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SALONE DI FRANCOFORTE - INTERVISTA
11.09.2013 - 15:440
Aggiornamento : 25.11.2014 - 08:05

"Le corse ci aiuteranno a essere presi sul serio"

Da quest’anno Opel si è buttata nuovamente nelle competizioni. Iniziando dal basso per essere più vicina al pubblico, ecco quali sono i progetti futuri – e quali le auto sportive che arriveranno presto sul mercato.

Tuffarsi nel passato è sempre affascinante. Recentemente mi è capitato di doverlo fare mentre stavo redigendo l’articolo inerente la primissima Golf GTI, cui abbiamo dedicato una prova su strada. Contesto sociale, politico ed economico sono aspetti che bisogna sempre tenere in considerazione, ma anche la situazione dell’azienda dell’epoca interessata e non da ultimo la concorrenza. In quel caso, a metà degli anni ’70, c’era la Opel Kadett GT/E le cui vendite sono schizzate subito in alto grazie ai successi sportivi; una situazione poi ripetutasi anche le diverse declinazioni sportive di Manta e Ascona che si è protratta fino agli anni ’90. Poi qualcosa è cambiato e il volto sportivo che si era conquistato con tanto sudore è pian piano decaduto. Visto che al giorno d’oggi le vendite di Opel avrebbero bisogno di una bella vitaminizzata, le corse non potrebbero essere una soluzione? Lo  abbiamo chiesto a Jörg Schrott, responsabile commerciale della divisione OPC e Motorsport. L’uomo giusto.

“In questo ambito in America si usa spesso l’espressione “win on Sunday, sell on Monday” – vinci la domenica, vendi al lunedì. Purtroppo i tempi sono cambiati e questo non basta più. Alla Opel siamo tutti quanti consapevoli della notevole storia sportiva di cui possiamo usufruire, e proprio per questo abbiamo creato una strategia a lungo termine che ci porta a curare questo aspetto.”

Allo stand Opel v’erano infatti in bella mostra e sporche come si conviene ad un’auto da corsa, una Adam in abito da rally e una delle Astra OPC che partecipa al campionato VLN al Nübrurgring, inclusa la 24 ore. Iniziamo a parlare della Adam: un’auto curiosa, visto che non ha molti geni sportivi…

“La Adam generalmente a chi piace?`Alle donne. Il fatto che abbiamo deciso di svilupparla quale automobile da rally fa si che prenda un tocco maschile, che metta gli attributi, così da riuscire a colpire anche qualche ragazzo e non solo ragazze. Abbiamo voluto iniziare da una delle categoria più basse dei rally perché il nostro intento è di formare dei piloti che possa cresce assieme a noi e lanciarsi in categorie più elevate. Tra poco arriverà infatti la Adam R2 – più leggera e più potente – e per il salto di categoria i piloti che adesso guidano la Adam non si sono rivolti ad altri marchi, ma sono restati con noi."

Salire di categoria significa quindi strizzare l’occhio al WRC? Chissà, un giorno, magari… Del resto vi avete già partecipato negli '80 con Walter Röhrl (Ascona 400) e Henri Toivonen (Manta 400).

“In realtà non è mai stata nostra intenzione, anche se trent’anni orsono eravamo ben presenti nel campionato mondiale. Opel è una realtà regionale limitata all’Europa, visto che non vendiamo all’infuori di questi confini, e questo fa si che il massimo a cui puntiamo è un campionato europeo. Ritornando alla Adam, il fatto di partecipare ad un campionato nazionale è ottimo perché tra i partecipanti vi sono diversi rivenditori  veterani dei rally (dei cosiddetti “eroi locali”) che sfruttano tantissimo questa opportunità per fare della pubblicità al proprio concessionario.”

Parliamo invece dell’Astra e dei sui impegni nel campionato VLN. Come mai proprio la decisione di andare al Nürburgring e non – per esempio – sviluppare un’auto per il DTM od organizzare un campionato monomarca?

“A metà anni ’90 c’erano qualcosa come 50 Opel schierate nella griglia di partenza della 24 ore del Nüburgring, e questo ha fortunatamente fatto si che ancora oggi disponiamo di una buona quantità di fan che segue questo tipo di gara. Anche in questo – proprio come con la Adam – siamo partiti da una categoria relativamente bassa e stiamo già lavorando allo step successivo. Ciò che ci ha fatto piacere è che i piloti privati hanno mostrato un grande interesse nei nostri confronti, tanto che le 20 Astra OPC da corsa sono state vendute in battibaleno, tant’è che ne stiamo costruendo altre. Infine bisogna aggiungere che al Nüburgring il dipartimento OPC ha uno centro prove, e ogni nuovo modello di OPC percorre all’incirca 10'000 chilometri di test lassù. Insomma: è un posto a cui siamo legati per diversi motivi."

La particolarità è che in questo caso siano le auto da corsa ad essere state sviluppate partendo da quelle stradali. Ma quindi, visti i riscontri, perché non commercializzare una versione sportiva della Adam o una Astra OPC più puristica?

“Ci stiamo lavorando e il tuo intuito ti porta nella direzione giusta, ma al momento non posso ancora rivelare nulla.”

Però a questa domanda si può sicuramente rispondere. La cosa più difficile quando si spendono ingentni capitali in attività come queste è poi ottenere il ritorno in termini di immagini, e per fare ciò bisogna essere molto bravi a far passare il messaggio. Voi come siete messi?

“Come detto abbiamo una strategia a lungo termine, inclusa una campagna di comunicazione. Ora abbiamo appena iniziato e stiamo iniziando a fare il secondo passo per far si che finalmente il pubblico e non solo la stampa prenda finalmente sul serio il marchio Opel così come le OPC. Voi della stampa concordate con noi che i buoni prodotti li abbiamo già, ora dobbiamo “solo” farlo capire all’opinione pubblica. In un contesto ampio come questo le corse rappresentano la ciliegina sulla torta, perché oltre a rivolgerci anche ad un tipo di pubblico diverso rispetto alla popolazione media, possiamo far si che quest’ultima – e non solo – inizi a vedere il marchio da un’altra prospettiva.”


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