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29.11.2018 - 20:120

Maserati Levante: come va davvero il primo SUV del tridente?

Le aspettative nei suoi confronti non mancano, anche perché la concorrenza con cui deve misurarsi è particolarmente tosta. E, nel bene e nel male, era il modello che mancava nella gamma Maserati.

Proporre un SUV è davvero fondamentale anche per un marchio sportivo?
Purtroppo si, nel senso che sebbene un veicolo lungo oltre cinque metri, alto tanto quanto un giocatore di basket e la cui massa supera le due tonnellate di principio non è che abbia proprio i connotati di un’auto sportiva. Però questo è quello che richiede la clientela, e nota bene si tratta di una tipologia di vettura la cui richiesta non sembra calare soprattutto nei mercati strategici. Perciò la risposta è ancora una volta: si. Che piaccia o no.

Come mai Maserati è stata tra le ultime a entrare in questo segmento?
A questa domanda non sappiamo rispondere: qualcuno vi dirà per tenere fede finché possibile alle proprie origini, altri punteranno il dito contro una mancanza di risorse. Sta di fatto che a una sorta di SUV/Crosover in Maserati ci avevano già pensato con la concept car “Kubang”, disegnata dall’abile matita di Giugiaro e presentata nel 2003 al salone dell’auto di Detroit. Un esercizio di stile che come tante altre creazioni italiane dell’epoca, potenzialmente azzeccate e in casi come questi addirittura pionieristiche, sono semplicemente finite in nulla. Il nome “Kubang” è poi riapparso al salone di Francoforte del 2011 con lineamenti molto vicini alla Levante che oggi circola per le nostre strade, presentata al salone di Ginevra del 2016.

Bando alle ciance: è degna del marchio che porta?
Esteticamente riprende in maniera molto forte l’identità stilistica del marchio e degli altri modelli della gamma, di modo che sia immediatamente riconoscibile quale Maserati con il risultato di portarsi appresso tutto il fascino del caso. A livello tecnico è poi basta sulla Ghibli, sia per quanto concerne il telaio (ovviamente rivisto in profondità, ça va sans dire) che i motori, che se alimentati a benzina possono contare sul know-how della sua celebre cugina di stanza a Maranello (Ferrari, per chi necessitasse l’aiuto da casa). Per quanto concerne la resa prestazionale iniziamo subito col dire che il motore della Levante S – un V6 da 3 litri e doppio turbo, forte di 430 cv e 580 Nm – rende superfluo anche il solo pensiero di dover dotare un veicolo del genere con un più grande V8, tale è il suo carattere in termini di allungo, colonna sonora (davvero spettacolare) e livello prestazionale. Parliamo di 5,2 secondi per scattare da 0 a 100 km/h e una velocità massima di 264 km/h – che ci sembrano di tutto rispetto.

Si, ma… tra le curve?
Il vero punto di forza della Levante è sicuramente la comunicatività, merito di uno dei pochi sterzi idraulici rimasti in circolazione. Senti sempre dove sono le ruote e quanta aderenza ti resta, al punto tale da perdonargli il fatto di non essere sempre prontissimo, sebbene nel veloce guadagna quella precisione che nei tratti più lenti sembra non avere. Il rollio è tutto sommato contenuto considerando l’elevato livello di comfort assicurato dalle sospensioni ad aria di cui diremo più avanti, peccando solo per un comportamento un po’ sottosterzante al limite: la Levante rappresenta quel classico compromesso di una vettura piacevole quando vai forte ma sempre sicura, capace di districartisi alla grande anche nelle situazioni più difficili. Questo senza farsi mancare qualche accento che piacerà ai più smaliziati, come la reattività nei cambi di direzione e soprattutto la trazione integrale che ‘ragiona’ come una ‘posteriore’ inviando la coppia all’avantreno solo se strettamente necessario. A questo si aggiunge poi il classico cambio a otto rapporto ZF che è prefetto come in pressoché tutte le sue declinazioni.

Dicevi del comfort?
Che è davvero elevatissimo, decisamente sopra le aspettative sia in termini di assorbimento che di insonorizzazione: i lunghi viaggi scorrono via che è un piacere! Le sospensioni ad aria, regolabili in altezza, consentono inoltre di superare qualche ostacolo che si potrebbe incontrare lungo le strade dissestate, così da renderla piuttosto fruibile anche lontano dall’asfalto – ma ovviamente non nel fuoristrada puro.

Riesce quindi a tenere testa con le concorrenti?
Di principio direi di si, perché in movimento riesce tutto a sommato a darti qualsiasi cosa che ti aspetti da un’automobile del genere. Anche la qualità non è malvagia, con finiture dal sapore artigianale e buoni standard costruttivi, sebbene non sempre formalmente perfetti come alcune concorrenti tedesche. E sul fronte della completezza ed efficacia dell’infotainment, pur buono, ci sono alcune rivali che a confronto sembrano essere state prodotte direttamente nella Silicon valley.

Perché quindi dovrei comprarne una?
Principalmente perché è una Maserati: il fascino che si porta appresso è, in effetti, uno degli elementi passionali più forti in grado di attirare un potenziale acquirente. E non parlo solo delle sue linee: la colonna a sonora del V6 a benzina è qualcosa di davvero spettacolare e unico, tipicamente Maserati! Più alcuni aspetti razionali, tra cui l’elevatissima disponibilità di spazio che ti consente di viaggiare comodo anche in cinque (il bagagliaio non è però così capiente in rapporto alle dimensioni) e il prezzo di poco superiore ai 100'000 franchi svizzeri risulta essere inferiore rispetto alle concorrenti dirette. Anche se un consumo medio di 12,5 litri ogni 100 chilometri percorsi va comunque messo in preventivo.

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