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15.02.2019 - 06:000

Sulla neve con la Panamera: a scuola di “feeling”

L’esuberanza sportiva della GTS V8 da 460 cv a tu per tu con ghiaccio e scarsa aderenza: serve sensibilità, ma la sportiva integrale Porsche sorprende una volta di più per precisione e controllo.

Abbiamo già apprezzato le notevoli prestazioni offerte dalla più recente delle Panamera, la GTS dall’indubbio appeal più moderno e aggressivo combinato al piacere di erogazione e di guida del V8 biturbo da 460 cv; ed è altrettanto proverbiale l’efficacia della trazione integrale tedesca. Neve e ghiaccio invernali riservano in ogni caso notevoli insidie, che lasciano sempre un po’ di apprensione nonostante il veicolo di notevole qualità: quando poi si “sfida” apertamente la bassa aderenza al volante di un’auto di questa portata, è naturale sentirsi un po’ sulle spine…

Un’utilissima scuola di confidenza
Non c’è però niente di meglio come poter provare di persona questo genere di esperienze per approfondire certi aspetti del comportamento dinamico dell’auto, sempre più “mascherati” dalle eccellenti prestazioni su asfalto dove le guidiamo con più frequenza per tutto l’anno. Ma, anche, per dare del “tu” alla scarsa aderenza del fondo stradale ghiacciato, proprio per meglio comprendere le sensazioni di movimento e comportamento del veicolo in queste condizioni, potendo risultare in seguito più pronti nel controllo ed in superiore confidenza quando si affrontano le giornate di guida invernali più impegnative. Il terreno di prova dell’ACS nei pressi del tunnel del Gran San Bernardo è stato dunque il luogo ideale per mettere alla prova… sé stessi e l’ingombrante berlina premium Porsche, grazie ai tracciati molto tortuosi e guidati, frammisti però ad allunghi dalle franche accelerazioni, con fondo innevato di buona tenuta ma anche larghe placche di ghiaccio vivo. Ed in realtà, ghiaccio e neve pur affrontati con i quasi cinquecento cavalli della Panamera non mettono in realtà timore, a due condizioni: conservare sempre grandi margini di velocità e manovra, adeguati alla bassa aderenza e fidarsi della meccanica lasciando fare alla vettura, in diverse condizioni più abile del conducente nel ritrovare equilibrio.

Girare in tondo in sbandata: pare banale, ma richiede sensibilità…
Un primo esempio viene dal proficuo esercizio dei “tondi” effettuato attorno al gruppo di coni, con i controlli di trazione disattivati in modo da dover dosare potenza e aderenza con la sensibilità del proprio piede. La trazione integrale è privilegiata rispetto ad un’auto a ruote motrici posteriori perché tende a trovare un suo assetto sbandato in modo piuttosto automatico, ma arrivarci richiede di “fidarsi” dello scivolamento laterale e di ascoltare quel che “raccontano” le ruote motrici e lo sterzo. Nonostante neve e ghiaccio, si riesce infatti ad avvertire dove c’è un poco più di trazione e dove meno – in questo caso si alleggerisce il gas e serve ancor più dolcezza – mentre la sterzata di precisione induce più o meno angolo di rotazione per aggiustare la traiettoria verso l’ideale rotondità. È altrettanto interessante percepire la trazione della vettura, nonostante il pattinamento costante di tutte e quattro le ruote; le coperture invernali assicurano un reale “plus” di grip su questo genere di fondi, ma anche lo stesso ghiaccio vivo, seppur in minima parte – circa un decimo che su asfalto asciutto, per intenderci –, permette un’adesione sufficiente delle gomme al suolo per continuare a controllare l’auto.

Imparare a percepire i vari livelli di aderenza, specie a bassa velocità.
Il circuito misto che affrontiamo successivamente alza il livello del controllo, ma l’esperienza precedente permette più confidenza con i naturali scivolamenti dell’auto. In modo da far risultare presto istintivo se intervenire con sterzo e gas, per aggiustare la traiettoria, oppure lasciar semplicemente scorrere l’auto in accelerazione verso la sua direzione, con l’assetto presto ricomposto da sé. Nonostante il controllo di stabilità disattivato, la GTS presenta anche qui un comportamento in effetti molto prevedibile ed equilibrato, che compensa sia la non indifferente massa – siamo nell’ordine delle due tonnellate – sia la lunghezza superiore ai 5 metri. Merito in gran parte della combinazione tra sospensioni regolabili, che adattano al meglio la risposta in base alle sollecitazioni indotte dal fondo, e della soluzione 4x4 attiva che adegua in continuo la coppia motrice sia tra avantreno e retrotreno, sia tra le due ruote di un singolo assale: per ottenere basicamente la miglior spinta in avanti ma anche per influenzare positivamente la stessa dinamica dell’auto.

Coppia generosa e prontezza di erogazione aiutano il controllo.
Un grande aiuto viene inoltre dalla sterzata integrale, che a bassa andatura lavora in controfase sulle ruote posteriori (sterzata massima di 2,8 gradi) per aiutare ulteriormente la coda a chiudere la traiettoria. Le zone più tortuose del tracciato sono in effetti quelle dove la berlina tedesca mostra qualche affanno di manovra in più, ma anche qui è sufficiente “sentire” di quanta aderenza disponiamo ed agire di conseguenza con i comandi. I 460 cv sono largamente esuberanti in questo frangente, al contrario la coppia di 620 Nm già da 1800 giri e la prontezza immediata di erogazione aiutano molto in ogni fase di controllo attivo: nel complesso, ben difficilmente con la GTS ci si trova nella sgradevole condizione di non poter far gran che. In ogni caso, valgono le regole generali della guida a bassa aderenza, adatte anche su asfalto: ridurre intensità ed ampiezza delle sterzate al minimo necessario – specie su una trazione integrale, che “tira” anche davanti –, usare acceleratore e freni con progressione, mantenere lo sguardo il più avanti possibile verso la traiettoria che intendiamo seguire. Sulle strade innevate ma pulite del rientro, con tutti i controlli attivi, la Panamera GTS lascia infine apprezzare la consueta padronanza ed accessibilità del mezzo, nonostante le prestazioni fuoriserie (0-100 km/h in 4,1 secondi, praticamente quasi in ogni condizione…), ma con un piacevole grado superiore di consapevolezza: giornate di “scuola” così andrebbero affrontate con una certa ricorrenza, tanto più dietro al volante della nostra auto di tutti i giorni.

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