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PRIME IMPRESSIONI
19.04.2019 - 06:000

La Toyota Camry riscopre l’Europa

Dopo una lunga assenza, ritorna la classica tre volumi nipponica di fascia medio-superiore: ora punta sulla linea più vivace e dinamica combinata alla propulsione unicamente ibrida da 218 cv.

È la berlina più venduta al mondo. Infatti la carrozzeria berlina con i tre classici volumi resta tra le preferite in una larga fetta del pianeta automobilistico, a partire dall’Asia e dal Nord America. Regioni dove Toyota è particolarmente attiva, e dove la Camry “regna” da anni sui mercati. Tutto il contrario della vecchia ed esigente Europa, dove il rinnovato modello giapponese rientra dopo ben quindici anni di assenza; compito non certo semplice data anche la concorrenza agguerrita, seppur agevolato – secondo la Casa – dalla combinazione del nuovo design più espressivo con la motorizzazione unicamente ibrida.

Il look abbraccia linee e volumi più dinamici, alla “europea"
Oltreoceano, la vettura incarna pressoché da sempre lo status di comoda berlina di fascia media, magari un po’ tradizionale nelle linee, soprattutto concreta e funzionale. In quest’ottica, la nuova generazione basata sulla recente piattaforma GA-K su base globale ha permesso al contrario di sviluppare nuovi ingombri e nuove proporzioni, con un design più dinamico, espressivo e certamente anche più vicino al nostro gusto; anche grazie al baricentro più basso e al profilo leggermente a cuneo, con ampio cofano ricco di nervature – ricorda vagamente quello della Renault Mégane – e coda compatta. La lunghezza colloca l’auto nel segmento D superiore, con un ingombro di 4,88 metri sostenuto da ruote con diametro da 17” o 18” a seconda delle versioni. Che per il mercato svizzero sono tre (Comfort, Business, Premium; listino da 39'500 CHF). Dotata di trazione esclusivamente anteriore, l’ultima Camry adotta la sola motorizzazione ibrida HSD, in grado di erogare una potenza di sistema pari a 218 cv; l’unità a benzina di base è costituita da un quattro cilindri benzina aspirato di 2,5 litri con iniezione doppia (diretta/indiretta) e rendimento termico elevato (41%); il motore elettrico eroga di suo 88 kW, la batteria conserva la tecnologia al nichel-metallo idruro ed è ricaricata direttamente dal motore e dalla fase di rigenerazione in frenata, mentre la trasmissione è la conosciuta e-CVT a variazione continua.

All’interno, spazio ed accoglienza mettono tutti d’accordo.
L’abitacolo accoglie con razionalità e precisione, senza troppi colpi di fantasia; la Camry resta un’auto pensata in special modo per il comodo uso quotidiano. L’intero equipaggio ha a disposizione spazi ampi ed ergonomicamente apprezzabili, completati da finiture di qualità che aggiungono valore all’accoglienza. Davanti, in particolare, si apprezza la posizione di guida leggermente arretrata ed abbassata rispetto alla generazione precedente, per contribuire in questo modo ad avvicinare il conducente al baricentro dell’auto favorendo la sensibilità di guida ed una maggior integrazione con la vettura. La plancia vanta un’originale conformazione sinuosa della consolle centrale, con strumentazione suddivisa tra proiettore sul parabrezza, display multifunzione al centro degli strumenti convenzionali e schermo centrale da 8”, a sfioramento, con grafica di navigazione per la verità non delle più raffinate. Il climatizzatore più sofisticato a tre zone include anche il pregiato trattamento dell’aria Nanoe, ma il ricircolo tradizionale va azionato ancora solo manualmente. In coda, il classico cofano lascia un buon accesso al bagagliaio da 500 litri sulla Premium (524 litri sugli altri due allestimenti privi di regolazioni elettriche posteriori), ampliabile abbattendo eventualmente gli schienali separati del divano.

Al volante è docile e reattiva, ma spicca in special modo per il relax.
L’indole di guida privilegia indubbiamente il comfort, ma la Camry riserva una certa iniezione di dinamismo che naturalmente non guasta: fatta di maggior precisione tra le curve, con movimenti molto contenuti del corpo vettura ed uno sterzo piuttosto sensibile e preciso, che aiuta a seguire traiettorie di fino. Le sospensioni regolabili lasciano spazio anche ad una taratura un po’ più rigida, ma quella standard risulta preferibile anche sui tracciati tortuosi, per l’equilibrio che infonde; solo ad andatura ridotta l’assorbimento è appena meno vellutato. Eccellente la silenziosità di marcia, specie ad andatura costante, pur con qualche avvertibile – ma ordinato – fruscio di rotolamento proveniente dagli pneumatici. La meccanica ibrida asseconda con buon passo le qualità di telaio, pur senza brillare per mordente nonostante la brillantezza in scatto puro (0-100 km/h in 8,3 secondi): anche su questa Toyota ibrida, il cambio e-CVT monomarcia a variazione continua resta tutto meno che sportivo, accompagnando ogni accelerazione con il regime costante, elevato e trascinato del motore. Ridotti invece i consumi, che la Casa dichiara contenuti in appena 4,1 litri/100 km secondo però ancora la vecchia e più favorevole normativa di omologazione NEDC. Come di consueto, la marcia con passo docile restituisce il meglio dell’unità ibrida, lasciando molto di frequente spazio alla propulsione unicamente elettrica ed al generale silenzio di bordo.

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