CANTONE
16.10.2017 - 06:030

«Ho rifiutato molti lavori per paura di guidare»

Si chiama amaxofobia, colpisce tanto le donne quanto gli uomini, che però fanno più fatica ad ammetterlo, ed è un limite alla professione: al via un corso per risolvere il problema

BELLINZONA - Lilly, 49 anni da Ascona, ne aveva 37 quando prese la patente; 38 quando smise di guidare; 48 quando decise che era il caso di farsi forza. Nel mezzo di quei dieci anni di vuoto, storie di proposte di lavoro declinate, di curricula neppure inviati perché la sede dell'azienda era fuori mano, di spostamenti impossibili con l'autobus e turni a stento compatibili con gli orari i mezzi pubblici. «Sono assistente di cura a Brissago. Che pena dover svegliare mio marito la domenica mattina presto perché mi accompagnasse. E anche quando riuscivo a fare da sola con il bus, mi restava comunque un chilometro da percorrere a piedi. Per chi come me sta in movimento tutto il giorno, alla fine diventava pesante».

Da quando è riuscita a tornare al volante, lo scorso luglio dopo sei mesi di lezioni private, ha deciso che «se posso essere utile agli altri, se posso portare la mia testimonianza per aiutarli a superare la stessa paura, sono disponibile e felice». Chi vorrà provare a fare altrettanto avrà però un'opportunità in più. A partire da metà novembre, a Bellinzona, è infatti in programma un corso per provare a risolvere l'"amaxofobia", che è qualcosa in più di un capriccio o una posa, in Ticino come altrove. «È un limite alla propria indipendenza e alla professione», riconosce Giorgia Galmarini, psicologa del lavoro specializzata in psicologia del traffico.

Alle prese con un numero crescente di persone frustrate dalla "scelta" di non mettersi al volante, che da tempo le esclude da una buona fetta di occupazioni altrimenti accessibili, ha infine deciso di provare a intercettare il loro bisogno, fiduciosa di ricevere la risposta che cerca. «Purtroppo c'è tanta reticenza, tanto imbarazzo ad ammetterlo, specie fra gli uomini. Per questo mi son detta: perché non fare il primo passo? Offriamo l'opportunità di superare il disagio attraverso un percorso di gruppo. Vediamo chi trova il coraggio di venire».

Donne che vorrebbero smetterla di far le casalinghe, ma anche giovani apprendisti che in futuro dovranno raggiungere i clienti a domicilio, oppure venditori, consulenti. Anche Lilly Regazzi ammette come la paura di guidare abbia rappresentato un grosso impedimento. «Per esempio, ho dovuto rinunciare a una proposta a Bellinzona: come avrei fatto a raggiungere il posto?  E non è stato l'unico caso. Solo l'idea di sedermi in auto mi faceva tremare».

Colpa di un piccolo incidente senza gravi conseguenze, ma che le ha lasciato il terrore di poter fare del male agli altri. «Rientravo a casa dopo una serata con mio fratello - racconta - La strada era ghiacciata, sono finita contro delle auto parcheggiate a bordo carreggiata. Ho cominciato a domandarmi: e se ci fossero state persone a bordo? Se avessi investito dei pedoni? Ho messo l'auto in garage e non l'ho più toccata».

Dieci anni. Fino al febbraio scorso. «La paura ce l'ho ancora, ma almeno ho ricominciato. Le prime volte avevo male alla testa, senso di nausea. Poi sono diventata come una bambina entusiasta. La prima volta che sono riuscita a fare una strada stretta, al buio, ho scritto subito un messaggio al mio istruttore, tanto ero felice. È una sensazione indescrivibile. Se penso che ho anche scelto casa sulla base di quanto fosse centrale, perché quella che ci piaceva era troppo lontana dalla fermata... Oggi sono contenta come una Pasqua. Non guido molto, solo lo stretto indispensabile. A Lugano, per esempio, non sono ancora arrivata. E l'autostrada la evito. Ma pian piano si fa tutto, a piccoli passi». 

«Spesso la paura è circoscritta ad alcune situazioni, che spingono per esempio a evitare autostrade e tunnel e studiare lunghi tragitti alternativi - riconosce Giorgia Galmarini - È importante restituire fiducia e in questo modo anche autonomia, libertà di spostamento, nonché la facoltà di dedicarsi al mestiere che piace». Info: giorgiagalmarini@rass.ch; 076 445 06 80.

