PRIME IMPRESSIONI
21.11.2018 - 07:450

A1 Sportback, ora è più grande ed “importante”

La più piccola delle Audi approda alla seconda serie sfoggiando un’iniezione di autorevolezza: nel look più deciso, negli interni più coinvolgenti e nelle tecnologie di bordo. Potenze da 95 a 200 Cv

Più grande e matura, più sportiva ed incisiva nel look, in estrema sintesi migliore: la seconda generazione della Audi più compatta lascia solo conferme, mostrando una crescita che ne rafforza l’immagine di “piccola grande”. Partendo dalle dimensioni, accresciute di ben 56 mm in lunghezza con un ingombro che ora supera i 4 metri (4,03 m per la precisione), mentre il passo maggiorato ed il disegno nettamente più espressivo delle fiancate e dei passaruota (questi ultimi in maggior rilievo) contribuiscono ad una “presenza” su strada ben più forte. Rilevante anche il nuovo disegno del frontale, dove la mascherina single frame trapezoidale è ora sormontata da tre sottili aperture orizzontali aggiuntive, in omaggio alla Audi Sport quattro di metà anni ’80 divenuta un’icona mondiale del rally.

Divenuta più grande, la compatta due volumi tedesca è anche più spaziosa?
L’ambiente si presenta in effetti ulteriormente affinato sia nella qualità d’accoglienza sia nelle misure vere e proprie, che posteriormente consentono un leggero miglioramento nella libertà di movimento a disposizione per le gambe: la sistemazione è confortevole per accessibilità e spazio, a condizione di non arretrare a fondo le poltrone anteriori. Sale di ben 65 litri, poi, la cubatura del vano di carico, arrivando a 335 litri standard incrementabili a 1090 litri abbattendo il divano. La soglia di accesso è piuttosto comoda, a 67 cm da terra. L’arredo interno spicca per un design molto lavorato dove abbondano gli spigoli vivi, come nella definizione di cruscotto, bocchette di aerazione e tanti altri particolari: l’insieme è vistoso e contribuisce all’impressione di un’auto di categoria superiore. Curati finiture e dettagli, con porzione superiore della plancia in morbida plastica imbottita e rivestimenti di qualità. Il mondo digitale diventa standard a bordo dell’auto, attraverso la presenza di serie su ogni allestimento del cruscotto interamente digitale ad alta risoluzione, con diagonale da 10,25 pollici, insieme al volante multifunzione; resta a richiesta la versione Virtual Cockpit che aggiunge una gamma estesa di funzionalità comprensiva tra l’altro di mappe animate di navigazione e maggior integrazione con i sistemi di assistenza. L’infotainment è affidato al sistema MMI con versione di vertice inclusiva di schermo a sfioramento da 10,1”, contornato da pratici comandi per la selezione diretta delle principali funzionalità. Estendibili anche alla connettività tramite supporto LTE indipendente. Notevole anche l’impianto hi-fi premium, firmato Bang & Olufsen e dotato di 11 casse con effetto 3D e potenza di 560 W.

La guida è altrettanto da “grande”?
Certamente sì. Ben più piantata a terra sul piano estetico, la A1 Sportback mostra altrettanta qualità sul piano dinamico: grande equilibrio, agilità e rapidità di appoggio nei cambi di direzione sono la “firma” del modello, che offre così una guida piuttosto dinamica e godibile ma, al tempo stesso, anche intuitiva e rassicurante. La sportività d’insieme è ben presente, naturalmente ampliata sugli allestimenti superiori – come S line o Edition One disponibile per il lancio – insieme alla verniciatura bicolore e alle ruote con diametro fino a 18 pollici. Le motorizzazioni al lancio (già in quest’autunno) sono tre, tutte benzina TFSI a iniezione diretta e sovralimentazione con turbocompressore, con il “mille” tre cilindri da 115 cv (listino da 27'600 CHF; a breve anche in versione da 95 cv con prezzo al di sotto i 25’000 CHF) affiancato dai quattro cilindri 1.5 da 150 cv e 2.0 da 200 cv, questi ultimi protagonisti della nostra prima presa di contatto su strada con il nuovo modello. La A1 con potenza intermedia, in particolare – la 35 TFSI – mette in campo un equilibrio molto ben centrato tra buon dinamismo e comfort; l’erogazione è dolce e rotonda, non manca una buona elasticità grazie ai 250 Nm di coppia massima costante tra 1500 e 3500 giri, mentre la brillantezza in accelerazione è sottolineata dal tempo di scatto da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi. Elevata anche la punta massima, 222 km orari, mentre sul piano dei consumi la Casa garantisce una riduzione fino al 20% in caso di guida attenta grazie alla funzione di deattivazione di due cilindri su quattro (sistema COD). Come sempre rapido e comodo il cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, pur non eccessivamente diretto e secco nei passaggi di rapporto nella modalità sportiva.

Ben più sportiva la “duemila” da 200 cv…
Dietro al volante della A1 40 TFSI si cambia in effetti marcia: potenza e coppia supplementari (200 cv e 320 Nm tra 1500 e 4400 giri) regalano ben più “sprint” nello scatto (0-100 km/h in 6,5 secondi, punta massima 235 km orari) ma soprattutto si combinano ad una sonorità molto più marcata e profonda, che invoca un bel “plus” di sportività che l’auto digerisce con ampio margine grazie alle solide doti dinamiche; è altrettanto vero che questo suono più profondo resta maggiormente avvertibile ad andatura costante, rivelando un comfort acustico leggermente inferiore rispetto alla 1.5. Meglio, invece, il doppia frizione a sei rapporti (diverso da quello a sette marce), che si mostra diretto a sufficienza quando si richiedono cambiate molto rapide. Gli ausili attivi alla guida, infine, comprendono il corredo completo con funzionalità al vertice di categoria, inclusi allarme e frenata d’emergenza, avviso di superamento involontario di corsia e regolatore attivo di velocità con funzione di stop&go.

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