CANTONE/SVIZZERA
30.05.2018 - 06:050

L'euro tocca l'1,14: e domani che succederà?

È il valore di cambio minimo da inizio 2018, ma non è solo "colpa" dell'Italia, spiega a tio.ch Edoardo Beretta, docente Usi

LUGANO - L'unica certezza viene ancora dai numeri. Vedi quell'1,14 che si è raggiunto ieri mattina, nel cambio euro-franco. Alle ore 10.33 precise, la moneta europea toccava il suo punto più basso dall'inizio dell'anno, 1,144 franchi, prima di riguadagnare l'1,15, ore 12.42, provare a restare al di sopra, ricadere in serata. Che il trend sia al ribasso non v'è dubbio alcuno. 

Attenti alle previsioni «fuorvianti» - Il resto, però, sono speculazioni: finanziarie, certo, e in certo senso addirittura quasi filosofiche. «Sulle previsioni, nel mercato azionario e valutario, sono sempre stato scettico - riflette e ammette a tio.ch/20minuti Edoardo Beretta, docente Usi specializzato in macroeconomia monetaria internazionale - Vi sono forze che possono rendere ogni previsione, anche solo a breve termine, molto fuorviante».

Tante domande, nessuna risposta - Che cosa aspettarsi d'ora innanzi; quanto a lungo ancora l'euro proseguirà nel suo processo di indebolimento; fino a che punto, quando e se comincerà la risalita. Domande che il popolo si pone in queste ore, ma alle quali non c'è plausibile risposta, osserva Beretta. «Quanto sta accadendo è conseguenza di movimenti erratici, slegati dalle singole nazioni. Ci troviamo in una fase di assestamento dovuta a una incertezza politica generalizzata», che sconfina dall'Europa e arriva fin oltreoceano.

Anche la Germania ha qualcosa da dire - Un cambiamento così repentino, così significante, quasi al pari di un voltafaccia. Davvero non c'era possibilità alcuna di intuire? «Per l'area euro è un periodo di scadenze psicologiche importanti. Il governo tedesco che è tornato a insediarsi, per esempio, e la linea che deciderà di seguire; l'incertezza seguita al voto in Italia; l'elezione del nuovo presidente della Bce, il prossimo anno. Sono tutti fattori che possono tirare da una parte o dall'altra. Quanto a ciò che si sta verificando in questo momento, personalmente non ho una spiegazione univoca, né credo che nessuno sia in grado di offrire certezze». 

Anche le chiacchiere qui fanno la loro parte - Non è dunque tutta o quasi colpa dell'Italia, come si chiacchiera. «Assolutamente. Ci sono molti microfattori che possono generare oscillazioni. Diverso il discorso che riguarda spread, btp, bond. Nel mercato valutario invece i rumours, i timori, anche solo la necessità di rinnovare il proprio portafoglio contano. Gli ultimi anni ci hanno abituato a vedere che non esiste una dinamica netta. Negli anni Ottanta, la crisi si riversava qui, sulle valute. Oggigiorno, è più di carattere finanziario e il mercato del cambio la riflette meno». 

In balia dell'euro, una «moneta artificiale» - Meglio dunque cercare una ragione nell'euro in sé, «una moneta che è di certo sotto pressione, ma da sempre: perché è una moneta artificiale, che poggia sulla continuità dell'accettazione da parte dei 19. Nel momento in cui vi è un'instabilità politica, come nel caso della Spagna, o dei timori riguardo alla permanenza nell'area euro, anche solo dal punto di vista del messaggio politico, come in Italia, le conseguenze si riversano sulla moneta. Non c'è un unico fattore: ci sono macrotrend e microtrend, su cui è difficile fare previsioni».  

Le crisi "di confine" investono il franco - Naturalmente, non proprio ogni cosa è in balia del caso. Anzi: «Se la crisi in Italia continuerà e subirà un deterioramento in termini di prospettiva, l'euro potrà tendere a indebolirsi ancora. E questo potrà avere degli effetti importanti. Il flusso di capitali in fuga dalla moneta unica e il deprezzamento nell'euro potranno influire sul franco, da sempre una moneta rifugio, soprattutto nel caso di crisi limitrofe». 

Ma la Svizzera farebbe meglio a badare a se stessa - Un bene? Un male, per la Svizzera? Probabilmente nessuno dei due: «Dall'abbandono della soglia minima, si è data troppa enfasi alla questione valutaria. È vero che certi settori e le esportazioni risultano avvantaggiati dalla forza dell'euro, ma non bisogna dimenticare che quello che rende attrattivi è la strategicità di un prodotto. Altrimenti, per quale ragione la Germania dovrebbe desiderare un euro forte? Perché ha un prodotto strategico. E in questo caso un prezzo variabile non  determina, almeno entro certi limiti, minori acquisti».

La strada: «Rendere strategico il nostro prodotto» - Ecco dunque qual è la strada e l'ambizione che la Confederazione elvetica è chiamata a seguire: «Lo scopo dell'economia elvetica è rendere strategico il proprio prodotto.  Solo in questo modo si può aggirare il "problema" del cambio. È evidente che l'euro ha un problema strutturale. E il franco ne ha uno indiretto: nel momento di una crisi di fiducia nella moneta unica, diventa una delle second best option». 

Intanto andare in vacanza costa meno (forse) - Alla gente comune non resta che stare a guardare e comportarsi di conseguenza, sfruttando di volta in volta la situazione. Ad esempio, quelle vacanze in Europa che il mese scorso sembravano diventate proibitive al confronto oggi sono un'occasione da accaparrarsi immediatamente. «Le dinamiche del cambio toccano subito il turismo, che è un settore molto più volatile di altri». Ma quanto tempo c'è a disposizione? Magari, fra una settimana si sarà già tornati a correre verso quell'1,23 che a inizio anno si ipotizzava si potesse raggiungere di nuovo entro dicembre. Un errore madornale? Errore, insegna piuttosto oggi Beretta, è stato accampare pronostici. 

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Commenti
 
Mi She Lee 1 anno fa su fb
Speriamo scenda ancora
Ermin Ebilovic 1 anno fa su fb
Admir Ebilovic
Giorgio Buzzini 1 anno fa su fb
vacanze meno care !
Bandito976 1 anno fa su tio
Io dico solo che é stata una fortuna che il POPOLO svizzero abbia deciso di non entrare nell'UE.
Thor61 1 anno fa su tio
@Bandito976 Formalmente ne è fuori, ma praticamente con mille e mille (Bilaterali) accordi ci sta dentro quasi fino al collo, forse è per questo che il CF vuole accordare all'UE la possibilità di prevalere anche sul diritto internazionale, anche se già oggi spesso DETTANO le regole alla Svizzera, quindi ne siamo veramente fuori??? A me sembra di NO! Saluti
miba 1 anno fa su tio
Ho letto l'articolo, fenomenale! Il guru dice tantissime cose pur non dicendo niente. Questa sì che è arte!
francox 1 anno fa su tio
"quelle vacanze in Europa che il mese scorso sembravano diventate proibitive al confronto oggi sono un'occasione da accaparrarsi immediatamente" Ma si parla di 60 franchi di differenza su mille euro! Davvero pensate che sia una ragione per accaparrarsi immediatamente un'occasione e magari scombussolare i programmi?
Danny50 1 anno fa su tio
Ma i grandi “esperti” non lo vedevano sopra 1,20 fino a 1,25 ? Intanto il bugiardo jordan sta riempiendo la cascina di carta straccia ?
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