PRIME IMPRESSIONI
21.12.2017 - 19:110

Ecco l’ultima arrivata nel mondo dei piccoli SUV: la SEAT Arona

Una categoria in vero fermento, in cui tutti vogliono presenziare con una proposta che rispecchi i valori del marchio. Che nel caso della SEAT Arona sono design giovanile e un comportamento vivace.

Abituatevi a vederne in numero crescente di auto così, dato che piacciono sempre di più: compatte, “educate” alla mobilità in special modo urbana, spaziose e razionali, ma con quel qualcosa in più di avventuroso e dinamico dato dalla maggior altezza da terra combinata a seduta panoramica e look più intrigante. Nel mondo delle crossover compatte la sfida tra tutti i costruttori si fa dunque sempre più accesa e SEAT cerca un posto in vista con l’inedita Arona, strettamente derivata dalla Ibiza. Con questa carta d’identità: lunghezza leggermente più elevata, con 4,14 metri, sviluppo in altezza nettamente maggiore (ben 10 cm in più) e, infine, altezza da terra incrementata fino a 19 cm per affrontare comodamente qualche strada un po’ più esotica ma soprattutto la... “giungla urbana”. A completare un quadro piuttosto effervescente gioca inoltre il design fresco e mosso, con le consuete nervature che distinguono le auto della marca spagnola combinate ad elevate possibilità di personalizzazione sfruttando la verniciatura bicolore, con tetto a scelta nero, grigio o arancione oltre che in tinta.

La ricerca di più carattere passa anche da una guida possibilmente incisiva, che si faccia ricordare: sotto questo aspetto la Arona non delude, quantomeno se equipaggiata con la motorizzazione più potente – il quattro cilindri di 1.5 litri da 150 cavalli – nell’allestimento al vertice FR (28’750 CHF), dai toni marcatamente sportivi e combinato all’assetto regolabile su due rigidità. Alla maneggevolezza in città, in linea con le aspettative, la FR abbina infatti un comportamento dinamico molto piacevole, con bella aderenza tra le curve e movimenti ridotti del corpo vettura anche con sospensioni sul registro normale; la modalità sportiva aggiunge un pizzico di “sapore” in più, grazie allo sterzo che guadagna più peso ed al molleggio leggermente più fermo e reattivo. La guida è coinvolgente ma mai impegnativa, visto che equilibrio e sensazione di confidenza sono qualità costanti dell’auto. Riuscito il 1.5 TSI benzina sovralimentato a iniezione diretta, capace di infondere prestazioni brillanti – 0-100 km/h in 8,0 secondi, punta massima di 205 km orari – con valida capacità di allungo ed altrettanta elasticità (250 Nm di coppia massima, costante da 1’500 a 3’500 giri); senza scordare costi di esercizio promettenti (5,1 l/100 km in media), anche grazie alla funzione di disattivazione di due dei quattro cilindri in modalità Eco, a bassa andatura. In alternativa, è molto piacevole anche il 1.0 TSI da 110 cv, anche con trasmissione DSG. Sul 1.5, invece, il cambio è solo manuale: si lascia manovrare bene ed ha innesti molto precisi, anche se non ultra-rapidi. Buona la silenziosità di marcia ad andatura costante, pur con qualche fruscio avvertibile nella zona dei montanti anteriori. L’auto è inoltre equipaggiabile, di serie o a richiesta, con l’intera serie di ausili di sicurezza attiva.

A bordo l’ambiente presenta un arredo lineare e semplice, vivacizzato da inserti colorati o, come nel caso della FR, tramite rivestimenti in materiale pregiato nella fascia centrale della plancia, per un insieme piacevole ed accogliente; materiali e finiture, in generale, restano tuttavia di tono piuttosto economico. Ben ordinati i comandi, con cruscotto tradizionale (dal 2018 a richiesta anche integralmente digitale) combinato al display centrale multifunzione (fino a 8”, comandi touch, schermo capacitivo) contornato da tasti di richiamo a funzioni specifiche. Sono presenti tutte le interfacce smartphone (Android Auto, Apple CarPlay, MirrorLink) così come prese Usb, Aux e basetta per ricarica wireless. La sistemazione di guida è moderatamente rialzata e ben personalizzabile, con registro dello schienale micrometrico (rotella), sedile di qualità e presenza del bracciolo centrale; dietro, lo spazio per le gambe è ampio, anche se il tunnel centrale è un po’ invadente per l’eventuale terzo passeggero. L’allestimento di questa zona è inoltre scarno (mancano pure le bocchette d’aerazione). ma in compenso il vano di carico ha un bella cubatura, pari a 400 litri sfruttando la posizione più bassa del piano di appoggio.

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