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01.04.2016 - 06:000

Range Rover Evoque Convertible

Un SUV-Cabriolet: fino a pochi anni fa una follia, oggi una realtà. Ecco le nostre prime impressioni dal vivo.

Eresia, azzardo, colpo di teatro? Niente di tutto questo. La Evoque Convertible, “dal vero”, offre molto più senso compiuto di quanto non lascino pensare l’idea sulla carta e le stesse fotografie, rendendo giustizia piena all’“invenzione” della Suv cabriolet. Intanto esteticamente. Certo, per certi versi il design davvero lineare ricorda da vicino la semplice operazione di taglio del tetto di una Coupé, ma poi i vari dettagli che ne completano la presentazione aggiungono in realtà completezza, ricercatezza ed elevata desiderabilità. Il profilo è “spesso”, date le fiancate particolarmente lavorate dell’auto, ma al tempo stesso essenzialmente filante e dinamico. Anche grazie al piccolo spoiler fisso posizionato a sbalzo sulla coda. La capote in tela ripiegata a vista, inoltre, offre un contrasto riuscito spezzando l’uniformità della tinta di carrozzeria, i poggiatesta posteriori in vista non disturbano l’estetica (sono inoltre presenti due roll-bar a scomparsa in caso di ribaltamento) ed anche a vettura chiusa l’estetica rimane apprezzabile. Un lavoro studiato nei dettagli, insomma, dove giusto il pannello frangivento posteriore (ripiegabile) appare un po’ troppo protagonista di una linea altrimenti molto filante.

Sin qui l’occhio, d’accordo. Ma la Evoque Cabrio ha tanto da dire anche in qualità di automobile da usare. Assai più, tutto sommato, della versione chiusa a tre portiere dalla quale deriva, peraltro sin qui poco apprezzata. Ma qui, le due sole portiere, più sportive, si armonizzano con assai maggior suggestione al cielo aperto, mentre l’inedita soluzione Suv-cabriolet libera sensazioni inedite. Cominciando dalla sistemazione rialzata dei passeggeri, che permette di apprezzare l’immersione all’aria aperta da una prospettiva assai più rialzata, panoramica e suggestiva, cui vanno aggiunti i vantaggi della maggior accessibilità e visibilità rispetto alla carrozzeria cabriolet classica. La capote in tela, dal canto suo, offre parecchia versatilità. Si apre in 18 secondi e si chiude in 21 anche in movimento, fino ad una velocità di ben 48 km/h; anche in velocità assicura un isolamento acustico di notevole efficacia – in autostrada si viaggia in un silenzio sostanzialmente paragonabile a quello di un’auto chiusa – ed infine, essendo più compatta di un hard-top pieghevole, ruba meno spazio al vano di carico. Non enorme, 251 litri, ma completato dalla botola per carico passante nell’abitacolo.

Dove ci si sistema sufficientemente comodi anche in quattro adulti: dietro, la libertà per le gambe (sufficiente, non oltre) e l’inclinazione dello schienale sono gli stessi offerti a bordo della Evoque “Coupé” chiusa. Unici inconvenienti della capote in tessuto, restano la maggior fragilità e l’offerta di un’unica colorazione nera, al contrario di altri costruttori che hanno in catalogo pure beige, blu, bordeaux: su un’auto di lusso, la personalizzazione non è meno importante di altri aspetti. Già, lusso: a bordo della Convertible in allestimento top HSE si respira la stessa atmosfera ricercata delle altre Evoque, con l’aggiunta di un comparto navigazione-infotainment totalmente rinnovato. Il nuovo InControl Touch Pro presenta un inedito schermo tattile da 10,2 pollici a sviluppo orizzontale (21:9) ed elevata risoluzione (1280x542 pixel), dotato di reattività al tatto e rapidità di scorrimento delle schermate realmente a livello smartphone; la base dati è fornita da un disco allo stato solido da 60 Gb, optional la connettività 3G permanente.

La meccanica non cambia, riproponendo ausili attivi alla guida, motori, trasmissioni e gestione con Terrain Response dell’eventuale trazione integrale (ci saranno in gamma anche le versioni a sola trazione anteriore) già conosciute sulla Evoque standard; per il test era disponibile la combinazione 2.0 turbodiesel con l’automatico a nove rapporti insieme alla trazione 4WD a controllo elettronico, soluzione “ogni tempo” che si adatta al meglio alle qualità dell’auto. Spicca in primo piano, al volante, la notevole rigidità della Convertible, tanto più apprezzabile nei passaggi di fuoristrada impegnativi che questa cabrio digerisce senza batter ciglio: anche a “twist” estremo, con due ruote sollevate dal suolo, portiere e bagagliaio si aprono senza incertezze né scricchiolii. A tutto vantaggio, tra l’altro, anche delle qualità dinamiche su asfalto. Il tutto si paga con un peso elevato, quasi due tonnellate, ma cavalli e coppia (430 Nm) conferiscono la giusta reattività. Seppur non bruciante: 0-100 km/h sopra i 10 secondi. Piacevole la precisione di guida, rilassante e rapido il cambio automatico ZF a nove marce, seppur talvolta incerto sul rapporto da scalare dopo un rallentamento; il “cugino” a otto rapporti, adatto a motori più potenti disposti longitudinalmente, offre più raffinatezza di funzionamento. L’inedita Evoque Convertible sarà distribuita in Svizzera a partire dal 15 giugno con prezzi compresi tra 57.900 e 68.600 CHF (tasse incluse).

 

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