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VAUD
10.01.2018 - 22:520

Annullate le sanzioni contro i produttori di Viagra

Erano state pronunciate dalla COMCO nel 2009 a Pfizer, Eli Lilly (Svizzera) e Bayer (Svizzera) alle quali era rimproverato un accordo illecito sulle tariffe

LOSANNA - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) conferma l'annullamento di multe per un totale di 5,7 milioni di franchi inflitte per un accordo illecito sui prezzi di vendita dalla Commissione della concorrenza (COMCO) a tre produttori di medicinali contro problemi di erezione. Le tariffe stabilite nell'intesa hanno evitato un aumento eccessivo dei prezzi.

Le sanzioni erano state pronunciate dalla COMCO nel 2009 alle imprese farmaceutiche Pfizer, Eli Lilly (Svizzera ) e Bayer (Svizzera) alle quali era rimproverato un accordo illecito sulle tariffe dei loro farmaci Viagra, Cialis e Levitra.

Concretamente la COMCO indicava che questi prezzi erano stati integrati nei sistemi informatici del settore o trasmessi direttamente ai farmacisti che li avevano applicati tali e quali in generale. Tutta la concorrenza sarebbe stata così eliminata.

Le tre case farmaceutiche avevano fatto ricorso contro la sanzione della COMCO e ottenuto ragione davanti al Tribunale amministrativo federale nel 2013. Secondo il TAF, la mancanza di concorrenza era dovuta più che altro al divieto di pubblicità con informazioni sui prezzi per i prodotti acquistabili solo su prescrizione medica, come quelli anti-impotenza in causa.

Il Tribunale federale (TF), a cui aveva inoltrato ricorso la COMCO, nel 2015 ha annullato le sentenze e invitato il TAF a riesaminare le cause delle tre società. Ricordava che secondo la legge sugli agenti terapeutici, i pazienti devono invece poter confrontare i prezzi e gli assicuratori malattia devono poter orientare i loro affiliati sulle possibilità di approvvigionamento meno onerose.

Nelle tre sentenze rese pubbliche questa sera dopo la chiusura della borsa, il TAF ritiene che l'esistenza di accordi verticali - ossia di accordi tra produttori e distributori - non è provata. Non è neppure stabilito che i prezzi accordati per i tre farmaci in questione avrebbero potuto avere quale obiettivo una pratica architettata che limitasse la concorrenza.

I giudici di San Gallo aggiungono che i dati di mercato presentati dalla COMCO indicano piuttosto che queste tariffe hanno impedito un aumento eccessivo dei prezzi. In queste condizioni ritengono che tali tariffe non fossero suscettibili di esercitare un'influenza sulla concorrenza. Considerate come raccomandazioni di prezzo massimo, sono conformi al diritto sui cartelli, conclude la Corte.

Le tre sentenze possono di nuovo essere oggetto di ricorso presso il Tribunale federale.

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-22 22:51:02 | 91.208.130.86