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04.09.2014 - 15:410
Aggiornamento : 21.11.2014 - 20:33

Al via la campagna "Affitti abbordabili per tutti"

L'Associazione inquilini chiede di attuare le misure di governo per evitare l'aumento delle pigioni

BERNA - L'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ha lanciato oggi la campagna nazionale "Affitti abbordabili per tutti". Essa chiede la messa in atto delle misure proposte quest'anno dal Consiglio federale per frenare l'impennata delle pigioni. In particolare si tratta di costruire alloggi a prezzo moderato e di sapere l'ammontare dell'affitto del precedente locatario. Per dare visibilità all'azione è stato allestito un soggiorno di fronte a Palazzo Federale.

L'ASI intende condurre una campagna di diversi anni, affinché le intenzioni dell'esecutivo federale si traducano in fatti, ha detto in una conferenza stampa odierna la sua presidente e consigliera nazionale Marina Carobbio Guscetti (PS/TI).

La prima misura da introdurre deve essere quella dell'obbligo di trasparenza sulle pigioni: già utilizzata in sei cantoni, essa contribuisce infatti a frenare la crescita del canone e facilita il ricorso contro gli affitti abusivi, ha sottolineato la Carobbio.

Il progetto di modifiche al diritto di locazione, messo in consultazione dalla fine di maggio fino alla fine di questo mese, prevede di rendere obbligatorio di comunicare al nuovo inquilino quanto pagava d'affitto il precedente fittavolo nonché la giustificazione per un eventuale aumento. Fra le proposte c'è anche quella di proibire ogni incremento a sorpresa della pigione durante il primo anno di contratto.

A tale proposito il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann, presentando le idee per frenare la crescita dei canoni, aveva affermato che una maggiore trasparenza in questo ambito dovrebbe migliorare la situazione sul mercato immobiliare senza nuocere ai proprietari.

L'ASI sostiene anche la proposta di concedere un diritto di prelazione ai Comuni per favorire un'edilizia a basso costo o di utilità pubblica. In questo senso si dovrebbero sfruttare maggiormente le aree dismesse della Confederazione e delle aziende parastatali: in particolare quelle dell'esercito e delle FFS.

Marina Carobbio ha ricordato che dal 2009 i tassi ipotecari sono calati nettamente, ma che solo una piccola parte della riduzione è andata a favore degli inquilini. E questo perché si sono registrati decisi aumenti dei nuovi canoni d'affitto o di quelli aggiornati dopo riattamenti. Nel 2009, ad esempio, per un appartamento medio si pagavano 1270 franchi mensili. Oggi, tenuto conto della variazione dei tassi di riferimento, la stessa abitazione dovrebbe costare solo 1030 franchi al mese, ma in realtà se ne pagano 1320, ha precisato la presidente dell'ASI.

Il Consiglio federale ha anche approvato una modifica dell'ordinanza concernente la locazione e l'affitto di locali d'abitazione o commerciali. Essa prevede di far beneficiare i locatari dei contributi di incentivazione erogati per migliorie energetiche, sotto forma di deduzione dall'aumento dell'affitto.

Le proposte dell'esecutivo non sono ben viste dai proprietari immobiliari. L'Associazione svizzera dei proprietari fondiari (HEV) ritiene che il dover annunciare l'affitto precedente rallenti la conclusione di un contratto. È poi inaccettabile, a suo avviso, che si possa firmare un contratto d'affitto e subito dopo essere entrati nell'abitazione contestare l'ammontare del canone.

Secondo la federazione romanda FRI "è insensato rendere obbligatorio l'uso di una formula ufficiale che indichi la pigione precedente": essa colpirebbe anche i cantoni dove non c'è penuria di alloggi. L'idea di impedire aumenti di affitto durante il primo anno di contratto "contraddice tutti i bei discorsi politici riguardo la necessità di incoraggiare i lavori energetici in vista di rispondere alla Strategia energetica 2050".

ats

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