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SVIZZERA
14.12.2017 - 16:340

Ferrovia dall'Atlantico al Pacifico, la Svizzera ci prova

A Berna stato siglato oggi un memorandum d'intesa sulla cooperazione per la realizzazione della linea transcontinentale

BERNA - La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha incontrato oggi a Berna il presidente boliviano Evo Morales per discutere della partecipazione svizzera al mega-progetto ferroviario "Tren Bioceanico" in America del Sud.

È stato siglato oggi un memorandum d'intesa sulla cooperazione per la realizzazione della linea transcontinentale. Il progetto prevede la costruzione di una tratta di 3750 chilometri, destinata al trasporto di merci e persone, che colleghi la città portuale brasiliana di Santos, sulla costa atlantica, al Perù, passando dalla Bolivia.

«La Svizzera conosce bene l'importanza dei collegamenti ferroviari, in particolare a livello economico», ha detto la presidente della Confederazione. Sono proprio le conoscenze in materia ad aver spinto Morales a intraprendere il viaggio in Europa. «Un paese come la Svizzera ha il savoir-faire e le competenze per questo genere di progetto», ha rilevato il presidente boliviano.

La realizzazione dovrebbe iniziare nel 2019 e terminare entro il 2025, anno del bicentenario dell'indipendenza in Bolivia. Proprio quest'ultimo Paese sta promuovendo il progetto - sostenuto anche da Brasile, Perù, Uruguay e Paraguay - poiché non ha accesso diretto al mare.

I costi stimati ammontano a circa 14 miliardi di franchi e le prime discussioni in merito alla sua attuazione sono previste a partire da gennaio. Circa 14 aziende svizzere e tedesche hanno creato un consorzio per lavorare al progetto.

Alcune società svizzere sono già impegnate in un ampio progetto a La Paz. La capitale governativa sarà dotata entro il 2019 della più grande rete di teleferiche al mondo e le cabine proverranno dalla Svizzera. Circa 30 chilometri verranno coperti in una città prevalentemente montuosa.

Rimane tuttavia un "potenziale" miglioramento in merito agli scambi con la Bolivia, ha rilevato Leuthard. Le relazioni commerciali tra i due paesi sono in effetti limitate. Nel 2016 la Svizzera ha importato merce per 9,3 milioni di franchi, mentre le esportazioni ammontano a 33,3 milioni di franchi. Le aziende elvetiche impiegano circa 1100 persone nel Paese sudamericano e sono 1180 gli svizzeri che ci abitano. A fine 2015 gli investimenti diretti della Svizzera in Bolivia raggiungevano i 72 milioni di franchi.

A livello di cooperazione e sviluppo, la Bolivia è un paese prioritario per la Svizzera. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è attiva nel Paese dal 1968 e sviluppa progetti sulla decentralizzazione, i diritti dell'uomo, la riduzione degli effetti del cambiamento climatico e l'occupazione.

La presidente della Confederazione ha elogiato i successi del governo boliviano in merito allo sviluppo economico e alla lotta contro la povertà. Morales, dal canto suo, ha evidenziato i progressi compiuti dal suo Paese dall'inizio della sua presidenza nel 2006.

Le discussioni tra i due ministri si sono allargate anche ad altri temi: Leuthard ha sottolineato l'importanza dei principi che reggono la democrazia e lo Stato di diritto per il prosieguo dello sviluppo nel Paese. Inoltre, la ministra elvetica ha ricordato che la Svizzera sostiene la Bolivia nell'attuazione della riforma della giustizia.

Evo Morales, 58 anni, è il presidente ancora in carica più longevo dell'America latina. Eletto nel 2006, potrebbe correre per un altro mandato nel 2019. La popolazione aveva respinto questa possibilità nel febbraio del 2016 attraverso un referendum, ma lo scorso novembre il tribunale costituzionale boliviano lo ha nuovamente autorizzato a presentarsi. Morales, ex pastore di lama, sostiene di essere il primo presidente nativo americano della Bolivia.

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