Keystone
RUSSIA
25.11.2017 - 17:380

Altra controversa legge varata da Putin

Le testate che ricevono finanziamenti dall'estero potranno essere bollate come "agenti stranieri". Mosca l'ha definita una risposta tempestiva alle restrizioni subite dai media russi negli Stati Uniti

MOSCA - I media che operano in Russia e ricevono fondi dall'estero da oggi potranno essere bollati come 'agenti stranieri'. Vladimir Putin ha infatti firmato il decreto che rende immediatamente operativa la legge.

La misura, votata a tempo di record con maggioranze bulgare da entrambe le camere del parlamento russo, è stata presentata dal Cremlino come una risposta "tempestiva" alle restrizioni imposte negli Stati Uniti alle testate RT e Sputnik, strumenti principali della propaganda russa all'estero.

Ora toccherà al ministero della Giustizia decidere quali media saranno inclusi nella lista, che subiranno limitazioni analoghe a quelle già previste per le ong. I primi indiziati sono Voice of America e Radio Liberty (compreso il programma tv Current tv).

E cioè i grandi network Usa che hanno servizi in russo e sono finanziati dal governo americano. Però le ampie maglie della legge - sono interessate "persone giuridiche e non" che ricevono fondi da "governi, organizzazioni internazionali o individui" stranieri - permettono un'ampia discrezionalità all'esecutivo e non è chiaro al momento quali testate verranno coinvolte. Gli stessi deputati che hanno lavorato alla legge hanno di volta in volta menzionato il servizio russo della BBC, la CNN e Deutsche Welle.

Il vice presidente della Duma, Piotr Tolstoi, ha assicurato che corrispondenti e uffici di corrispondenza non saranno toccati dalla legge. "Il lavoro degli uffici di corrispondenza - ha spiegato Tolstoi - è basato sull'accredito fornito dal ministero degli Esteri, per cui la legge non riguarderà i corrispondenti, neppure i membri dello staff della Bbc o della Cnn: riguarderà solo le persone giuridiche straniere".

Ma il clima per i media si fa senz'altro più teso. Amnesty International ha definito la misura "un nuovo passo verso la repressione della libertà di parola in Russia", dove il Cremlino svolge una politica mirata "a soffocare" media critici all'interno della Russia. "Adesso è arrivata l'ora di soffocare le voci dall'estero".

La rappresaglia, d'altra parte, non è mirata solo alle testate americane. La stessa portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha infatti sottolineato che la nuova legge può avere un risvolto "preventivo" anche nei confronti dei media europei. "Tutti - ha detto - potranno capire che è stato istituito un meccanismo di risposta nel caso in cui i media russi siano perseguitati in altri Paesi", citando l'esempio della Francia, dove i media russi non vengono accreditati ad eventi ufficiali". Media avvisato, mezzo salvato.
 
 

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Ultimo aggiornamento: 2018-04-27 00:33:37 | 91.208.130.86