SVIZZERA
08.06.2018 - 06:030
Aggiornamento 08:12

Euro a 1,15: ma se vai in banca è oltre 1,17

Il cambio al cliente è più elevato e varia, anche sensibilmente, a seconda degli istituti di credito e del mezzo scelto per la conversione

LUGANO - Giovedì, 31 maggio. L'euro tocca il suo punto più basso: 1,146 alle ore 17.25. Di lì, in poi, andatura altalenante, ma numeri parecchio lontani da quelli di appena un paio di settimane prima. È un fatto, inconfutabile: l'euro si è indebolito. Venti giorni fa sfiorava 1,20 franchi - 1,196 il 14 maggio, prima di cominciare il declino. All'inizio di questa settimana era ancora a 1,153, per poi risalire verso l'1,16, mercoledì, e lì intorno restare.

Non prendete per vero il "cambio interbancario" - Quattro, cinque centesimi in meno rispetto a metà maggio, a seconda delle fluttuazioni delle giornate. Sui siti dei quotidiani finanziari, miniguide per capire meglio: 116 franchi sono 100 euro, 290 fanno 250, i 580 si trasformano in 500 euro, calcolava ancora ieri il Sole 24 Ore, con modi un po' ingannevoli. Perché quello che sfugge, meno evidente e non così scontato, è che la gente comune resta sempre ben lontana dai tassi indicati. Per avvicinarsi al vero, conviene aggiungere un paio di centesimi. Almeno.

Più convenienti gli uffici di cambio  - In caso vi trovaste a dover cambiare dei franchi, insomma, magari anche in vista di una vacanza, il tasso che vi vedreste applicato sarebbe certamente più alto. Non solo: varierebbe anche sensibilmente a seconda del mezzo di conversione scelto - bonifico/e-banking, sportello, bancomat o carta di credito - e delle banche. Oppure degli uffici di cambio, alla fine i più vantaggiosi fra tutti. 

Il grande discrimine: contanti o e-banking - Difficile districarsi fra i numeri, quando si ragiona sul filo dei centesimi o addirittura delle sue frazioni; ma lasciar perdere significa perderci, in senso letterale: del denaro. Anche solo prediligere uno strumento piuttosto che un altro può fare la differenza. Quella più grande si gioca tra denaro fisico e "virtuale"; in termini più tecnici, banconote e "divise".  Convertire valute senza avere carta tra le mani comporta benefici non solo in termini di praticità, ma anche di "guadagno".

Le banconote costano di più - Ovvio, spiega Flavio Miloni, responsabile distribuzione clientela di banca Raiffeisen: «Quando si ha a che fare con banconote contanti viene applicato il corso per banconote, meno conveniente, in quanto i costi sono maggiori: costi di approvvigionamento, di trasporto e assicurativi».

Un bonifico alla Raiffeisen: il migliore di tutti - Si consideri ad esempio il mattino di lunedì, quando tio.ch/20minuti avviava questa indagine. Alle ore 11, corso pari a 1,1534, un bonifico d'importo inferiore ai 50mila franchi da un conto in banca Raiffeisen avrebbe beneficiato di un tasso di cambio dell'1,1704 (1,167 in caso di cambio corretto, per difetto, a 1,15). «Il corso per divise, più conveniente, viene applicato sulla moneta scritturale, ovvero fintanto che non c’è denaro contante di mezzo». Un cambio allo sportello sarebbe stato, nella stessa banca, superiore a 1,18.

A fare la differenza sono i costi e l'utile bancario - Valori entrambi distanti da quell'1,15 di cui nel frattempo genericamente si parlava, mero "cambio interbancario": «Il margine applicato rispetto al corso medio effettivo di quell’istante - continua Miloni - contiene i costi effettivi e di rischio nonché l’utile della banca. Differenze di prezzo sono applicate anche in altri settori economici e nel commercio di altri beni e servizi».

