Finanza
01.03.2007 - 16:500
Aggiornamento : 13.10.2014 - 14:02

Yukos:direttori filiali riconosciuti colpevoli furto e frode

MOSCA - Due ex alti dirigenti del fallito colosso energetico russo Yukos sono stati riconosciuti oggi colpevoli da un tribunale di Mosca di aver fatto sparire ben 13 miliardi di dollari: un pericoloso precedente per il processo ora in corso a Cità, in Siberia, contro i due ex padroni della fallita compagnia, Mikhail Khodorkovski e Platon Lebedev.

Per Vladimir Malakhovski, ex capo della filiale di Yukos 'Ratibor', e per l'ex direttore del dipartimento debiti esteri Vladimir Pereverzin, l'accusa ha chiesto 11 anni di reclusione. I giudici, che hanno sancito la colpevolezza degli imputati, annunceranno solo domani la sentenza, stando alle agenzie russe.

La vicenda riguarda da vicino Khodorkovski e Lebedev: anch'essi, stando ai pubblici ministeri della procura, sono parte in causa nella truffa ai danni del fisco che secondo gli inquirenti ha portato, grazie all'utilizzo di sistemi offshore, alla creazione di un enorme 'fondo nero' a disposizione dei dirigenti della compagnia. Ma l'entità stessa delle somme contestate lascia perplessi gli esperti, secondo i quali Yukos non ha mai avuto le potenzialità per distrazioni di fondi così massicce.

La procura sembra avere una fretta particolare nel mettere il suggello alla controversa vicenda Yukos: secondo gli avvocati di Khodorkovski, i magistrati vogliono a tutti i costi evitare che gli ex patron del colosso tornino a piede libero finché non saranno risolte le ultime vertenze sugli asset residui - per i quali si stanno moltiplicando le offerte interne e straniere, da Gazprom, all'americana Chevron, all'italiana Eni, interessata a Arcticgaz - e finché non sarà concluso un intenso anno elettorale che vede in dicembre il voto per il rinnovo della Duma e in marzo quello ben più cruciale per la guida del Cremlino. I due ex magnati potrebbero, in base alla legge, usufruire della scarcerazione per buona condotta entro il 2007, avendo scontato già metà della pena: ma non in caso di nuove, e magari più pesanti condanne.



ATS
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