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TEST DRIVE
29.05.2019 - 06:000
Aggiornamento : 31.05.2019 - 16:59

Range Rover Sport PHEV, l'unione fa la forza

La versione ibrida plug-in di Range Rover è una bella scoperta: il salotto inglese sa essere parsimonioso (anche con l'ambiente) senza perdere un briciolo delle sue prestazioni

A partire dal 2020, tutte le vetture Jaguar Land Rover saranno elettrificate, adeguandosi così alla tendenza attuale che, nel giro di qualche decennio, ci porterà (salvo imprevisti...) ad abbandonare completamente il motore a combustione.

In una gamma estremamente variegata e completa come quella di Range Rover, che va da modelli che privilegiano il lusso e l'eleganza alla più potente SVR da 575 cv, non poteva quindi mancare l'apripista dell'era ibrida: Range Rover PHEV, disponibile in entrambe le versioni Range Rover PHEV e Range Rover Sport PHEV, quest'ultima oggetto del nostro test.

L'unione fa la forza.
Al quattro cilindri di 2 litri Ingenium Si4, la vettura affianca così un motore elettrico da 105 kW e raggiunge la potenza totale di 297 kW/404 cv, per un'accelerazione pari a 6,7" e una velocità massima di 220 km/h; prestazioni che, sulla carta, sono superiori anche a quelle dei modelli dotati di motore V6 Supercharged. La batteria ha una capacità di 13 kWh.

I vantaggi sono tre: in primo luogo, la vettura può muoversi in modalità totalmente elettrica per un totale di 48 km – dichiarati, che, in base a quanto rilevato nel nostro test, arrotonderemmo a 40 – il che è un grande vantaggio un po' per il risparmio e un po' per l'accesso ad aree vietate alla circolazione delle vetture "tradizionali"; in secondo luogo, le prestazioni ne guadagnano moltissimo, con una coppia istantanea e una brillantezza generale nella guida. Last but not least, i consumi scendono parecchio e così le emissioni (JLR dichiara 71 g/km di CO2): durante il nostro test, dopo 250 km su e giù per le montagne e un po' di autostrada, il computer di bordo segnava 7,5l/100 km. Mica male per un "bisonte" da 2471 kg a secco...

Come ogni altra ibrida plug-in, Range Rover PHEV si ricarica con il consueto cavo in dotazione e sono sufficienti fino a 7,5 ore, a seconda della presa disponibile - giusto poco più di 2,5 ore con un wallbox o con ricarica pubblica veloce. L'intuitivo, completo e impeccabile infotainment prevede una sezione dedicata, che mostra chiaramente l'efficienza di guida e fornisce dati in tempo reale del funzionamento di motore elettrico e convenzionale, con autonomia della batteria e relativa ricarica durante il recupero in frenata/discesa; i punti di ricarica disponibili vengono mostrati sulla mappa e, addirittura, il sistema consiglia il percorso più efficiente in base a parametri come terreno e pendenze.

Fluidità. Sopra ogni altra cosa.
Guidare la Range Rover Sport PHEV è una deliziosa esperienza. Le dimensioni sono importanti, la massa in gioco anche di più, come del resto accade per ogni Range Rover; il concetto stesso di contenimento dei consumi e delle emissioni non può non far sorridere quando si parla di un'auto che parte da 102.100 CHF e oltrepassa abbondantemente le due tonnellate e mezza; tuttavia, l'interazione con quest'auto crea una sorta di dipendenza che porta a sorvolare su certi dettagli e a godere di ciò che le nuove tecnologie possono offrire.

Avviarsi lungo la strada in totale silenzio, con il placido incedere della Range Rover in modalità elettrica può facilmente migliorare il lunedì mattina; anche a batteria esaurita, o comunque quando si richiede il suo intervento, poi, l'Ingenium entra in gioco con la delicatezza e l'esperienza del migliore dei maggiordomi. La ripartizione dei compiti fra elettrico e benzina è pressoché inavvertibile e il risultato è sbalorditivo anche quando si va alla ricerca del suffisso "Sport": leggere quel dato sulla massa provoca un brivido sulla schiena, ma la verità è che, considerata la tipologia di vettura, il suo scopo e il cliente tipo, la potenza e la coppia disponibili risultano perfettamente adeguate. Sempre notevole, poi, come Range Rover sappia essere tutt'altro che goffa e nauseante nel muoversi da una curva all'altra: beccheggio e rollio sono presenti ma coerenti e del tutto accettabili; il muso entra con precisione, le ruote anteriori mordono quanto serve, con un lieve cedimento solo quando si esagera e mai eccessivamente; l'appoggio avviene su tutte e quattro le ruote, con una bella sensazione di relativa compattezza e solidità che infondono fiducia e invitano ad aumentare il passo.

Menzione d'onore per l'Ingenium a benzina, relativamente piccolo e apparentemente sottodimensionato, ma, alla prova dei fatti, del tutto a suo agio nel gestire l'enorme massa in gioco, con la Range Rover Sport PHEV che risponde con solerzia e grinta al pedale del gas anche quando la batteria è ormai esaurita. Chapeau.

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