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Commenti
 
Kahr 6 mesi fa su tio
Esiste anche la radarfobia? Se sì, io ne sono affetto.
Lucilla Ferrara 6 mesi fa su fb
Pur portando rispetto per coloro che soffrono di questi problemi io constato che in Svizzera tedesca tanta gente l’auto nemmeno ce l’ha. Si sposta con i mezzi pubblici! Quindi quello che è un problema in Ticino là non passerebbe nemmeno per la testa. A meno che uno non faccia un concorso per diventare autista di bus o per fare il trasportatore di materiale medico. In Ticino i mezzi pubblici sono arretrati rispetto al resto della Svizzera ma in ogni caso esistono, sono utilizzabili, soprattutto all’interno degli agglomerati.
Igor Gutschen 6 mesi fa su fb
esatto....da noi si pensa a multare i ragazzini che girano con ruote elettriche o biciclette sui marciapiedi invece di multare le madri o padri che ogni giorno inquinano l'aria con le loro auto per andare con i pargoli nei centri commerciali oppure per accompagnarli a fare corsi di nuoto o sport o per portarli a scuola...figuriamoci
Dessa Fj 6 mesi fa su fb
Chris Pigna ecco
Chris Pigna 6 mesi fa su fb
È il tuo caso questo..
Dessa Fj 6 mesi fa su fb
Chris Pigna ..
Michela Ceriani 6 mesi fa su fb
Io non guido per un'altra paura. Soffro di attacchi di panico/ ansia, venuti mentre guidavo ed in altre situazioni. Parlo di 25 anni fa :D Ovviamente da brava psicopatica ho lasciato la guida, perché il gioco del cervello e degli attacchi di panico è chiaro; se fai quella cosa avrai un attacco, quindi lo si evita. Un paio di settimane fa ho voluto riprovare, in un zona senza traffico. È andata bene, ma non so come sarà immettermi nel traffico. Cercherò un istruttore di guida, con molta, molta, molta pazienza :D Sono stufa di farmi portare in giro e non avere nessun tipo d'indipendenza. Non so se la cosa andrà a buon fine, ma vorrei provarci, lo devo a me stessa.
Guera Elena Swiss 6 mesi fa su fb
auguri e ,,,coraggio dai .
Michela Ceriani 6 mesi fa su fb
Guera Elena Swiss grazie :)
Igor Gutschen 6 mesi fa su fb
ok ma questa non è una scusa per non accettare un posto di lavoro; come quello che dichiara il soggetto dell'articolo
Bandito976 6 mesi fa su tio
Se tutti avessero questa patologia il traffico sarebbe azzerato. Niente piú tasse da pagare per carburanti, targhe, assicurazioni e strade. Vado in auto ma se posso evito perché sono stufo del traffico, inquinamento e rumore. I costruttori di auto dovrebbere fare auto scomode per percorrenze superiori ai 100 km. Alcuni gadget potrebbero essere sedili di legno, via gli ammortizzatori, insonorizzatori e scappamento nell'abitacolo. Non succederá mai altrimenti non vendono piú auto, ma sarebbe bello per far rendere conto alla gente che danno arrecano.
Mi Pa 6 mesi fa su fb
1) certa gente farebbe meglio ad abbandonare l'automobile, per la sicurezza di tutti e la fluidità del traffico 2) Da quel che ho letto la sig.ra fa l'assistente di cura a Brissago ed abita ad Ascona, quindi non vedo il problema ad andare al lavoro con i mezzi pubblici 3) paura di andare al lavoro in automobile? 5-6mila franchi al mese di stipendio magari passa....🤩
Igor Gutschen 6 mesi fa su fb
ma che limite alla professione; questa è pura lazzaronite non diciamo eresie. I mezzi pubblici ci sono e nel caso nella sua zona non ci fossero, basta cambiare casa, a meno che il soggetto non sia proprietario di casa e si possa permettere anche di non fare un c.... tutto il dì
Mag 6 mesi fa su tio
Forse sarebbe meglio se ogni parte del mondo fosse raggiungibile capillarmente in pochi minuti con una rete di trasporti pubblica: treni, autobus, nonché navette medie o piccole per le destinazioni più localizzate, magari tutte elettriche. Nessun automobilista privato ma autisti di mestiere o vetture autoguidate (sicurezza tecnologica permettendo). Solo i deficienti che vanno in giro in macchina principalmente per fare gli sboroni se la prenderebbero (e un po' anche gli amanti della moto).
Stefanie Anselmi 6 mesi fa su fb
Dean Morisoli Simona Piccinali Sabrina Gnesa 😌😌
Simona Piccinali 6 mesi fa su fb
Ahahahahahha pero la paura di andare in giro come una pazza in scooter non ti manca
Stefanie Anselmi 6 mesi fa su fb
Si ma la macchina è diversa xD
Simona Piccinali 6 mesi fa su fb
Maddalena Moccetti 6 mesi fa su fb
Valeria V. Vonlaufen
Valeria V. Vonlaufen 6 mesi fa su fb
😂😂👏🏻👏🏻😳😳é una malattia quindi!
Nelson 6 mesi fa su tio
Capisco benissimo la situazione, non è facile accettarla e superarla. Ho sempre guidato senza problemi fino a 47 anni, poi, all'improvviso, un giorno tornando dal lavoro mi sono dovuta fermare a bordo strada in quanto non riuscivo più a proseguire. Gli episodi sono aumentati e per 3 anni non ho più guidato. Poi, anche con l'aiuto di un istruttore ho tentato di riprovarci ma comunque riesco a percorrere max 4 - 5 km !!!
Leia 6 mesi fa su tio
Anch'io, per 47 anni non ho neanche imparato a guidare, per paura. Poi, l'anno scorso, ho deciso che era il momento di affrontare la mia paura. Ho comprato un libro sull'argomento ed ho cominciato col marito e, poi. con un istruttore. Devo dire che purtroppo, il primo istruttore non ha capito la mia situazione, e dopo 3 lezioni, non ho piu voluto salire su una macchina. Finalmente, ho ricominciato col marito, e poi ho trovato un'altro istruttore idoneo. Nel giro di 8 mesi ho superato l'esame pratico. Per i primi mesi, mi sono sforzata ad uscire in macchina tutti i giorni, e ho scoperto quanto mi piace guidare. Mi sforzo a non evitare mai nessun tipo di strada, ed è stato una strategia vincente, perché ormai posso dire che non ho piu paura di guidare.Ogni tanto posso avere un po di angoscia, ma accendo la radio e mi concentro sulla strada. Ringrazio Lilly per la sua testimonianza ed incoraggio chi si trova in questa situazione di cominciare, un passo alla volta.
clay 6 mesi fa su tio
Da dove escono 'ste malattie !?
chico2017 6 mesi fa su tio
@clay Ottima domanda! ... penso però che dovresti porla al sito "strizzacervelli.ch"...
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Ultimo aggiornamento: 2018-04-23 02:37:55 | 91.208.130.87