PRIME IMPRESSIONI
14.06.2018 - 15:120

V60, la dimensione del viaggio senza confini

Il rinnovamento della gamma Volvo si estende alla station wagon di taglia medio-grande, in crescita per dimensioni ed accoglienza. Con una guida raffinata, anche dinamica, ma sempre rilassante

La denominazione è immutata. Quanto cambia in realtà la vettura?
La V60 è integralmente nuova, ora basata sul pianale modulare Volvo SPA impiegato per il rinnovamento dell’intera gamma iniziato con la XC90 alla fine del 2014. Rispetto al modello uscente – tradizionalmente, la marca svedese conserva le denominazioni delle auto attraverso le loro evoluzioni –, la rinnovata wagon cresce in lunghezza di ben 13 cm arrivando a quota 4,76 metri, comunque inferiore di 18 cm rispetto all’ammiraglia V90: misura già più agevole nel traffico e nei parcheggi dei centri cittadini più angusti. Anche lo stile è differente, pur riprendendo i concetti di design della Casa. Specie di profilo, i volumi mostrano uno sviluppo più dinamico con linea di cintura leggermente a cuneo ed un frontale un po’ più sottile; la vettura si lascia indubbiamente ammirare, suggerendo con vigore l’impressione di ricercatezza. Sotto il cofano, troviamo i consueti motori quattro cilindri due litri, benzina e diesel con diverse potenze e disponibilità delle soluzioni di trazione anteriore o integrale; il listino parte da 49'800 CHF. A partire da fine anno, sulla base dell’unità a benzina la gamma si arricchirà inoltre di due varianti ibride plug-in, T6 da 340 cv e T8 da 390 cv (inizio 2019), mentre debutterà anche in Svizzera il programma Care by Volvo (già attivo in diversi paesi europei) che prevede il noleggio “tutto compreso” con rata mensile fissa, senza anticipi ed inclusiva dell’utilizzo della vettura prescelta e di tutti i servizi correlati, tra cui manutenzione, assicurazione ed altro ancora.

Quanto è più accogliente l’abitacolo?
L’ambiente di bordo propone i tratti cari della marca, ricercatezza ed accoglienza, in una reinterpretazione appena modificata rispetto agli interni degli altri modelli. Lo stile è insomma quanto più “familiare”, a costo persino di sacrificare una certa originalità invece qui pressoché assente; eleganza e razionalità sono tuttavia valori apprezzabili e trasmettono la sensazione di benessere duraturo. La libertà di movimento a bordo non impone alcun sacrificio, grazie alle forme esterne generose e alla misura abbondante dell’interasse; anteriormente, le poltrone garantiscono una pregevole ergonomia con regolazioni ampie specie in altezza, mentre dietro il divano è ampio a sufficienza anche per poter accogliere adeguatamente il terzo occupante al centro – c’è comunque il bracciolo estraibile, con al suo interno il passaggio per carichi di notevole lunghezza – e risulta ben distanziato dagli schienali; pregevole la possibilità della climatizzazione dedicata per questa zona, con aerazione affidata a ben quattro bocchette. A centro plancia, l’interfaccia principale è affidata al conosciuto sistema Sensus, già in uso sugli altri modelli, contraddistinto dall’originale schermo verticale da 9”: è reattivo al tocco nonché semplice da pilotare e da comprendere, ma conserva il limite del controllo della climatizzazione anch’essa a schermo, che richiede qualche passaggio in più insieme ad una maggior distrazione rispetto alle consuete manopole dedicate. Cresce pure il volume del vano di carico rispetto alla generazione precedente, con una cubatura di 529/1441 litri, l’ambiente vanta inoltre un pratico divisorio ribaltabile per limitare i movimenti del carico (peccato la superficie non rivestita, una volta alzato) così come un pratico doppiofondo.

In marcia, sospesi tra relax e dinamismo.
È la qualità più in vista della V60, una volta al volante. In prova col diesel due litri più potente e cambio automatico a otto rapporti, la station wagon si mostra docile, progressiva e con un gran equilibrio tra assorbimento e contenimento dei movimenti della carrozzeria: combinazione che suggerisce una guida rilassante ma anche tonica. Si possono affrontare curve in successione “al compasso”, grazie a traiettorie precise seguite con estrema compostezza e gran relax; tanto da far quasi dimenticare di provare la modalità Dynamic, che pur irrigidisce sterzo ed assetto per restituire ulteriore sensibilità quando ci si sente più vivaci. Esiste inoltre la modalità Eco dedicata alla massima economia (in media 4,4 l/100 km), dove tutto è più “soft”. Il quattro cilindri turbodiesel ha lo stesso carattere: non è esuberante in senso stretto, preferendo piuttosto elasticità e progressione, ma assicura uno scatto più che vivace (0-100 km/h in 7,9 secondi) accompagnando con garbo e prontezza ogni richiesta di variazione dell’andatura. Morbida e dolce la stessa trasmissione automatica, ideale per la distensione di guida: proprio tra statali ed autostrada la V60 trova l’habitat ideale, fatto di una silenziosità vellutata.

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via Monte Ceneri, 1
6593 Cadenazzo

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Ultimo aggiornamento: 2018-06-23 23:45:48 | 91.208.130.87