Keystone
STATI UNITI
06.03.2018 - 16:210

Onu: «Il rimpatrio dei Rohingya è impossibile»

Al momento mancherebbero le condizioni di sicurezza per far tornare in Myanmar i 700mila profughi di questa etnia

NEW YORK - Rimpatriare in Birmania i 700mila rifugiati Rohingya fuggiti in Bangladesh dallo scorso agosto è impossibile perché mancano le condizioni di sicurezza. Lo ha dichiarato oggi Andrew Gilmour, assistente del segretario generale dell'Onu per i diritti umani, in un comunicato emesso al termine di una visita di quattro giorni in Bangladesh.

Gilmour ha raccontato di aver sentito dai rifugiati «racconti credibili di continue uccisioni, stupri, torture e rapimenti, oltre che privazioni forzate del cibo» nello stato birmano Rakhine, con minore intensità rispetto a mesi fa, ma comunque ancora in corso. «Un ritorno sicuro, degno e sostenibile è naturalmente impossibile in queste condizioni», ha detto l'alto funzionario dell'Onu.

A gennaio, Birmania e Bangladesh si sono accordati per un rimpatrio graduale dei rifugiati, e la Birmania ha già costruito alcuni campi di transito. Molti Rohingya si rifiutano però di tornare, proprio perché hanno paura di essere di nuovo vittime di violenze.

Secondo l'organizzazione Medici senza frontiere, almeno 6700 persone sono morte nell'offensiva dell'esercito birmano contro i Rohingya nel Rakhine, e le stesse Nazioni Unite hanno definito la situazione «un esempio da manuale di pulizia etnica». Le autorità di Naypyidaw negano di aver commesso crimini nelle loro operazioni contro «terroristi».
 
 

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