Keystone
SVIZZERA
12.04.2018 - 11:160
Aggiornamento 14:43

Export: livelli record nonostante le barriere commerciali

Il clima si conferma stabile e le previsioni sono positive

ZURIGO - Le aziende esportatrici svizzere si vedono confrontate a un aumento delle barriere commerciali. Ciononostante il clima straordinariamente positivo tra le piccole e medie imprese (PMI) non subisce battute d'arresto.

Secondo l'ultimo sondaggio dell'ente di promozione economica all'estero della Confederazione Switzerland Global Enterprise (S-GE, ex Osec) il clima si conferma stabile a livello record anche nel secondo trimestre, si legge in un comunicato congiunto con il Credit Suisse diffuso oggi. Un simile livello - 78,3 punti - non è mai stato toccato dall'inizio dei rilevamenti nel 2010. L'indice viene calcolato sulla base delle attese relative alle esportazioni delle PMI per il secondo trimestre e all'export effettivo nel trimestre precedente.

Due terzi delle PMI intervistate ritengono che la crescita delle esportazioni continui anche nel secondo trimestre. A darne conferma è pure il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, che riflette la domanda estera di prodotti elvetici, il quale si situa all'elevato livello di 2,49 punti e che rafforza la previsione ottimista dell'export pari al 4% per il 2018.

I settori di maggior crescita dovrebbero essere quelli ciclici come l'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM) e chimica, mentre il settore farmaceutico probabilmente sarà interessato da uno sviluppo congiunturale meno forte.

Nonostante le tendenze protezionistiche e maggiori barriere commerciali, una PMI su due ritiene che oggi le opportunità di crescita internazionale siano allo stesso livello di cinque anni fa. L'altra metà le considera però più difficili, a causa dei tassi di cambio instabili ma anche delle tendenze protezionistiche in molti paesi, degli sdoganamenti complicati e della crescente varietà delle norme e degli standard per i prodotti.

Il 52% delle imprese interrogate si attende che nei prossimi anni le barriere commerciali aumenteranno, ma il 35% non si lascia spaventare. Il 37% afferma di riflettere a fondo se entrare in un nuovo mercato nonostante ostacoli evidenti. Il 28% dichiara di aver già annullato i piani di uno sbarco in un Paese a causa degli ostacoli commerciali troppo elevati.

In termini geografici, il 16% delle aziende interrogate intende entrare nel mercato iraniano, sebbene gli esportatori considerano un tale passo particolarmente complesso. I piani protezionistici del presidente americano Donald Trump scoraggiano per contro l'espansione negli Stati Uniti: nel sondaggio il 9% delle ditte indica di voler sbarcare nel paese, un valore praticamente dimezzatosi rispetto al sondaggio precedente. Attualmente vengono preferiti la Corea del Sud, i Paesi del Golfo, la Cina, l'Arabia Saudita e il Canada.

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