PROVA SU STRADA
23.12.2013 - 06:000
Aggiornamento : 24.11.2014 - 03:18

Volvo V60 D6 Plugi-In Hybrid – Pioniera del Nord

Percorre realmente 50 chilometri in modalità elettricità, dopodiché subentra un potente 5 cilindri Diesel: è la prima Plug-In Ibrida del mondo combinata con un propulsore a gasolio. Funziona?

ARRIVARE PRIMI - Non ci sono se e non ci sono ma: Volvo è stata la prima. La prima in assoluto. Perché se l’esistenza delle ibride ormai non è più un mistero e se le ibride Plug-In (cioè quelle dotate di una batteria di grande capacità ricaricabile a casa, grazie alla quale si possono percorrere svariate decine di chilometri in modalità puramente elettrica) stanno iniziando a rivitalizzare il mercato delle automobili ad energie alternative, non ve n’è mai stata una che anziché appoggiarsi ad un propulsore a benzina optasse per il gasolio. Finché un bel giorno non ci ha pensato Volvo, poi seguita a ruota da Peugeot e Mercedes-Benz.

UNO AIUTA L’ALTRO - Come funziona questa pioniera proveniente dalle terre scandinave? Spiegarlo è più semplice di quanto possa sembrare. Una volta che la batteria è completamente carica si mette in moto e si parte utilizzando la modalità puramente elettrica, nella quale si possono raggiungere senza problemi i 130 chilometri orari e che si lascai strapazzare piuttosto bene. Ma la cosa più impressionante è che contrariamente a quanto siamo abituati, in questo caso i cinquanta chilometri di autonomia garantiti da Volvo sono raggiungibili anche senza prestare un’attenzione maniacale allo stile di guida. Se siete quindi tra coloro che abitualmente non percorrono più di una cinquantina di chilometri durante il giorno questa potrebbe essere un’automobile adatta a voi. E se invece ne percorrete di più? Nessun problema, in quanto una volte scarica la batteria si sveglierà il motore a gasolio garantendovi tutta l’autonomia che volete funzionando come una di quelle normalissime ibride che abbiamo fin’ora conosciuto.

GIOCO DI SQUADRA - Nel momento in cui le batteria saranno scariche subentra, come detto, una modalità ibrida tradizionale. La quale non è poi tanto convincente visto che il risparmio va cercato con la lente d’ingrandimento dati i circa 7 L/100 km da noi registrati, un consumo del tutto equiparabile ad una normale V60 dotata del cinque cilindri turbodiesel da 215 cavalli. Tuttavia, non ritrovandocisi molto spesso in questa situazione durante gli spostamenti quotidiani (ammesso che non siate un taxista o un rappresentate), questa perde d’importanza, ché le prestazioni sono di notevole spessore. Premendo il pulsante “Power” – una tra le tre modalità di guida selezionabili - il motore a gasolio da 215 cavalli e quello elettrico da 68 cavalli incolleranno gli occupanti al sedile, lavorando in simbiosi azionando rispettivamente le ruote anteriori e quelle posteriori, dando così una spiegazione al perché questa Volvo alimentata da una tecnologia così innovativa abbia la trazione integrale. Confrontata con una V60 tradizionale la Plug-In Hybrid risulta purtroppo un po’ meno coinvolgente da guidare a causa di un feeling meno cristallino con lo sterzo e dei pedali dosabili con minore facilità, in particolare l’acceleratore risulta parecchio brusco nella citata modalità “Power”. Detto ciò è comunque spiazzante cosa sia capace di fare questa ibrida, la quale per merito dell’efficacissima trazione integrale viene letteralmente proiettata fuori dai tornanti e rasserena per il fatto che la maggiore massa data dai componenti elettrici non influenzi negativamente la guidabilità, la quale resta sempre sorprendentemente neutra, prevedibile e sicura. Inutile poi aggiungere che in autostrada resta il comodissimo e gradevolissimo salotto che è sempre stata.

IL PREZZO DELLA TECNOLOGIA - Le batterie agli ioni di litio sono alloggiate sopra il retrotreno, motivo per il quale si è dovuta sacrificare un fetta di bagagliaio la cui capacità scende dai 430 litri iniziali a quota 305. La quale è fondamentalmente l’unica rinuncia tangibile cui va incontro il potenziale acquirente. A questo potremmo forse aggiungere la scelta di cerchi in lega “aerodinamici” da 17 pollici non proprio attraenti, ma questi fanno parte del piccolo pacchetto di distinzioni cui vanno aggiunti i badge di riconoscimento sul portellone e alla base dei montanti anteriori, vicino al quale – sul lato del conducente – si troverà uno sportello nel quale inserire la spina per ricaricare le batterie. Utilizzando una comune presa domestica queste necessiteranno di circa 7,5 ore di ricarica fino al completo raggiungimento della carica, mentre installando una stazione di ricarica dedicata il tutto si limiterà ad appena 3,5 ore. L’unica cosa che potrebbe forse far desistere i più è il prezzo parecchio elevato, che pur con una ricca dotazione parte da 71'500 franchi. Tuttavia dobbiamo pur sempre considerare che siamo ancora agli stadi iniziali, motivo per il quale saranno in particolare gli automobilisti più pionieristici a lasciarsi attrarre da questa tecnologia. Sarebbe tuttavia sbagliato crede che automobili del genere vengano acquistate unicamente da idealisti, poiché la tecnologia racchiusa in questa Volvo rappresenta la vera risposta sul corto-lungo termine al risparmio di carburante. Come abbiamo già sottolineato più volte.

 

SCHEDA TECNICA

Modello Volvo V60
Versione Plug-In Hybrid
Motore 5 cinque cilindri turbodiesel + elettrico
Cilindrata 2'400 cc
Potenza 280 cv (combinata)
Coppia 640 Nm (combinata)
Trasmissione Cambio automatico 6 rapporti, trazione integrale (combinata)
Massa a vuoto 2'057 kg
Accelerazione 0-100 km/h 7 secondi (dichiarato)
Velocità massima 230 km/h (dichiarato)
Consumo medio 1,8 L/100 km (dichiarato)
Prezzo 71'500 CHF
Prezzo esemplare provato -
   
Ci piace Il concetto e i consumi
Non ci piace Poco armonica nella modalità "Power"

 

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