ANTEPRIMA ESCLUSIVA
07.05.2013 - 19:150
Aggiornamento : 15.11.2014 - 01:28

Tutti i segreti della nuova Range Rover Sport

Un laboratorio tecnologico su quattro ruote, un trionfo dell’elettronica che spazia dalla dinamica al fuoristrada, dal comfort alla connettività. Ieri l’abbiamo provata, oggi ve la presentiamo in dettaglio.

6 anni fa Già provata la futura Range Rover Sport

TROVA LE DIFFERENZE - Una stanza buia e l’auto ricoperta da un sottile telo bianco. Un susseguirsi di giochi di luci ed effetti sonori, che crescono man mano d’intensità. Una scenografia di quelle che persino noi, abituati a “spettacolini” del genere, non vedevamo da tempo. Poi il telo si alza, e d’istinto viene da aguzzare la vista. “Ma… quella è davvero la Range Rover Sport? Vuoi vedere che per sbaglio sotto il telo hanno messo una Range Rover classica?”. Questi i pensieri, poi l’occhiata da vicino: la calandra anteriore su due livelli anziché tre, il padiglione leggermente spiovente, i fari posteriori più piccoli. La conferma che sia lei viene presto susseguita da una presa di coscienza di come, rispetto al passato, sia meno diversa dalla Range Rover da cui deriva, quasi fossero due auto uguali. Un peccato visto che le precedenti generazioni erano riuscite a distinguersi, senza però sacrificarsi a vicenda. Le sue proporzioni la fanno però sembrare ben più grande dei suoi 4,85 metri di lunghezza, questo è poco ma sicuro.

È DIMAGRITA DI OLTRE QUATTRO QUINTALI - Come spesso e volentieri avviene per auto di questa tipologia, è sotto al vestito che le carte in tavola cambiano radicalmente, nonostante una grande condivisione di tecnologie e componenti. I motori per lei disponibili ricalcano la gamma della Range Rover tradizionale: tre turbodiesel di cui due V6 e un V8 con potenze comprese tra 258 e 339 cavalli, cui si affiancano i propulsori a benzina rappresentati da un V6 3 litri e un V8 5 litri, entrambi sovralimentati mediante compressore volumetrico, capaci rispettivamente di 340 e 510 cavalli. Tutti e cinque sono anche in questo caso abbinati ad un cambio automatico ZF a 8 rapporti. Uno degli aspetti più interessanti della nuova “Sport” è che proprio come la sorella da cui deriva il telaio è realizzato interamente in alluminio, soluzione che abbinata ad altri risparmi di peso attuati un po’ ovunque nell’automobile le permette di segnare sulla bilancia qualcosa come 420 chili in meno rispetto alla generazione precedente. È quindi lecito aspettarsi che le sospensioni (anch’esse realizzate in gran parte in alluminio) rinnovate da cima a fondo regalino ancora più agilità rispetto al passato. Da questo punto di vista la trazione integrale ha un differenziale la cui risposta è stata velocizzata del 30% - il più veloce mai realizzato da Range Rover – capace di trasferire anche il 100% della potenza ad un solo asse. Il Torque Vectoring ripartisce poi il tutto alla singole ruote facendo si che la stessa trazione integrale crei un effetto sterzante nelle curve veloci. Il tutto può essere naturalmente portato ad un livello ancora superiore selezionando la modalità”Dynamic”: a questo punto qualsiasi cosa che possa servire alla guida dinamica corre in vostro aiuto.

REGINA DEL FUORISTRADA - La trazione integrale in casa Range Rover non può però sottrarsi al compito di eccellere nel fuoristrada, altro aspetto su cui i suoi progettisti hanno riposto molta cura. Al di la degli innumerevoli e quasi interminabili sistemi di elettronici che garantiscono una guida il più efficace possibile, soltanto i numeri relativi agli angoli d’attacco, di guado e d’uscita (rispettivamente 33, 27 e 31 gradi) nonché la possibilità di affrontare guadi fino a 85 centimetri dovrebbero essere i garanti per la buona riuscita delle scampagnate nei  terreni più improbabili. Non da ultimo viene il sistema multimediale per il fuoristrada, tramite il quale è per esempio possibile monitorare la profondità del guado nel quale ci si trova. Uno strumento finora mai visto nel mondo automobilistico.

LA COMANDI TRAMITE UN APP - Visto che sulla nuovissima Range Rover Sport, in vendita dal terzo trimestre, ci siamo anche saliti, due cose ci sono saltate all’occhio. La prima è la posizione di guida: la seduta è un po’ più bassa rispetto alla Range Rover tradizionale, ma comunque più alta delle concorrenti e sufficientemente “distesa” per poter trasmettere un certo senso di sportività. Il secondo è che in materia di comfort e lusso cambia poco o nulla rispetto alla sorella. Pelle e alcantara ovunque, materiali di prima qualità, la classica e rivoluzionaria strumentazione analogica che appare sullo schermo da 12,3 pollici nonché dettagli che fanno la differenza come il pomello del cambio verticale anziché cilindrico a scomparsa. Mentre ce la presentano i suoi progettisti ci tengono a precisare da un lato quanto abbiano voluto diventare ancora più esclusivi, con vani refrigerati in cui riporre lo champagne oppure tutti e quattro i sedili regolabili in 14 vie, dotati di cinque funzionali massaggianti, riscaldabili e ventilati. Dall’altro quanto, nonostante una certa noblesse e tradizionalità, persino una Range Rover voglia mostrarsi aperta al mondo moderno. Per questo v’è per esempio un’applicazione per smartphone tramite la quale si può verificare pressoché tutto: dove si trova la macchina, quanti chilometri ha percorso negli ultimi giorni, tra quanto si dovrà prenotare il prossimo tagliando, quanta benzina c’è ancora nel serbatoio, rintracciare la propria auto in caso di furto o verificare eventuali avvisi come il liquido lavavetro basso. Non esiste davvero nulla che non vi sia in questa nuova Range Rover Sport.

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