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TEST DRIVE
18.03.2019 - 07:190

Santa Fe, accoglienza di prima classe

La quarta generazione della grande Suv Hyundai mette in primo piano comfort, versatilità e funzionalità con numerosi aiuti “elettronici” per ogni occasione. Guida docile e matura col CRDi da 200 cv.

Dalla Corea strizzando l’occhio al mondo USA, per arrivare in Europa: la rinnovata Hyundai Santa Fe mostra forme e design che paiono direttamente ispirati al gusto d’Oltreoceano, attraverso volumi molto ben definiti ed imponenti, con una linea tradizionale che suggerisce principalmente una forte “presenza” su strada. L’auto appare dunque piuttosto distintiva, in ogni caso molto piacevole: una Suv da famiglia e per viaggiare, che è poi la vera anima del modello.

Gli ausili attivi la fanno da padrone, monitorando ogni situazione.
La vocazione protettiva e familiare dell’auto appare in effetti tra le voci più in vista, con un’attenzione alle esigenze di tutti i passeggeri, sottolineata anche dalla presenza di uno specifico sensore che monitora i sedili posteriori per individuare la presenza di passeggeri (Rear Occupant Alert), avvisando il conducente quando scende – in questo modo, si scongiura ogni possibilità di dimenticare bimbi a bordo lasciando l’auto –, così come il Safety Exit Assist che blocca temporaneamente le portiere quando ci sono veicoli in avvicinamento da dietro, evitando potenziali incidenti da improvvide aperture. In effetti, il comparto dei sistemi di sicurezza attivi è tra le voci in vista del nuovo modello, completato dal corredo completo di ausili alla guida sull’allestimento di vertice Vertex della 2.2 CRDi 4WD protagonista del test (63'900 CHF); debutta proprio su questo modello anche la funzionalità di assistenza all’uscita dal parcheggio in retromarcia, con avviso di avvicinamento di altri veicoli al traverso ed eventuale frenata automatica per scongiurare l’incrocio di traiettorie.

A bordo, arredo e volumi offrono concorrono all’accoglienza di qualità.
Rassicurante con le sue tecnologie, la nuova Santa Fe – per la quale è annunciata tra l’altro una costruzione più rigida e protettiva, con un largo impiego di acciai altoresistenziali – non è da meno a livello accoglienza: spazio, ergonomia, finiture di pregio ed attenzione ai dettagli in special modo sul versante praticità, fanno di questa Suv da famiglia un veicolo altamente godibile. L’ambiente di bordo vanta un’eccellente raffinatezza di design, con plancia sviluppata orizzontalmente per favorire profondità e luminosità d’insieme ed ampio ricorso a materiali pregiati per i rivestimenti. Generosa la sistemazione su tutti i sedili, quanto meno sulle prime due file che sono poi le più utilizzate; davanti, l’ampia poltrona del conducente include numerosi registri per adattarsi al meglio alla fisionomia, inclusa la regolazione in profondità del piano di seduta. Il volante, anche esteso al massimo, resta però sempre ad una distanza media, mentre gli appoggiatesta sono sempre molto a contatto per questioni di sicurezza: quasi impossibile non appoggiarvi con decisione il capo. I comandi secondari sono numerosi ma disposti con razionalità: vi si prende confidenza facilmente. Giusto la selezione della ripartizione fissa al 50-50% tra gli assali (comoda su fondi a ridottissima aderenza) trova insolitamente posto alla sinistra del piantone, anziché sul tunnel centrale dove sono posti i tasti per pilotare le modalità di guida (l’assetto è regolabile) e l’ausilio alla marcia fu discese in forte pendenza. Lo schermo centrale è da 8” a controllo tattile, corredato di comodi pulsanti per richiamare direttamente le principali funzioni; infotainment completo di tutte le interfacce smartphone. Dietro, aiuta alla versatilità dell’ambiente la presenza del divano scorrevole longitudinalmente, funzione che serve anche per accedere alla terza fila a scomparsa; la climatizzazione è a tre zone ed include bocchette e controlli specifici anche in questa zona del mezzo. sempre in coda, il vano di carico offre un volume di ampia portata (130/547/1625 con i sette posti) insieme ai tasti per il ripiegamento automatico del divano (frazionato) ed alla presa 12V.

In marcia: spiccano equilibrio e compostezza.
Tutto da “copione” per quanto concerne guida e comportamento dinamico: la Santa Fe nuova edizione conferma le sue qualità familiari e da passista, con il corredo del turbodiesel 2.2 litri ad alta potenza (200 cv) ed ottima elasticità che consente comode e rapide variazioni dell’andatura senza mai impegnare il piede dell’acceleratore. Altrettanto funzionale la trasmissione automatica a otto rapporti, sempre fluida e puntuale nella risposta, con giusto un velo di pigrizia – ma bisogna anche essere un po’ pignoli per notarlo – quando si accelera per riprendere da velocità basse. Le prestazioni sono in ogni caso più che autorevoli, con scatto da fermo ai 100 km orari in 9,3 secondi e velocità massima di 200 km/h. Consumi nella media di categoria, attorno a 8,5 l/100 km registrati nella nostra prova. Il comportamento è soprattutto rassicurante e molto stabile, ma i movimenti del corpo vettura sono molto controllati e permettono una certa precisione senza fatica. L’assetto in modalità Comfort, tuttavia, non nostra lo stesso equilibrio di taratura vantato dalla “cugina” Kia Sorento, risultando senza dubbio meno fluido e vellutato a bassa andatura su asperità isolate, assorbite solo in parte; il tutto trova maggior armonia in viaggio, cui si aggiunge l’apprezzabile silenziosità di marcia.

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