Keystone
SVIZZERA
10.08.2018 - 10:190

L'euro scende ai minimi da mesi

Il mercato è attualmente nervoso a causa del crollo della moneta turca

ZURIGO - Il franco si rafforza sull'euro, sulla scia dei timori che la crisi turca possa portare a un contagio delle banche e del sistema finanziario europei. Il corso della moneta dell'Eurozona è sceso stamani sotto 1,14 franchi, con un minimo di 1,1396, livello che non veniva più toccato da fine maggio.

Anche nei confronti del dollaro la valuta europea si è sensibilmente indebolita, cadendo ai minimi da luglio 2017. Stando agli operatori il mercato è attualmente nervoso a causa del crollo della lira: la moneta turca che è sotto pressione per via dell'inflazione e dei difficili rapporti politici con gli Stati Uniti.

Non poche banche europee sono esposte in Turchia e serpeggia quindi la paura. Secondo il Financial Times gli istituti maggiormente a rischio sono l'italiana Unicredit, la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas.

Quando le acque sono agitate gli investitori puntano il vascello verso un porto considerato sicuro: una volta ancora in situazione di crisi il franco è così tornato a rafforzarsi.

A metà luglio l'euro valeva ancora 1,17 franchi. In precedenza, a metà aprile, era stata superata anche la soglia di 1,20 franchi, un livello mai più raggiunto da oltre tre anni, ossia da quando la Banca nazionale svizzera (BNS) aveva abbandonato il tasso di cambio minimo.

Come noto il corso assoluto più alto per l'euro nei confronti del franco risale al 2007 - era 1,68 - mentre quello più basso, 0,9652 franchi, è scolpito nella memoria di molti cambisti: venne registrato il 15 gennaio 2015, quando la BNS annunciò la revoca della soglia minima mantenuta in precedenza unilateralmente, cogliendo tutti di sorpresa e scatenando quella che per i trader è stata un'apocalisse, il cosiddetto "Francogeddon".

Negli ultimi anni la Banca nazionale svizzera (BNS) ha fatto di tutto per evitare un rafforzamento da essa giudicato eccessivo del franco. È arrivata a introdurre interessi negativi, che creano problemi al sistema pensionistico e tendono ad aumentare gli squilibri del settore immobiliare, e ha accumulato montagne di denaro nei suoi bilanci: alla fine di luglio l'istituto aveva riserve in divise per 750 miliardi di franchi, una cifra che supera il prodotto interno lordo.

Turchia: la lira affonda, perde fino al 13,5% sul dollaro - Non si arresta il crollo della lira turca che, in avvio di contrattazioni, è arrivata a perdere fino al 13,5% sul dollaro, secondo quanto riporta Bloomberg. La valuta di Ankara, sotto attacco per via dei timori sulle politiche economiche del paese, è arrivata a scambiare fino a 6,3 sul biglietto verde per poi recuperare un po' di terreno e ora tratta a 5,81.

La lira turca ha toccato un minimo storico in scia alle crescenti preoccupazioni sulle relazioni con gli Usa e sulla galoppata dell'inflazione, che mette a rischio i piani del governo di arginare il crollo della valuta sui mercati.

La valuta di Ankara sta vivendo la peggior settimana dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008 e l'attenzione è ora rivolta al discorso che il President Recep Tayyip Erdogan terrà oggi alle 13 ora svizzera nella provincia di Bayburt.

Il governo turco ha abbassato ieri dal 5,5 al 4% l'obiettivo di crescita e sta cercando di sistemare le vulnerabilità di un'economia preda di un'inflazione galoppante mentre i rendimenti sui titoli di Stato decennali viaggiano poco sotto il 20%.

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