ULTIME NOTIZIE Motori
TEST DRIVE
51 min
Renault Clio, uguale soltanto nel look
La nuova generazione conserva volutamente il design apprezzato, ma offre grandi evoluzioni nell’abitacolo così come nelle tecnologie di bordo. Eccellente il 1.3 turbo da 130 cv.
PRIME IMPRESSIONI
3 gior
Volkswagen Golf
L’ottava generazione affila il conosciuto look “di famiglia”, ma evolve in profondità per digitalizzazione, tecnologie e qualità della guida: in prova col nuovo ibrido leggero 1.5 eTSI da 150 cv.
TEST DRIVE
5 gior
Grinta e agilità per la Volvo XC40 T5
Il Suv cadetto con motorizzazione benzina turbo di punta convince per prestazioni offrendo una guida docile e maneggevole. Con ottimo livello di accoglienza per l’intero equipaggio.
TEST DRIVE
1 sett
Ford Focus ST SW, sapore mordente
L’allestimento sportivo allestito dalla divisione Performance combina il turbodiesel potenziato da 190 cv all’assetto specifico con sterzo più diretto, per una guida dall’evidente dinamismo.
PRIME IMPRESSIONI
1 sett
Mercedes GLB, ama la famiglia e le curve
Il nuovo Suv di gamma intermedia strizza l’occhio alla Classe G, offre fino a sette posti e spicca per la qualità della guida dinamica, davvero convincente. Elastico e versatile il 2.0 td da 190 cv.
TEST DRIVE
1 sett
Seat Tarraco, Suv formato famiglia
Fino a sette posti in un ambiente di bordo ottimamente attrezzato ed accogliente per l’ammiraglia spagnola 4x4, dalla guida armonica e bilanciata. Anche con il 2 litri TSI benzina da 190 cv.
TEST DRIVE
2 sett
Mitsubishi ASX, più fluida e adattabile
Il restyling corposo aggiunge al look personale prestazioni in crescita con il due litri benzina da 150 cv la versatilità della trazione integrale. Crescono gli ausili attivi alla guida.
Novità
2 sett
Ford Mustang Mach-E, potenza e tradizione in un Suv elettrico
L’eredità della sportiva muscolare prende le vesti di crossover elettrico dalle linee tese e suggestive: fino a 465 cv con 600 km di autonomia, trazione posteriore o integrale. Da fine 2020.
TEST DRIVE
2 sett
Toyota C-HR 2.0L Hybrid, crescono prestazioni e ambizioni
Con il restyling di metà carriera arriva il sistema ibrido da 184 cv, che assicura una bella iniezione di brio insieme ad una guida più fluida e piacevole. Aggiornati anche design e tecnologie.
TEST DRIVE
2 sett
EQC 400, anche per Mercedes arriva il “pieno” di corrente
La prima elettrica della Casa sfoggia un carattere a tratti esuberante grazie ai 408 cv dei due motori elettrici, senza trascurare una valida autonomia. Comfort ed accoglienza di qualità.
TEST DRIVE
3 sett
V60 D4 Cross Country, oltre i confini
L’accogliente wagon svedese declinata nell’allestimento crossover si lascia apprezzare per l’isolamento aggiuntivo, senza perdere le conosciute ad apprezzate qualità stradali delle altre versioni.
TEST DRIVE
3 sett
Mazda3 Skyactiv-X, arriva la rivoluzione nel motore a scoppio
La nuova media giapponese porta in dote il 2.0 benzina con accensione spontanea da 180 cv, che promette più efficienza e minori consumi. Abitacolo accogliente, bagagliaio sufficiente.
TEST DRIVE
4 sett
Ford Ranger Raptor, fascino e qualità d’Oltreoceano
Allestito da Ford Performance, è rinforzato, allargato, rialzato per un look tutto muscoli: in 4x4 è spettacolare, ma va bene anche su asfalto. Forte di un 2.0 TD da 213 cv con cambio a 10 marce.
TEST DRIVE
1 mese
Porsche 911 GT2 RS, in pista a Misano Adriatico
Una giornata da piloti: abbiamo provato la più potente delle 911 affrontando cordoli e staccate, gestione delle gomme ed esuberanza dei 700 cv del suo boxer 3.8 biturbo. Ecco come è andata.
PRIME IMPRESSIONI
1 mese
Renault Captur, cambia tutto tranne lo stile
La seconda generazione del crossover segue la scia della Clio e conserva un design “di casa”, in verità evoluto per stile e dimensioni accresciute. Con comfort e accoglienza in evidenza.
Novità
1 mese
Anche Mazda si dà all’elettrico: arriva il crossover MX-30
Strizza l’occhio al fuoristrada ma insiste sulla linea sportiva, ispirata alle coupé. Sotto il cofano un’unità elettrica da 143 cv. Sarà in vendita dalla seconda metà dell’anno prossimo.
APPROFONDIMENTO
02.10.2013 - 13:000
Aggiornamento : 23.11.2014 - 02:37

Inquinamento? "Basta dare la colpa alle automobili: ecco la verità."

Terrorismo mediatico e automobili demonizzate. Una pubblicazione, basata sul metodo scientifico, apre gli occhi alle amministrazioni pubbliche, e non solo.

