TEST DRIVE
27.10.2017 - 10:180

La prova completa dell’Alfa Romeo Giulia turbodiesel: solo passione o anche un po’ di ragione?

Se la Quadrifoglio gioca la carta dell’emozione, le versioni ‘civili’ dell’Alfa Romeo Giulia devono imporsi con fatti concreti e razionali. L’abbiamo messa sotto esame per vedere di cosa è capace.

È stata senza dubbio una delle automobili più attese degli ultimi anni, tanto da aver perso il conto delle persone che mi abbiano chiesto informazioni a suo proposito. Com’è, come va, ma è davvero meglio della concorrenza, cosa ne pensi, la consiglieresti. Tutte domande che mi sono state rivolte sia in occasione del debutto della Quadrifoglio, di a cui a breve pubblicheremo un test approfondito, ma anche della Giulia con le motorizzazioni più normali, come la turbodiesel con cambio automatico che abbiamo avuto in prova e che punta dritta al cuore del segmento delle berline macina-chilometri scelte da chi, oltre a viaggiare, vuole anche guidare. Ed è proprio lei che abbiamo sottoposto ad una prova completa per rispondere – ufficialmente e oggettivamente – a tutte queste domande.

Va innanzitutto detto che al solito uno dei biglietti da visita delle Alfa Romeo è il design, bellissimo e capace come pochi di catturare sguardi d’ammirazione, con il suo cofano basso e lungo e la cellula dell’abitacolo spostata all’indietro, quasi a voler suggerire dove vengano scaricati a terra i cavalli. È indiscutibilmente una delle quattro porte più affascinanti in circolazione. Ma le aspettative nei suoi confronti sono elevate soprattutto per ciò che concerne i contenuti, dove rispetto al passato (ma anche al presente) sono stati fatti notevoli passi avanti. Iniziando dalla posizione di guida da berlina sportiva, alta solo se sei appena sceso da una Quadrifoglio con i sedili a guscio, nonché da una plancia dal design personale  e gradevole, sebbene qua e la sia evidente qualche richiamo ad Audi (il volante) e a BMW (il pomello del cambio). A quest’ultima si è anche ispirato il sistema di infotainment e navigazione, la cui struttura e selezione dei menu è molto vicina a quella dell’iDrive (il che è di per se un pregio) abbinata ad una grafica accattivante e moderna. Mancherebbero solo le più moderne funzioni di connettività, ma al momento riteniamo che un buon 80-90% dei conducenti sia ancora disposto a rinunciarvi. La qualità per il resto non manca e la Giulia è nel complesso una vettura ben fatta e ben rifinita, mostrando solo qualche minima sbavatura in alcuni dettagli cui probabilmente solo il nostro occhio esperto (e quello di pochi altri) fanno caso. Non male anche lo spazio riservato ai passeggeri posteriori, che nonostante un’accessibilità così così viaggiano benone anche in due, e un bagagliaio molto capiente e completo di una pratico sgancio dei sedili posteriori.

Il vero valore aggiunto del marchio Alfa Romeo emerge però non appena ti metti in marcia. Bastano due curve (e ripeto: solo due) per capire l’auto. Prima di tutto per via di uno sterzo prontissimo e direttissimo, capace di conferire ad una berlina la velocità d’inserimento di una sportiva vera. Dopo aver guidato la Quadrifoglio non è infatti così difficile scovare i comuni denominatori del loro DNA. Sul piano dinamico anche una “normale” Giulia equipaggiata con il motore turbodiesel diventa un riferimento, in particolare per il riuscitissimo compromesso tra sportività e comodità, ma anche per la facilità con cui la si guida. Le sospensioni hanno uno schema costruttivo raffinato (un quadrilatero alto con bracci inferiori a centri virtuali all’avantreno e Multilink a quattro leve e mezzo al retrotreno) grazie a cui trovano subito profondità nell’escursione adattandosi ad ogni terreno, evidenziando quanto la vettura sia ben ammortizzata, ma anche neutra e stabile alle andature più elevate, senza soffrire né di eventuali scuotimenti o forze laterali. Questo da un lato rende la Giulia tranquilla e comoda nelle lunghe trasferte autostradali, come pure una berlina agilissima che non si tira indietro nemmeno spingendola al limite. La sua reattività è infatti talmente elevata che ti viene voglia di avere a disposizione ancora più potenza, sebbene le prestazioni della turbodiesel siano tutt’altro che sottotono, oltre a garantire consumi sempre contenuti con una media rilevata sempre compresa tra i 6 e i 7 litri per 100 chilometri percorsi. Un altro elemento che ben si adatta ad entrambi i caratteri della Giulia è il cambio automatico ad 8 rapporti, dolce e impercettibile nell’uso quotidiano e un vero fulmine nell’impiego più spinto.

La Giulia, insomma, ha superato l’esame anche nella sua versione più “civili”, ovvero quella in cui la pressione della concorrenza è più alta e svettare diventa più difficile. Ma lei, di complessi di inferiorità, proprio non ne ha.

 

 

SCHEDA TECNICA

Modello, versione Alfa Romeo Giulia 2.2 JTDM Super Automatica
Motore 4 cilindri, 2.2 litri, 180 cv, 380 Nm
Trasmissione Cambio automatico a 8 rapporti, trazione posteriore
Massa 1'520 kg
Accelerazione 0-100 km/h 6,8 secondi
Velocità massima 230 km/h
Consumo medio 4,2 l/100 km (omologato)
Prezzo 48'450 CHF
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Ultimo aggiornamento: 2018-07-17 06:04:30 | 91.208.130.87