+ 2
ULTIME NOTIZIE Motori
Novità
16 ore
GFG Style 2030 Electric Hyper SUV, il dopodomani è qui
Iper-sportiva e Suv, la concept disegnata dai Giugiaro anticipa il futuro elettrico ad alte prestazioni. Mostrata al Riyadh Motor Show, sarà tra le “vedette” al Salone di Ginevra 2020.
PRIME IMPRESSIONI
2 gior
Seat Mii Electric, vivace e scattante
Il debutto della marca spagnola nell’elettrificazione pura parte dalla citycar convertita a batteria: che è agile, ben brillante e piuttosto confortevole, con autonomia dichiarata di 260 km.
TEST DRIVE
4 gior
Renault Clio, uguale soltanto nel look
La nuova generazione conserva volutamente il design apprezzato, ma offre grandi evoluzioni nell’abitacolo così come nelle tecnologie di bordo. Eccellente il 1.3 turbo da 130 cv.
PRIME IMPRESSIONI
1 sett
Volkswagen Golf
L’ottava generazione affila il conosciuto look “di famiglia”, ma evolve in profondità per digitalizzazione, tecnologie e qualità della guida: in prova col nuovo ibrido leggero 1.5 eTSI da 150 cv.
TEST DRIVE
1 sett
Grinta e agilità per la Volvo XC40 T5
Il Suv cadetto con motorizzazione benzina turbo di punta convince per prestazioni offrendo una guida docile e maneggevole. Con ottimo livello di accoglienza per l’intero equipaggio.
TEST DRIVE
1 sett
Ford Focus ST SW, sapore mordente
L’allestimento sportivo allestito dalla divisione Performance combina il turbodiesel potenziato da 190 cv all’assetto specifico con sterzo più diretto, per una guida dall’evidente dinamismo.
PRIME IMPRESSIONI
2 sett
Mercedes GLB, ama la famiglia e le curve
Il nuovo Suv di gamma intermedia strizza l’occhio alla Classe G, offre fino a sette posti e spicca per la qualità della guida dinamica, davvero convincente. Elastico e versatile il 2.0 td da 190 cv.
TEST DRIVE
2 sett
Seat Tarraco, Suv formato famiglia
Fino a sette posti in un ambiente di bordo ottimamente attrezzato ed accogliente per l’ammiraglia spagnola 4x4, dalla guida armonica e bilanciata. Anche con il 2 litri TSI benzina da 190 cv.
TEST DRIVE
2 sett
Mitsubishi ASX, più fluida e adattabile
Il restyling corposo aggiunge al look personale prestazioni in crescita con il due litri benzina da 150 cv la versatilità della trazione integrale. Crescono gli ausili attivi alla guida.
Novità
3 sett
Ford Mustang Mach-E, potenza e tradizione in un Suv elettrico
L’eredità della sportiva muscolare prende le vesti di crossover elettrico dalle linee tese e suggestive: fino a 465 cv con 600 km di autonomia, trazione posteriore o integrale. Da fine 2020.
TEST DRIVE
3 sett
Toyota C-HR 2.0L Hybrid, crescono prestazioni e ambizioni
Con il restyling di metà carriera arriva il sistema ibrido da 184 cv, che assicura una bella iniezione di brio insieme ad una guida più fluida e piacevole. Aggiornati anche design e tecnologie.
TEST DRIVE
3 sett
EQC 400, anche per Mercedes arriva il “pieno” di corrente
La prima elettrica della Casa sfoggia un carattere a tratti esuberante grazie ai 408 cv dei due motori elettrici, senza trascurare una valida autonomia. Comfort ed accoglienza di qualità.
TEST DRIVE
19.06.2018 - 09:450

Con la BMW M550d il motore Diesel è all’ennesima potenza

Quattro turbocompressori danno forza al più potente sei cilindri alimentato a gasolio attualmente in commercio, che trova spazio persino in una vettura marchiata dalla divisione “M”.