Il vapore biancastro che vedete fuoriuscire dallo scarico dell’auto presente nella foto è, in gran parte, vapore acqueo. Non lo sapevate? Allora provate a rispondere a queste domande. Le nostre città sono davvero inquinate più che in passato? È davvero l’automobile la principale colpevole di tutto ciò? Serve limitare l’accesso ai centri urbani o organizzare giornate senza traffico? Le risposte le troviamo nel libro “Arcipelago Area C”, una pubblicazione che fa finalmente chiarezza – avvalendosi del metodo scientifico, cioè traendo conclusioni basate su dati oggetti – su una lunga serie di quesiti che forse non ci si è mai posti o ai quali si ha dato risposta senza una conoscenza sufficiente. Gli autori di questo pmaphlet sono Enrico Engelmann e Andrea Trentini: biologo il primo, ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano il secondo.

“Abbiamo scritto “Arcipelago Area C” per demistificare alcune convinzioni, alimentate dai media e da molti ambienti politici, in merito all'inquinamento dell'aria cittadina. Nel corso degli ultimi anni, confrontando i dati reali con quanto veniva scritto sui giornali e in televisione, ci siamo resi conto che l'argomento veniva trattato con enorme superficialità. Grande spazio veniva lasciato a proclami allarmistici, tesi a far credere all'opinione pubblica che l'aria a Milano è estremamente inquinata, che lo diventa sempre di più e che a causa di ciò la salute dei suoi abitanti è in grave pericolo. Inoltre si è sempre implicitamente o esplicitamente affermato che il grande colpevole è l'automobile privata, e che perciò era di essenziale importanza disincentivarne, con ogni mezzo, l'utilizzo.”

Sfogliando questa pubblicazione, disponibile gratuitamente online al sito  http://arcipelagoareac.it/doku.php/start e scaricabile in formato PDF, ODT o e-book, si scopre per esempio che l'aria di Milano (città presa in esame, ma l’esempio calza anche per altre realtà urbane) non è mai stata così poco inquinata come ai nostri giorni, che gli effetti dell'inquinamento dell'aria sulla salute (facendo riferimento all'attuale situazione milanese) sono così ridotti da essere ai limiti delle misurabilità, in quanto difficilmente separabili dalle fluttuazioni casuali di fondo, e ancora più importante che  non vi è la minima evidenza sperimentale a favore del fatto che le automobili private siano la principale fonte di inquinanti a Milano – almeno di quelli che ancora con periodicità superano, seppur di poco, le soglie di legge, ovvero le polveri sottili. Concludendo poi che i dati a disposizione indicano che il grosso dell'inquinamento (quel poco che rimane, sia ben inteso) è dovuto ai riscaldamenti di immobili.

QUALCHE ESEMPIO CONCRETO – All’interno della pubblicazione troviamo per esempio alcune argomentazioni, sempre corredate da misurazioni, dati scientifici e analisi. Si evince innanzi tutto che, da sempre, l'andamento delle concentrazioni del PM10 è soggetto a forte stagionalità, con periodi di massima invernali e minime nei periodi in cui i riscaldamenti sono spenti. Di conseguenza viene dimostrato come tutte le volte che si sono applicati blocchi del traffico, anche su due giorni feriali consecutivi, non è stato possibile registrare alcuna riduzione statisticamente significativa del PM10, e che quest’ultimo evidenzia concentrazioni invernali molto alte anche in zone come la Valtellina, dove il traffico è ridotto rispetto a Milano, ma dove le esigenze di riscaldamento sono anche più acute che nella metropoli lombarda. Per esempio una delle zone con la maggior concentrazione in Italia di PM10 è quella di Massa e Carrara, senza che lì vi sia più traffico che a Milano. In quel caso le polveri fini sono dovute principalmente ai processi di lavorazione del marmo. E così, prendendo come riferimento l’AreaC - zona della città di Milano in cui per accedervi bisogna pagare un pedaggio (escluse alcune eccezioni come automobili elettriche) o addirittura è vietato addentrarsi con automobili particolarmente inquinanti – si arriva nuovamente all’ennesimo caso in cui l’automobile diventa una capro espiatorio e oggetto di attacchi le cui conseguenze gravano, come sempre, sulle tasche dell’automobilista.

IL METODO SCIENTIFICO – La caratteristica che da autorevolezza a questa pubblicazione è per l’appunto il metodo scientifico con cui è stato realizzato. “Si, ci siamo focalizzati soprattutto sul metodo di lavoro applicando il “metodo scientifico”, cioè il metodo che arriva ad una conclusione basata su dati oggettivi, su un procedimento verificabile e riproducibile e sull'applicazione del cosiddetto “rasoio di Occam”, ovvero che a parità di fattori la spiegazione più semplice è quella da preferire. Abbiamo lasciato molto spazio ad analisi che partono dai dati grezzi e abbiamo sempre indicato dove poterli consultare, così che chiunque fosse in grado di seguire l'elaborazione ed eventualmente ripeterla lui stesso per verificare la validità delle conclusioni proposte. Checché ne dicano alcuni personaggi che pensano di poter guardare dall'alto in basso chi non appartiene al loro giro, per giungere a valutazioni valide bastano i dati di partenza, un po' di dimestichezza con la matematica e un foglio di calcolo (strumenti ampiamente utilizzati anche in ambito di studio universitario).” Una lettura consigliata da cui molti, in particolare i più scettici o coloro che hanno fatto della demonizzazione dell’automobile il proprio sport preferito, potranno sicuramente trarre qualche valido spunto di riflessione.

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