Keystone
BERNA
08.06.2017 - 06:490
Aggiornamento : 07:23

Turismo degli acquisti: ecco le tre ricette per contrastarlo

I soldi spesi in negozi e supermercati oltre confine sono tanti. La politica e la società civile propongono soluzioni.

Acquisti all'estero

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

Sono 10 i miliardi di franchi che, nel corso dello scorso anno, sono andati persi a causa del turismo degli acquisti. La cifra rappresenta un decimo del giro d'affari totale del commercio al dettaglio in Svizzera. E quest'anno non dovrebbe andare diversamente, valuta il Credit Suisse. Varcare il confine per andare a fare compere in Italia, Germania o Francia, insomma, è diventato un'abitudine ormai consolidata fra gli svizzeri.

Nel mondo della politica e della società civile c'è chi invoca misure per contrastare questa tendenza. Ecco alcune delle proposte in campo per contrastare il turismo della spesa.

Franchigia più bassa: da 300.- a 50.-

Gli acquisti all'estero al di sotto dei 300 franchi sono esenti dall'Iva svizzera. Tale franchigia va abbassata a 50 franchi, chiede il consigliere agli Stati Udc Werner Hössli in una mozione che sarà valutata dalla competente commissione della sua camera. Ciò, valuta il Consiglio federale nel suo parere, comporterebbe un costo di massimo 20 franchi per spesa per i “turisti degli acquisti”. La spesa, del resto, continuerebbe a essere più vantaggiosa in Italia, Germania e Francia grazie al tasso di cambio con l'euro e alla differenza di prezzo. I costi di riscossione per l'Amministrazione federale delle dogane, invece, sarebbero però quintuplicati.

Iva rimborsata? Si paghi quella svizzera

Chi si fa rimborsare l'Iva estera tornando in patria dovrebbe sempre pagare l'Iva svizzera. In questo caso, insomma, non esisterebbe alcuna franchigia. «Non ci dovrebbero più essere acquisti esenti da qualsiasi Iva perché ciò svantaggia chi consuma all'interno dei confini nazionali», afferma Patrick Marty della Comunità d'interessi del commercio al dettaglio (Migros, Coop, Manor e Denner). I turisti della spesa, comunque, continuerebbero ad avere un vantaggio perché l'Iva richiesta all'estero è più che doppia rispetto a quella svizzera.

Prezzi più bassi in Svizzera

I prezzi al dettaglio in Svizzera dovrebbero essere abbassati. Almeno quelli dei prodotti importati. È quanto chiede l'Iniziativa per prezzi equi. Al momento i commercianti svizzeri devono acquistare le merci provenienti dall'estero allo stesso prezzo di acquisto dei consumatori finali. Questa cosiddetta soprattassa svizzera dovrebbe cadere, chiede l'iniziativa promossa dalla Fondazione per la protezione dei consumatori e di altri organizzazioni. La raccolta firme durerà ancora diversi mesi. I prezzi dei prodotti fatti in Svizzera non sarebbero toccati.

 