Il 1972 fu un anno storico non solo per BMW, ma più in generale per la storia dell’automobile. No: il motore a gasolio per il momento non c’entra ancora. Quell’anno, molto semplicemente, fu fondata la divisione sportiva della casa bavarese, la BMW Motorsport GmbH. Di sicuro all’epoca l’alta dirigenza di BMW sicuramente non avrebbe mai immaginato che un motore alimentato a gasolio avrebbe, un giorno, spinto proprio una vettura sfornata dalla neonata “M”. Eppure appena un decennio più tardi, più precisamente nel 1983, una BMW Serie 5 della generazione E28 divenne la vettura con motore a ciclo Diesel più veloce del pianeta. L’auto in questione era una 524td e il motore, un turbodiesel a sei cilindri siglato “M21”, erogava 115 cavalli e 210 Nm di coppia (la velocità massima era di 180 km/h). Quello tra le BMW e il motore alimentato a gasolio è un rapporto più di amore che di odio, anche e soprattuto in ambito prestazionale. Tanto per citare un altro evento cruciale, nel 1998 una 320d della serie E36 vinse la 24 ore del Nürburgring. Il continuo sviluppo tecnico ci porta direttamente nel 2012, anno in cui comparve la M550d. Fu un momento cruciale, quello dell’unione tra la lettera “M” e la lettera “d”, che allora avvenne con un 3 litri tri-turbodiesel da 381 cv. Non si trattò ovviamente di una vera e propria «M» con motore a gasolio, ma in quel momento nacque un’inedita gamma di vetture denominate «M Performance», versioni più civili riviste dalla divisione Motorsport; nel caso in questione una via di mezzo tra una Serie 5 ed una M5.

L’anno scorso ha debuttato la nuova generazione della Serie 5, motivo per il quale senza pensarci troppo anche la M550d è stata rinnovata dalla testa ai piedi. Il che significa solo una cosa: il mercato per una vettura del genere esiste eccome. Anche il motore è completamente nuovo: sempre sei cilindri in linea e sempre tre litri come da tradizione, ma con un numero di turbocompressori che ora sale addirittura a quattro: due ad alta pressione già presenti nella sua ‘antenata’ più due a bassa pressione in sostituzione del turbo di grandi dimensioni presente in precedenza. Nel concreto parliamo di ben 760 Nm di coppia, 450 dei quali già disponibili da 1’000 giri/min.

Quali sensazioni offre un motore simile?
Bizzarre, verrebbe da dire. Prima di tutto perché ha una bella timbrica, in secondo luogo perché rispetto ad altri turbodiesel la differenza la fa agli alti regimi che raggiunge con un allungo degno di un motore a benzina; basti pensare che la potenza massima di 400 cv è erogata a 4’400 giri al minuto. Un propulsore sensazionale, caratterizzato da un spinta che sembra non calare mai di intensità, e che a prestazioni di tale spessore (4,6 secondi per scattare da 0 a 100 km/h) affianca dei consumi che nell’uso quotidiano non superano i 7,5 l/100 km.

Tra le curve è degna della lettera che vanta?
Sicuramente la “M” non è applicata per meri motivi d’immagine. Senza entrare troppo nei dettagli, è bene sapere che la M550d è equipaggiata di fabbrica con tutta una serie di migliorie tecniche che insaporiscono la dinamica e che la rendono quindi autorevole anche ai ritmi più forsennati. Per quanto sia un paragone che detesti, dire che sembra di correre sui binari rende davvero bene l’idea. Già affrontando due curve nella modalità di guida “Comfort” percepisci che c’è tanto grip meccanico e non un qualche torque vectoring che cerca di applicare dei correttivi, e infatti puoi davvero infischiartene del fatto che - escludendo in frenata - non riesca a nascondere più di tanto né i suoi cinque metri di lunghezza né le quasi due tonnellate di massa. Va detto che non bisogna aspettarsi un ordigno prettamente sportivo (lo ricordiamo: non è una M5) ma il suo fantastico equilibrio ti da tutto quello che potresti chiedere da un’auto altamente dinamica senza avere mai la sensazione che ti sia stato negato qualcosa. Ma la cosa impressionate è ripensare a quanto strada abbia percorso il motore brevettato da Rudolf Diesel, raggiungendo impensabili livelli di raffinatezza capaci di soddisfare persino i palati più fini.

Guarda tutte le 6 immagini
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-12-13 22:54:47 | 91.208.130.87