TEST DRIVE
26.12.2018 - 06:000

Classe A, voglia di pensare in grande

La nuova compatta Mercedes punta con rinnovata energia ai contenuti “premium”, dotandosi delle più moderne tecnologie in tema di guida assistita e multimedialità. Sul piano dinamico spiccano fluidità

L’evoluzione della Mercedes cadetta, negli oltre vent’anni di esistenza, è stata tale da trasformarne radicalmente l’essenza: da monovolume tascabile a berlina completa, “prestata” alla compattezza senza voler rinunciare ai contenuti hi-tech comuni a tutta la gamma. E con la nuova A, forse per la prima volta si interrompe la storica tradizione del travaso di tecnologie e sofisticazione dal top di gamma verso il basso.

Ci sono sempre i due volumi, ma l’auto cambia parecchio nel design.
Se la terza generazione della media di Stoccarda era risultata fresca e dirompente, dopo i due modelli precedenti dalle sembianze di monospazio, per questa quarta serie Mercedes ha puntato su un design senza rivoluzioni ma con forme più importanti e mature, sottolineate da passo e carreggiate maggiorate in aggiunta ad una lunghezza salita di ben 11 cm. Quasi un’altra vettura. Che infatti si permette un cofano motore sensibilmente più imponente, per la verità intonato a ruote di grande diametro. Sul piano telaistico si registrano altrettante novità, con un generale affinamento delle sospensioni, asse posteriore a quattro bracci in combinazione ala trazione integrale, nonché assetto regolabile a richiesta e trazione 4Matic perfezionata con regolazione elettromeccanica della frizione a dischi multipli. I sofisticati sistemi di ausilio alla guida di ultima generazione sono quelli dell’alto di gamma Mercedes. Il monitoraggio dei sensori, potenziato, tiene inoltre conto anche dei dati cartografici e dell’eventuale navigazione impostata per ottenere un funzionamento del regolatore di velocità attivo ancor più puntuale e raffinato, in grado ad esempio di modificare la velocità impostata in prossimità di curve, incroci o rotonde. Frenata d’emergenza e monitoraggio mantenimento corsia sono attivi, insieme a molto altro: la vettura può correggere da sola la traiettoria in frenata, su fondi con coefficienti di attrito diversi sui due lati, o in caso di vento laterale e inclinazione della strada, ma anche per evitare possibili urti con veicoli che procedono parallelamente. Viene inoltre impedita l’apertura della portiera, ad auto parcheggiata, in caso sopraggiunga un ciclista, mentre sono rilevati i limiti di velocità – ed automaticamente adeguata la velocità, volendo – così come i divieti di sorpasso.

Nell’abitacolo, assistiamo a un’iniezione di classe superiore…
Lo spazio è sempre benvenuto e sotto questo aspetto i millimetri in più guadagnati per i passeggeri su entrambe le file fanno solo piacere, contribuendo all’eccellente accoglienza di bordo; maggiore larghezza ai gomiti e più altezza si combinano all’accesso posteriore agevolato. Ottima la sistemazione; davanti la postura pienamente personalizzabile ha poco da invidiare a quella offerta da modelli di dimensioni maggiori, dietro si viaggia con buona libertà di movimento con la comodità del tunnel centrale attrezzato. Arredo e atmosfera stessa di bordo non fanno nulla per nascondere le “radici” Mercedes, con l’ambiente dominato dai doppi schermi fino a 10,25” l’uno (in opzione) per strumentazione e centrale multifunzionale con navigazione. Interamente nuovo il sistema Mbux, dotato di grafica ad alta risoluzione, capacità di auto-apprendimento, riconoscimento vocale avanzato e molto altro ancora. Tra i servizi legati alla connettività “always on” figurano tra l’altro la navigazione con integrazione di comunicazioni da veicolo a veicolo e funzionalità estesa tramite realtà aumentata, con l’immagine video dei dintorni (telecamera anteriore) cui vengono sovraimpresse le informazioni di direzione. Notevole la cura nei materiali, mentre il vano di carico non delude le aspettative presentando una cubatura in leggera crescita, con volume minimo di 370 litri.

Il motore è piccolo ma non manca di brillantezza.
Esatto. Unità in gran parte di cubatura contenuta distinguono infatti la gamma propulsori della nuova Classe A, che già nella versione di ingresso 200 – oggetto del test – offre prestazioni di ampio respiro nonostante la cilindrata di appena 1.3 litri. Si tratta di un quattro cilindri turbo, di origine Renault, accreditato di 163 cv con valida coppia di 250 Nm già da 1620 giri che la dice lunga sull’elasticità vantata da questa unità. Che infatti mostra una reattività di alto livello, oltretutto combinata alla trasmissione automatica a doppia frizione (sette rapporti) altrettanto pronta e rapida, per un connubio che sconfina nell’effervescenza. Tant’è che lo stesso scatto da fermo ai 100 km/h richiede appena 8 secondi, con velocità di punta di 225 km orari. A velocità costante, tuttavia, già a 120 km orari nell’abitacolo resta udibile una leggera rombosità meccanica, oltre a diversi fruscii d’aria. La guida è quella che ci si attende da un’auto profondamente evoluta: morbida di assetto per assorbire ogni irregolarità ma anche contraddistinta da movimenti ridotti del corpo vettura, con fluidità ed equilibrio di marcia di notevole raffinatezza; con andatura rilassata l’auto adotta una strategia di marcia con ridotto freno motore per “veleggiare” di inerzia quando non serve accelerare, a vantaggio dei consumi – 7,5 l/100 km la media d’uso registrata nel corso della nostra prova – e del senso di relax, quasi da ammiraglia. Con un listino di base fissato in 34'522 CHF, destinato a lievitare sensibilmente attingendo con generosità alle molte opzioni disponibili.

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