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Commenti
 
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tazmaniac 4 anni fa su tio
Pazzesco, proprio non vogliono smetterla di provare a ridurci sul lastrico. Se non siete capaci, evitate di fare politica. buffoni! abbassate la franchigia, dai, tanto, in Italia, ci vado lo stesso, a costo di doverci andare alla sera dopo il lavoro!
comp61 4 anni fa su tio
pagare i frontalieri con bonus dei supermarket.
Cleofe 4 anni fa su tio
avviso a tutti i consumatori. Appena fuori Stabio, zona Gaggiolo, un noto supermarket ha avuto la super mega brillante idea di restare aperto fino alle ore 00.00. chissa' come faranno ? chissa' i sindacati come sono indignati ? e i lavoratori ?? si saranno tutti licenziati ?? e noi per fare mezz'ora in piu pare ci impicchiamo.... venghino signori, venghino...
87 4 anni fa su tio
@Cleofe In Ticino è difficile far capire che le ore lavorative massime per un dipendente sono 45 ore a settimana (impiegati di vendita al dettaglio, articolo 9 LL, articolo 2 OLL 1). Ogni volta che si propone di prolungare l'apertura dei negozi o aprire nei giorni festivi, sembra che ci sia un complotto contro i dipendenti dei negozi. L'apertura prolungata crea posti di lavoro. Se un dipendente raggiunge la sua quota di ore settimanali, il negozio per poter aprire più a lungo o in giorni festivi, deve per forza di cose assumere personale. Non tutti i dipendenti dei negozi hanno le stesse situazioni personali a casa. In questi orari e giornate inconsuete si fanno lavorare i dipendenti che si mettono a disposizione. Inoltre il lavoro nei giorni festivi è retribuito maggiormente, a beneficio quindi del dipendente. Il problema piuttosto si pone nel forzare il negozio nell'assunzione di personale indigeno. Uno stipendio minimo permette di evitare l'assunzione di due dipendenti frontalieri al costo di uno indigeno.
Cleofe 4 anni fa su tio
@87 infatti. Mi chiedono come possano sopravvivere i dipendenti che, negli Stati Uniti per esempio, lavorano in negozi ( Store) aperti 24/24 - 7/7. saranno mica tutti scemi eh ? solo che qui da noi non hanno ancora capito che la gente, pur di lavorare, fa salti mortali. Oggi avere un lavoro E' UN LUSSO. Ma i sindacati poi di cosa potrebbero vivere ??
curzio 4 anni fa su tio
La Confederazione acquista porte e finestre per il Palazzo Federale in Pologna... va bene. L'esercito acquista gli scarponi in Romania... va bene. La grande distribuzione importa dai paesi limitrofi merci a buon mercato e le rivende al triplo del loro costo... va bene. Gli imprenditori assumono frontalieri, acquistano il materiale in Italia... va bene. Il cittadino va a Ponte Tresa a comperare un po' di alimentari... è un traditore della Patria. Tutto chiaro!
Equalizer 4 anni fa su tio
@curzio Non fa una grinza.
Kama 4 anni fa su tio
mah ridurre i prezzi in CH sembrerebbe la soluzione più votata...ma sinceramente penso che i prezzi siano abbordabilissimi anche da noi, ovvio se vuoi andarti a comprare il filetto di cervo alla Manor o le pesche al Gabbani... io da una vita che faccio la spesa da noi, Aldi, Lidl, Denner e Migros e mi trovo benissimo, ovvio sto attenta alle azioni e promozioni e non ho particolari preferenze o esigenze (formaggio di un certo tipo, yogurt ecc), In Italia ci andrò una volta l'anno per urgenze (per es. cena improvvisata tra amici la domenica) ma di regola non ne sento la necessità e appunto in fin dei conti non penso di spendere tanto di più.. Suggerirei piuttosto l'apertura domenicale, almeno la mattina
leopoldo 4 anni fa su tio
qualsiasi soluzione troveranno sara solo per far guadagnare la confederazione, lasciando i negozianti con le stesse poblematiche
Tato50 4 anni fa su tio
Abbassare i prezzi in Svizzera, stando al sondaggio, sarebbe la soluzione migliore. Le conseguenze qualcuno è in grado di quantificarle e su chi ricadranno ?
Thor61 4 anni fa su tio
@Tato50 Anche negli altri casi, credo, tanto sempre il lato B finisce per bruciare alle semplici persone, poi quale sia la meno peggio è altra storia. Buona giornata ;o)))
pontsort 4 anni fa su tio
@Tato50 Per alcuni l'importante é che a rimetterci siano gli altri e che loro possano avere tutto a buon mercato. Poi quando si accorgeranno che a rimetterci sono anche loro sara troppo tardi ma la colpa sara sicuramente ancora degli altri
Tato50 4 anni fa su tio
@pontsort Il cane che si morde la coda !!! Ma perché, visti certi commenti, eventuali sussidi non vengono richiesti a Roma; in fondo sostengono l'economia di quella Nazione e mi sembra giusto che ricevano dove danno ;-((
Tato50 4 anni fa su tio
@Thor61 Con il lato B sapessi quanti hanno fatto carriera ;-))))
aquila bianca 4 anni fa su tio
@Tato50 E non solo quella.... ;O) Il problema è che il lato B ha un suo fascino particolare, oltre a funzioni particolari.... ;xD Ciao Tat... buona giornata ;-**
Drullo 4 anni fa su tio
la soluzione conveniente per il consumatore è ovviamente l'abbassamento dei prezzi in svizzera. questo fermerebbe il turismo degli acquisti. Le altre misure servono solo all'amministrazione federale delle dogante che si vede i costi di riscossione quintuplicati, sfruttando appunto il turismo degli acquisti. Perchè seppur pagando sempre l'iva svizzera il consumatore non smette di fare la spesa oltreconfine...
aquilasolitaria 4 anni fa su tio
