa su finissimi sistemi di regolazione che hanno lo scopo di mantenere l’omeostasi, ossia la stabilità e l’equilibrio dell’ambiente interno.

Quindi ad ogni azione segue una reazione uguale e contraria che tende a riportare il sistema in equilibrio, ma il concetto stesso di equilibrio varia di persona in persona e risponde ad esigenze estremamente diverse.

Quindi, in modo molto superficiale, se per mantenere a bada lo stress risulta utile ingerire dei cibi dolci, il fatto che il corpo accumuli riserve di grasso in eccesso passa in secondo piano.

Ecco perché una vera cura dell’obesità, a qualsiasi livello, deve tenere in considerazione elementi anatomici, fisiologici, biochimici e psicologici.

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Come posso contrastare gli attacchi di fame?

Premesso che nessuna delle informazioni contenute in questo articolo sostituisce o tantomeno fornisce indicazioni “terapeutiche” per la gestione del sovrappeso e dell’obesità, esistono alcune abitudini che possono effettivamente aiutare il tuo corpo a ritrovare più facilmente un equilibrio omnicomprensivo, che non vada a discapito di altre caratteristiche del tuo corpo.

Innanzitutto, esistono numerosi esperimenti che indicano in maniera univoca come la disponibilità di cibi vari, appetitosi e gustosi, sia spesso sinonimo di attacchi di fame.

Questo è quello che succede un po’ quando ci troviamo di fronte a un Buffet oppure in un ristorante con la formula “all you can eat”, tendiamo a riempire il piatto con più cibo di quello che realmente ci serve per sfamarci.

Questo però rappresenta un problema, perché nel mondo in cui viviamo, l’offerta di cibo, anche in un semplice supermercato, è strutturata appositamente per scatenare in noi l’effetto “all you can eat”.

Quindi, il primo passo da fare è scegliere cibi poco elaborati e limitare le quantità di quelli più gustosi, iperlipidici e soprattutto con tanti zuccheri.

Ancora meglio sarebbe quello di evitare del tutto l’acquisto di questi cibi e concederseli in momenti saltuari magari fuori casa in condizioni davvero eccezionali.

Sistemata la parte psicosomatica è bene analizzare le abitudini alimentari:

    • Non bisogna aspettare troppo a mangiare: far passare troppo tempo tra un pasto e l’altro ci induce, ovviamente, verso il bisogno di cibo, che però sfocerà in gola se lasciamo che questo stimolo cresca troppo.
    • Bisogna fare una prima colazione nutriente e bilanciata, questo permette di iniziare la giornata con vitalità, senza farti arrivare affamato alla pausa pranzo.
    • Quando si mangia, inoltre, bisogna masticare bene e a lungo, questo atteggiamento favorisce lo stimolo della sazietà, dando al corpo il tempo di elaborare quello che si sta ingerendo. Quindi, se si è avvezzi al pranzo al sacco mordi e fuggi o alla fiesta perché “non ci vedi più dalla fame”, è arrivato il momento di riprendersi un po’ di spazio e tempo per sé stessi e farsi del bene.
    • Bisogna imparare quali alimenti gradisce il corpo. Questo punto oggi è incredibilmente il più trascurato, siamo talmente abituati a imbavagliare il nostro corpo con i farmaci che non siamo più in grado di comprendere che se mangiamo un alimento e ci viene mal di testa, probabilmente non è l’alimento adatto a noi.

Per questo motivo abbiamo ideato il metodo IMMUNE SYSTEM DIET. Il metodo permette di dimagrire e alleviare problematiche gastrointestinali tramite la scelta degli alimenti corretti al proprio sistema immunitario.

Il lavoro che facciamo con i nostri pazienti ha proprio lo scopo di insegnare ad ogni persona, quali alimenti producono energia senza generare conseguenze.

Nel giro di un mese, mangiando senza alcun limite di quantità quello che per il tuo corpo è adatto, non solo inizierai a perdere i kg di troppo, ma molto probabilmente noterai anche un calo della fame.

Questo avviene perché se il tuo corpo è alimentato con ingredienti che riesce a sfruttare, l’energia che produrrà grazie ad essi sarà maggiore rispetto alla stessa quantità di un cibo che non riesce a digerire adeguatamente.

Per prenotare un primo incontro gratuito con il nostro nutrizionista è possibile farlo accedendo a questo link:
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Articolo a cura FN Project – Nutrition Centre

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