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TEST DRIVE
28.08.2019 - 09:000
Aggiornamento : 09:32

BMW M2 Competition, ispirazione a fior di pelle

Più potente e più performante in curva, conserva ed anzi innalza accessibilità e “comunicativa” per offrire ulteriore armonia ed intensità della miglior guida sportiva a trazione posteriore.

La M2 va di fretta. Resta il vestito della Coupé standard, ma sotto il cofano le attenzioni della divisione M della marca bavarese si sono fatte più stringenti per regalare alla Competition (da 82’850 CHF) un carattere ulteriormente votato alla sportività: un dinamismo di gran temperamento che tuttavia ha il pregio di restare accessibile e comunicativo, nel pieno spirito dell’immortale concetto di Gran Turismo.

Carattere deciso ma non più difficile: così seduce la Competition.
Dal punto di vista estetico, poco cambia – se non dettagli – rispetto alla due porte conosciuta, peraltro mantenendo un look che più riuscito è difficile da immaginare, con in vista i suggestivi passaruota allargati. Sotto il cofano, però, la musica naturalmente cambia, e non sono solo i 40 cv guadagnati sulla M2 standard a consentire il grande salto di qualità. L’ottica della Competition è infatti quello dell’ulteriore crescita nel piacere di guida, moderno che più non si può sul piano dell’accessibilità e della versatilità, ma al tempo stesso estremamente classico nel carattere da trazione posteriore “pura”: tantissima aderenza al suolo, un avantreno che si inserisce con gran prontezza nelle curve, un acceleratore con cui “giocare” ancora di più in uscita di curva per dosare la chiusura della traiettoria sfruttando la maggior spinta del motore ed il lodevole lavoro del differenziale autobloccante. L’anima della M2 resta dunque quella della Coupé conosciuta con un “plus” aggiuntivo di grande intensità, poiché al crescere delle prestazioni non serve in fondo corrispondere una maggior sensibilità di guida, per goderne appieno: la compatta sportiva tedesca di punta ha il pregio di “parlare” al conducente con estrema chiarezza e progressione.

Come cambia la meccanica rispetto alla M2 Coupé?
Il merito è della scocca resa ulteriormente rigida e nelle ruote maggiorate, conservando al contempo un assetto sportivo sì, ma tutt’altro che estremo. Il rollio è minimo ma c’è sempre spazio per avvertire l’appoggio dell'anteriore ed il leggerissimo, progressivo sottosterzo che accompagna la crescente foga in ingresso di curva; la stabilità e sempre ben avvertibile e si ha chiara in ogni istante la quantità di aderenza impegnata, mentre la spinta a dir poco generosa del sei cilindri biturbo assicura lo scatto necessario per “chiudere” quando e come si vuole ogni volta. Si può aggredire il tracciato oppure guidare con più relax, in ogni caso assaporando ogni metro percorso al volante di questa coupé realmente ispirata: persino più interessante delle sorelle più ricercate e quotate, sotto il profilo del puro piacere di guida. Sotto il cofano pulsa infatti il “sei in linea” di tre litri con due turbocompressori, strettamente derivato dalle unità di M3 ed M4; qui con 410 cv disponibili da 5250 giri, ma sfruttabili in allungo anche oltre i 7000 giri per apprezzare il suono più metallico di questo frazionamento dalla rotondità piena ed un po’ magica. Seppur “sporcata” e resa più anonima dalla correzione stereo dell’impianto hi-fi di bordo; da fuori la resa è più intensa, con tanto di aggressivi scoppiettii in rilascio. La coppia è altrettanto robusta, 550 Nm già da 2250 giri, e permette di risultare altrettanto incisivi nelle fasi di ripresa quando si comanda il cambio automatico sequenziale manualmente sfruttando più l’elasticità per evitare la scalata: si può ben fare senza perdere in ritmo. Tanto più che la trasmissione M DCT a sette rapporti – in opzione al cambio manuale standard a sei marce – garantisce passaggi marcia notevolmente secchi e diretti nella regolazione più spinta del suo funzionamento, dotato di “set-up” indipendente rispetto alle modalità di guida per poter combinare la risposta del veicolo secondo la propria vocazione al volante.

Lo scatto è rabbioso, ma seduce la rotondità tra le curve…
Lo scatto da fermo, con questa soluzione tecnica, assicura la massima efficienza, con passaggio da 0 a 100 km/h in appena 4,2 secondi, ma anche i consumi più bassi: nelle nostre registrazioni nel corso del test su strade miste abbiamo rilevato medie attorno ai 9 l/100 km. Peccato però per l’autonomia ridotta, per via del serbatoio da 52 litri. A bordo, ci si sente dunque particolarmente ispirati e capaci, grazie alla formidabile comunicativa che offre la Competition; lo sterzo è preciso ma si lascia usare con parsimonia, l’armonia d’insieme è il cappello che lega ogni movimento progressivo della vettura, che in questo modo lascia avvicinare i propri, elevatissimi limiti con una continuità invidiabile che restituisce grande soddisfazione a tutti i livelli di guida. Con gran agilità nel misto stretto, una vera danza tra le curve, ed una bella incisività sul veloce. “Giocattolo” di pregio per chi ama guidare sfruttando le gioie della trazione posteriore, la M2 più spinta non rinuncia naturalmente ad un comfort valido, che la rende certamente sfruttabile senza fatica anche nel quotidiano; le stesse sospensioni non sono mai troppo rigide ed i sedili avvolgenti non affaticano. L’ambiente di bordo è accogliente ma lontano da ogni forma di ricercatezza, poiché il livello di finitura complessivo è piuttosto essenziale trattandosi di BMW; la seduta del sedile manca di regolazione in profondità, mentre stona un poco il pedale del freno di dimensioni compatte standard – solitamente maggiorato sulle auto con cambio automatico –, seppur in presenza di una frenata intensa e di qualità: ma con poche curve a disposizione, la M2 Competition si fa perdonare quasi tutto.

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6500 Bellinzona

 

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