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21.10.2019 - 06:000

Supra, nuova vita per la sportiva “top” Toyota

Dopo lunga attesa torna in vita la tradizionale coupé sportiva di punta della marca giapponese: forte del sei cilindri da 340 cv, spicca per la guida guizzante, incisiva e rapidissima.

Sempre più oggetto di spostamento e convivialità dall’approccio razionale, l’automobile continua in realtà a restare principalmente una grande fonte di emozione. Prova ne sia il ritorno storico, nella gamma Toyota, della coupé sportiva Supra, a lungo attesa ed invocata dagli appassionati pur trattandosi di un’auto di piccola nicchia, al cospetto della vasta produzione globale del colosso giapponese.

Com’è fatta la nuova coupé nipponica?
Con l’ultima generazione prodotta dal 1993 al 2002, la Supra si è fatta certamente attendere, tanto più benvenuta per continuare la tradizione di questa sportiva alto di gamma iniziata già alla fine degli anni ‘70. L’impronta moderna al modello è anticipata dallo “zampino” della divisione sportiva della marca, Gazoo Racing, che ne ha direttamente curato lo sviluppo, nonché la messa in produzione; la Supra nasce all’insegna dell’efficienza dinamica mettendo in primo piano la qualità e l’intensità della guida impegnata. Con una base di partenza in verità comune ad un altro costruttore del Vecchio Continente: Supra condivide infatti gran parte della propria meccanica con la BMW Z4 M40i, inclusi motore e trasmissione, avendo aderito i due costruttori alla collaborazione diretta per la realizzazione di entrambi i progetti. La giapponese vanta tuttavia carrozzeria chiusa, classicamente coupé, combinata ad un design ampiamente personalizzato sia per distinguerne le forme dalla variante scoperta tedesca, sia per adeguarne stile e contenuto alla specifica tradizione nipponica di design. Il frontale, in particolar modo, conserva piuttosto viva l’impronta della tradizione Supra, con il lungo cofano motore a becco a dividere i gruppi ottici molto sottili; l’insieme mette in risalto il frontale di grande impatto, in contrasto con l’abitacolo arretrato e la coda compatta, soluzione che per i designer giapponesi viene identificata con il concetto di “Design Extreme”. Sul piano più strettamente tecnico, la coupé giapponese adotta il sei cilindri in linea, turbo, della “cugina” BMW, tre litri di cubatura per 340 cavalli con coppia massima di 500 Nm distribuita con particolare elasticità e generosità sul più ampio arco di erogazione (1600-4500 giri); la trasmissione è automatica a otto rapporti, la trazione unicamente posteriore completata dal differenziale autobloccante attivo con bloccaggio 0-100% in funzione delle esigenze di motricità “pilotate” dalla gestione elettronica di bordo. Come sulla tedesca, la ripartizione delle masse conferma la suddivisione ottimale tra i due assali (50-50%), con ricorso a carreggiate particolarmente ampie (1,59 metri) e ad un passo invece ridotto (2,47 m) per ottenere il compromesso più efficace tra stabilità e maneggevolezza. L’allestimento della Toyota Supra è unico, sostanzialmente completo di ogni dotazione inclusi gli assistenti attivi alla guida, con listino fissato in 79'900 CHF.

Che sensazioni offre, dinamicamente, la sportiva Toyota?
Al volante. La coupé giapponese trasmette subito il suo carattere piuttosto “giocoso”, pensato per divertire e pilotare con gusto: l’assetto (regolabile) è rivisto e specifico per questa Toyota, con due sole regolazioni di base (Comfort oppure Sport) entrambe azzeccate e più che sufficienti per passare dal traffico ai passi montani con piena soddisfazione. Si avverte subito il gioco più ampio e libero delle sospensioni, specie nella fase di ritorno, anche se il coricamento laterale resta sempre ridottissimo; premia l’assorbimento delle asperità e permette di “sentire” l’impegno dell’auto da subito, senza doverla impegnare a fondo. Una caratteristica che rimane ben presente anche nella modalità di marcia più spinta, dove la maggior rigidità resta tutt’altro che estrema, accentuando però la rapidità di azione ed il “peso” dello sterzo, molto reattivo nei primi centimetri di comando. La Supra è anche piuttosto guizzante: si inserisce con notevole prontezza nelle curve per poi suggerire quasi subito un accenno al sovrasterzo, sempre in agguato sebbene in realtà tenuto ben sotto controllo dalla notevole aderenza e dall’elettronica di gestione; se si guida molto sportivi ci si trova ad essere un po’ più aggressivi e scomposti, con reazioni più vive e marcate, ma nell’insieme la Supra predilige in ogni caso la rapidità di azione più che il “traverso” più scenografico. Ottimo per elasticità e prontezza il motore, che gira rotondissimo: spinge forte da ogni regime e permette prestazioni ben dinamiche (0-100 km/h in 4,3 secondi), anche se nella zona più alta del contagiri la spinta massima in realtà resta solo costante (i 340 cv sono costanti tra 5000 e 6500 giri), togliendo un po’ di gusto all’allungo verso la zona rossa. Eccellente per prontezza e sensazione di sportività il cambio automatico a otto rapporti. L’abitacolo avvolge come un guanto i due passeggeri, tendenzialmente immersi nell’auto su poltrone sportive molto avvolgenti (e regolabili), con un grado di finitura di buon livello. L’arredo moderno è quello BMW, ma si adatta perfettamente anche allo stile Toyota: lo schermo centrale da 8,8” è sufficientemente vicino per essere comandato a sfioramento, evitando di passare dalla manopola sul tunnel centrale; il volante è quasi verticale, la postura di guida distesa e molto sportiva, piacevolissima tranne che nelle immissioni, dove la visibilità verso la tre quarti posteriore può essere critica. Non mancano i comfort di head-up display, ricarica induttiva per lo smartphone e impianto hi-fi JBL a dodici altoparlanti, mentre i 290 litri del vano di carico, combinati a un po’ di spazio aggiuntivo dietro agli schienali, consentono di stivare un discreto bagaglio.

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Emil Frey SA 

 

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6915 Lugano

 

+41 91 210 65 03

 

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