Keystone
SVIZZERA
11.09.2017 - 08:400

Dieselgate: FRC lancia un'azione collettiva in Germania  

La Federazione romanda dei consumatori (FRC) ha scelto di seguire la strada proposta dall'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC)

LOSANNA - La Federazione romanda dei consumatori (FRC) si associa a un'azione legale collettiva in Germania nell'ambito del Dieselgate, lo scandalo delle emissioni di CO2 truccate da Volkswagen.

La FRC ha deciso di seguire la strada proposta dall'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC). Da oggi i clienti lesi possono iscriversi sulla piattaforma myRight tramite il sito internet frc.ch per partecipare a questa azione, indica la federazione in una nota odierna.

Alla "class action" prendono parte vittime di diversi Paesi europei sotto la guida dello studio legale Hausfeld. In Germania oltre 40'000 persone si sono già iscritte.

La decisione di partecipare a quest'azione è stata presa in collaborazione con il BEUC, che ha studiato le diverse opzioni disponibili ritenendo questa la più promettente, spiega FRC. Il tutto è gratuito: in caso di fallimento, myRight si assume tutti i rischi, viene precisato.

L'obiettivo è di far condannare VW a versare un indennizzo ai clienti lesi, come ha dovuto fare negli Stati Uniti.

Esercitare pressione - L'associazione adotta una strategia diversa rispetto all'omologa Fondazione svizzerotedesca dei consumatori (SKS). Quest'ultima ha sporto denuncia giovedì scorso a Zurigo contro VW e l'importatore AMAG. Il procedimento mira a determinare se i due abbiano ingannato gli automobilisti e quindi violato il diritto svizzero. In caso di risposta affermativa, l'associazione chiede indennizzi da 3000 e 7000 franchi per veicolo. Secondo SKS le auto interessate hanno perso valore. A suo avviso, la riparazione non basta. I clienti non corrono rischi, questi vengono assunti dall'organizzazione, è stato precisato. Il consumatore deve solo compilare un questionario online.

FRC ritiene che agire presso la sede del costruttore al fianco di numerosi consumatori europei permetterà di esercitare una forte pressione sul gruppo VW e di aumentare la probabilità di ottenere un risarcimento. «È necessaria una lotta ad armi pari», indica la segretaria generale di FRC Sophie Michaud Gigon, citata nella nota.

I due procedimenti sono complementari, ha riferito Gigon all'ats. Coprono tutti gli interessi, a livello locale e internazionale. Un'azione ampia ha comunque più possibilità di successo e i tribunali tedeschi sono più disposti a giudicare a favore dei consumatori, ha aggiunto.

SKS la pensa in modo diverso: il rischio in Germania è che VW, quale grande azienda, abbia la meglio, ha detto all'ats la responsabile giuridica dell'organizzazione Cécile Thomi. Un'azione in Svizzera è anche preferibile per questioni di vicinanza. L'interesse delle persone lese nella Confederazione sarà maggiormente preso in considerazione da un tribunale elvetico.

Viste le divergenze con SKS, FRC sottolinea che l'obiettivo rimane lo stesso. Con la loro consorella ticinese ACSI, le associazioni mirano a far progredire il diritto elvetico in materia di denunce collettive e mettere pressione a livello politico.

In Svizzera lo scandalo Volkswagen ha toccato circa 180'000 veicoli. I clienti svizzeri non possono partecipare ad entrambe le azioni.

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