ma come si fa ad avere queste idee malsane xché chi li ha deve x forza essere fuori di testa , io quei pochi soldi che ho li spendo dove mi conviene non sono obbligato fino adesso a spenderli qui (SPERO) . Fino adesso lo slogan era giù le mani dalle ferrovie adesso dico giù le mani dal mio portafoglio almeno quello me lo lasciate gestire come voglio io ???
franco1951 4 anni fa su tio
Chi propone queste misure impari prima a vivere con 3'000 franchi al mese e mantenere una famiglia e poi, solo poi, parli!!!!!
Bandito976 4 anni fa su tio
Se si va a fare la spesa all'estero é per contrastare il frontalierato. É una forma di ritorsione. Quando prometteranno la diminuzione dei frontalieri e la creazione di nuovi posti di lavoro ai residenti saremmo ben felici di spendere i soldi in patria e pagare le tasse.
SosPettOso 4 anni fa su tio
@Bandito976 Sono anni che promettono da diminuizione del frontalierato e la creazione di nuovi posti per residenti...
Tato50 4 anni fa su tio
@Bandito976 Credi che diminuendo il frontalierato comporterà una diminuzione del costo della vita da noi ? Ho la vaga sesazione che sarà il contrario dovendo adeguare gli stipendi al costo della vita qui da noi. Un frontaliere con 2000 franchi al mese fa parte del ceto medio alto, un ticinese del ceto cartone e sacco a pelo !
Thor61 4 anni fa su tio
@Tato50 ;o)))))
mats13 4 anni fa su tio
@SosPettOso E infatti sono anni che vado a fare la spesa in Italia soprattutto per i motivi sopra esposti da Bandito976.
87 4 anni fa su tio
Il Ticino è un cantone di "piangina". I datori di lavoro piangono perchè non incassano a sufficienza e si sentono sovratassati dallo Stato, assumono frontalieri e si riforniscono all'estero. I proprietari immobiliari piangono perchè lo Stato pretende da loro tasse esorbitanti e faticano a tirar su gli affitti ai propri inqulini. Il cittadino che non rientra nelle prime due categorie si lamenta che il salario è basso, le spese mensili da pagare sono troppe (imposte, LAMal, Billag,...), il costo della merce esposta nei negozi svizzeri è troppo alto, e alla fine lo Stato cerca di intralciare quel minimo di risparmio che ha quando si reca a far la spesa per mangiare all'estero. La trovata di ridurre a 50.- fr la franchigia non mi sembra un guadagno. Il costo del rinforzo alle dogane per evitare il transito fuorilegge, il dipendente che evade la pratica ed eventuali spese di sollecito, rientrano in 4.- fr? L'8% di 300.-fr sono 24.-fr, mentre l'8% di 50.- sono 4.-. Si rischia solo di spendere più di quel che rientra con l'IVA a franchigia ridotta. Facciamo pagare una caparra ai politici quando depositano idee balzane come quelle proposte, una caparra fissata al 20% delle loro entrate mensili, se la proposta non viene tollerata dal popolo, il denaro passa a favore di servizi per il popolo. Ogni tot proposte bocciate (p.es tre o cinque), il politico è da dimettere, perchè non cura gli interessi del popolo. Io rimango dell'idea di portare in politica più rappresentanti della classe medio-bassa, per far sentire la voce di chi non viene ascoltato, la voce neutrale di chi non ha le mani in pasta nelle varie lobby.
SosPettOso 4 anni fa su tio
@87 <em>Io rimango dell'idea di portare in politica più rappresentanti della classe medio-bassa, per far sentire la voce di chi non viene ascoltato, la voce neutrale di chi non ha le mani in pasta nelle varie lobby. </em> La tua proposta è sicuramente giusta e condivisibile ma ha un problema: dal momento che uno entra in politica, con i compensi che girano, non fa' più parte della classe medio-bassa che dovrebbe rappresentare...
87 4 anni fa su tio
@SosPettOso Per coerenza questo rappresentante dovrebbe chiedere una riduzione dei guadagni per tutti i politici. Iniziando magari limitando il proprio reddito a non più di 5'000.- fr/ms (stipendio medio di un operaio qualificato) e che esponga in maniera trasparente la propria dichiarazione di tassazione. Il quadro si sbilancia quando la tassazione da politico supera di un tot (p.es 20/25%) la tassazione da cittadino comune. Ci guadagna in immagine e la cosa poi crea un precedente che potrebbe spingere il popolo a fare qualcosa (ma se la gente continua a rifiutare le innovazioni, dovremmo aspettare ancora qualche migliaio d'anni). Bisogna motivare il politico a fare qualcosa per chi lo sta pagando a suon di imposte. Finché il politico incassa a fatica zero, questo non ha interesse nel cambiare le cose. La Svizzera è restia alle innovazioni politiche e al benessere concreto del cittadino comune.
Pepperos 4 anni fa su tio
Bah....non sanno più cosa inventarsi a Berna. Personalmente vado dove voglio è faccio i miei acquisti. Dopo che ci siamo imposti il balzelli energia 2050, aumento della benzina 15 centro! Questi cenno ha scavare nel sacco della spesa della spesa! Articoli comprato in Francia e in Italia sono migliori! Qualità e prezzo ( anche se talvolta mi è capitato di pagare di più ).
Pepperos 4 anni fa su tio
@Pepperos Centro=cent
bubi_67 4 anni fa su tio
Dai non è male: vai in Italia, acquisti un paio di jean che ti costano 100 al posto di 150 qui da noi. Poi ti fai fare fattura, ti tolgono il 22% quindi ti costano 78 e quando arrivi in dogana paghi 6.50 di IVA Questo creerà di sicuro tanti nuovi posti di lavoro, visto che il volume di lavoro aumenterà notevolmente (mi sembra infatti logico che chiunque passerà la dogana avrà con se più di 50.-). Ma forse questo signore ha un agenzia "Tax free" e questo non farebbe altro che incrementare gli utili di queste aziende, infatti il 10% dello sconto ricevuto grazie all'IVA resta nelle loro tasche

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