BancaStato: meglio prelevare con il bancomat - "Margini" che vengono definiti in maniera abbastanza discrezionale, scegliendo un cosiddetto differenziale o spread da applicare in percentuale. Per un cambio di 1,15 e importi con controvalore fino a 5'000 franchi, BancaStato avrebbe applicato un tasso di 1,176 nel primo caso (differenziale pari a 2,3%); 1,178 nel secondo (differenziale 2,5%). Il prelievo al bancomat sarebbe stato più conveniente: 1,1701 (differenziale: 1,75%). «Naturalmente - spiegano i responsabili - questo è unicamente riferito a BancaStato». Un prelievo al distributore automatico di banca Raiffeisen, in effetti, sarebbe stato invece «simile al corso banconote» già indicato.

I numeri di Ubs e Credit Suisse... - Da Ubs, un cambio interbancario di 1,15 avrebbe corrisposto 1,17 per il bonifico, 1,1885 per il cambio allo sportello, 1,1885 per il prelievo al bancomat con carta di debito, secondo i dati forniti da Marco Tomasina, Corporate Communication. Banconote più care che altrove da Credit Suisse, dove alle 16.54 di martedì, cambio interbancario di 1,152, il tasso allo sportello o per prelievo con bancomat era di 1,195; 1,172, invece, il corso per divise.

...e quelli di PostFinance - PostFinance, infine. Questi i dati offerti da Tatjana Guggisberg: «A un corso del cambio di 1,1556, chi lunedì avesse voluto fare un bonifico, ad esempio verso l’Italia, avrebbe visto applicato un cambio pari a 1,1816. Il cambio valuta in contante e con carta vede invece applicato un margine del 2,25%», sfiorando così l'1,19. Con cambio interbancario portato - per semplificare - a 1,15, ecco un 1,1757 e un 1,1879.

Attenti alla carta di credito - Parentesi carta di credito. Pagare invece un acquisto in un Paese area euro vuol dire beneficiare del corso per divise, sia pur stabilito non dalla propria banca ma dalla società emittente; da considerare, però, una commissione, pari all'1,75% con Viseca. Così, calcola Ubs, un pagamento di 1'000 euro avrebbe comportato una "spesa" di 1'195,05 franchi, risultato di un cambio di 1,1745 più un 1,75%: non irrilevante, visto che alla fine l'importo supera quello che avrebbe pagato chi avesse deciso di scambiare prima i propri franchi in Svizzera. 

Lugano, Mendrisio, Chiasso: 1,165 - «Il corso banconote è meno conveniente perché comprende tutta la gestione del contante: ordinazione, trasporto, controllo e conteggio delle banconote, sicurezza, eccetera», ribadisce Credit Suisse. Detto questo, non appare però ancora chiaro perché gli uffici di cambio possano permettersi cambi più convenienti addirittura di quelli dove non si spostano contanti. Lunedì mattina, ci si fosse recati in centro a Lugano, allo svincolo di Mendrisio oppure a Chiasso e Novazzano, il cambio sarebbe stato 1,165.

Guadagnano di meno per esistere - Una ragione ponderata però c'è: «Margini di guadagno inferiori ne assicurano una migliore "speranza di vita" - spiega Edoardo Beretta, docente Usi - Fra le fonti di lucro, vi è la differenza fra prezzo di vendita e d'acquisto oltre che eventuali spese di commissione. In generale, invece, gli istituti bancari presentano una strategia più diversificata e con costi di gestione più elevati».

 

 

 

 

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Commenti
 
GI 1 sett fa su tio
non confondere "la divisa" (moneta scritturale) con "le banconote" (moneta fisica).....che hanno un costo per essere messe a disposizione...Questa differenza esiste da sempre....
Mattiatr 1 sett fa su tio
@GI SCANDALOSO!!! Pagare una persona per il servizio che ti offre. Questi articoli non dovrebbero nemmeno esistere. Infatti vi sono pure dei costi per tenere un conto aperto in banca.
Bojan Jakovljevic 1 sett fa su fb
Andres Bozzini Stefan Jerkovic Marko Bekčić
Andres Bozzini 1 sett fa su fb
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Ultimo aggiornamento: 2018-06-18 19:06:56 | 91.208.130.86