SVIZZERA
25.04.2018 - 07:210
Aggiornamento 11:51

Credit Suisse: utile netto di 694 milioni

Nello stesso periodo dello scorso anno i profitti si attestavano a 596 milioni

ZURIGO - Si tratta del miglior inizio d'esercizio da tre anni a questa parte, grazie alla gestione patrimoniale e agli affari in Svizzera e in Asia. L'afflusso di fondi è il più elevato da sette anni.

Da ricordare che nel quarto trimestre 2017 era risultata una perdita netta di 2,1 miliardi; l'istituto finanziario era stato penalizzato da svalutazioni da imputare alla riforma fiscale americana.

I ricavi nei primi tre mesi dell'anno sono saliti del 2% a 5,6 miliardi di franchi, mentre l'utile ante imposte si è attestato a 1,05 miliardi di franchi, pari a una progressione del 57% su base annua, indica in una nota odierna Credit Suisse. La quota di fondi propri (CET1) è passata dal 12,8% alla fine del quarto trimestre al 12,9%, mentre il leverage ratio è rimasto stabile al 3,8%.

I risultati superano le attese degli analisti interrogati dall'agenzia Awp, i quali pronosticavano in media un utile netto di 662 milioni, un risultato pre-tasse di 965 milioni e ricavi per 5,5 miliardi. In Borsa il titolo è arrivato a guadagnare oltre il 5% in un mercato calmo.

Sul fronte dei risparmi, l'istituto bancario registra un'ulteriore riduzione di costi pari a 0,2 miliardi (a tassi di cambio costanti) nel periodo in esame. Gli oneri - 4,3 miliardi di franchi - si situano al livello più basso degli ultimi cinque anni.

«I risultati del primo trimestre ci hanno indirizzato sulla buona strada per il terzo e ultimo anno della nostra ristrutturazione», rileva il presidente della direzione Tidjane Thiam, citato nel comunicato. Egli si dice convinto del nuovo modello aziendale e della capacità di applicarlo.

Nei prossimi mesi la banca si attende che i fattori geopolitici, i crescenti conflitti commerciali e gli effetti dell'inasprimento della politica monetaria si tradurranno in fasi di elevata volatilità sui mercati, influenzando anche l'attività dei clienti e quindi delle attività dell'istituto più dipendenti dai mercati. Complessivamente la congiuntura mondiale continua però a lasciar presagire prospettive di crescita positive in Asia, negli Stati Uniti e in Europa, si legge nel comunicato.

Il CEO di Credit Suisse è fiducioso per quanto riguarda i comparti di gestione patrimoniale e Investment Banking & Capital Markets «che hanno generato circa l'80% dei ricavi delle nostre attività principali al primo trimestre», contro appena il 41% di tre anni fa. Le due divisioni dovrebbero approfittare in tutte le regioni della crescita economica.

Thiam si dice convinto che il suo istituto sia sempre ben posizionato per offrire col tempo una migliore redditività e un maggiore valore per gli azionisti. Il gruppo ha pure confermato l'obiettivo di una riduzione dei costi a meno di 17 miliardi di franchi e si ritiene sulla buona strada per raggiungerlo.

In dettaglio, la Banca universale svizzera (SUB) ha realizzato il miglior utile ante-imposte dal 2015, 563 milioni di franchi (+39%). I ricavi sono saliti del 6% a 1,4 miliardi, l'afflusso netto di fondi è stato pari a 2,7 miliardi, l'importo più elevato dalla nascita della SUB. In Svizzera i dipendenti erano 12'420, 180 in meno che tre mesi prima.

Nella gestione patrimoniale internazionale (International Wealth Management, IWM) l'utile prima delle tasse è salito del 66% a 484 milioni di franchi, risultato cui hanno contribuito la maggior parte dei segmenti. I ricavi sono saliti del 15% a 1,4 miliardi. Sono affluiti patrimoni pari a 5,5 miliardi di franchi, in provenienza soprattutto dai paesi emergenti e dall'Europa.

Dal canto suo la divisione Asia/Pacifico (APAC) Credit Suisse ha realizzato un utile prima delle imposte di 234 milioni (+59%). La gestione patrimoniale ha raggiunto il miglior risultato trimestrale. L'afflusso netto di fondi è ammontato a 6,2 miliardi.

Il comparto di banca d'investimento Global Markets (GM) ha generato un utile ante-imposte di 295 milioni di franchi (-7%). La flessione è dovuta al franco: in dollari sarebbe risultata una progressione. I ricavi si sono attestati a 1,5 miliardi (-4%).

La divisione Investment Banking & Capital Markets (IBCM), infine, ha subito un calo dei ricavi del 13% a 528 milioni di franchi; l'utile pre-tasse è crollato del 60% a 59 milioni.

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