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APPROFONDIMENTO
18.12.2013 - 12:120
Aggiornamento : 23.11.2014 - 13:52

Opel si amplia a tutto 4x4!

Il costruttore tedesco aumenta l’offerta delle vetture trazione integrale, la cui richiesta cresce sempre di più. Le abbiamo provate nel loro terreno di caccia: la neve.

VAN BENE TUTTE - Ha ragione chi sostiene che la trazione integrale non serve solo d’inverno. Ha altresì ragione chi sostiene che la trazione integrale sia (quasi) fondamentale d’inverno. Insomma: quello che vien volgarmente chiamato “4x4” torna sempre utile. Dimostrazione ne è il fatto che molti sono i marchi automobilistici che sempre più puntano a questa tecnologia che tanto nuova non è: lo sapevate che la prima auto a trazione integrale – una Spyker 60 hp – è stata costruita nel 1903? Dopo le prime applicazioni per i veicoli fuoristrada e la successiva “rivoluzione” di Audi che per mezzo della “Ur-quattro” ha portato questa tecnologia nel mondo delle corse e di riflesso sulle vetture sportive, Opel produrrà nel 1988 la prima vettura in serie a trazione integrale, ovvero la prima Vectra. L’unica cosa che le quattro ruote motrici di allora hanno in comune con quelle odierne sono, appunto, unicamente le quattro ruote motrici. Se prendiamo per esempio la Frontera (e chi se la scorda!), questa aveva una sistema meccanico inseribile a richiesta, altre avevano un rapporto di distribuzione fisso tra asse anteriore e posteriore (solitamente 50:50), mentre oggi l’elettronica è approdata anche qui in larga misura portando con se notevoli vantaggi: sia per quanto concerne i consumi come pure per la guidabilità.

GEMELLI DIVERSI - Attualmente nella gamma Opel, accanto alla un po’ vetusta Antara, la trazione integrale viene offerta sulla Mokka e sull’Insignia in tutte le sue declinazioni, OPC e Country Tourer incluse. In entrambe il sistema è dotato di una frizione elettromagnetica mutlidisco, la quale in base ai dati trasmessi e scambiati tra di loro da un elevato numero di sensori regola la quantità di coppia da spartire tra l’asse anteriore e posteriore, interagendo e intervenendo se necessario pure con i dispositivi quali ABS ed ESP in esso integrati. Il modo in cui queste sono state però messe a punto e implementate nei due modelli segna alcune differenze.

MOKKA: FACILE ED ECONOMA - Nel caso della Opel Mokka ci si è in particolare concentrati sul contenimento dei consumi di carburante. Questo ha fatto si che la ripartizione tra i due assi possa variare da 100:0 a 50:50, facendo si che venga utilizzata prevalentemente la trazione anteriore nell’utilizzo quotidiano cui queste vetture sono per la maggior parte destinate. Ciò nondimeno la Mokka non si spaventa quando le sue ruote incontrano un manto nevoso garantendo un trazione e una maneggevolezza ragguardevole, questo naturalmente se coadiuvato da buoni pneumatici invernali. E, come già svelato in occasione della nostra prova, il piccolo SUV diventato un vero successo in tutta Europa risulta anche più facile da guidare visto che i 140 cavalli vengono anche sull’asciutto abilmente ripartiti tra i due assi rendendola estremamente intuitiva. Non dimentichiamoci infine di segnalare che si è lavorato molto anche al fine di contenere quanto possibile le dimensioni nonché la massa di questo sistema, il quale compresi tutti i componenti di asse, trazione e trasmissione pesa meno di 65 chili – il che riconduce pure al consumo di carburante.

L’INSIGNIA SA DIVERTIRE - Per comprendere quali siano le sottili differenze tra la trazione integrale di Mokka e Insignia vi sono due possibilità. Il primo è osservare gli “spaccati” tecnici, cosicché all’asse posteriore si noterà l’aggiunta di un differenziale elettronico autobloccante (eLSD) il quale ha il compito di ripartire la trazione tra le due ruote posteriori. Il secondo è guidarla sulla neve, disattivare i controlli elettronici e vedere cosa succede. In definitiva il posteriore è molto più attivo dando una maggiore impronta dinamica al tutto, nel senso che a fianco dell’efficacia sui fondi a bassa aderenza come la neve è possibile sentire il retrotreno scodare quando lo richiediamo e veder quindi spuntare un sorriso sulle labbra. Al di la del ritornare a sentirsi un po’ bambini, quella attuata da Opel è una scelta intelligente visto che lo stesso sistema integrale non deve solo garantire aderenza sui fondi sdrucciolevoli alla Country Tourer, bensì essere capace a scaricare al suolo i 325 cavalli della potente OPC, in modo tale che l’auto resti il più neutra possibile e non si lasci abbandonare – come spesso accade – ad un frustrante sottosterzo.

OFFERTA AMPIA - Dopo una giornata passata sulla neve siamo in definitiva soddisfatti del sistema integrale Opel, in particolare per l’insospettabile raffinatezza di ciò che viene offerto sulla spesso sottovalutata Insignia. Apprezzabile da parte di Opel è che le quattro ruote motrici possono essere acquistate già da un prezzo relativamente contenuto, ovvero da 31'400 franchi per una Mokka 1,4 Turbo da 140 cavalli, toccando l’apice con la citata OPC. Implementarlo anche su modelli futuri come la Astra? Potrebbe essere un’idea, visti i vantaggi, anche se dobbiamo pur sempre considerare che è un’esclusiva quasi unicamente svizzera quella di avere una così alta percentuale di vendite di veicoli a trazione integrale.


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Ultimo aggiornamento: 2020-07-16 16:44:23 | 91.208.130.86