Keystone
ROMA
13.02.2018 - 13:350
Aggiornamento 18:31

Treno deragliato, le prime indagini confermano il problema alla rotaia

«Abbiamo sentito uno schianto in quel punto», hanno raccontato agli investigatori alcuni passeggeri del terzo vagone

MILANO - Le prime indagini di questi giorni sul disastro ferroviario a Pioltello, nel Milanese, del 25 gennaio scorso stanno confermando l'ipotesi iniziale di una serie di carenze nella manutenzione della rotaia e, in particolare, nel cosiddetto "punto zero" nel quale si staccò un pezzo di ferro di 23 centimetri e dove il treno regionale deragliò, provocando tre morti e quasi cinquanta feriti.

«Abbiamo sentito uno schianto in quel punto», hanno raccontato a verbale agli investigatori alcuni passeggeri del terzo vagone, che fu il primo a uscire dal binario e a bordo del quale viaggiavano le tre pendolari vittime della tragedia.

Le analisi iniziali degli esperti nominati dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e dai pubblici ministeri Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, nell'inchiesta che vede indagate otto persone (due manager e quattro tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e due manager di Trenord) e le due società, hanno evidenziato, infatti, problemi alla rotaia e difetti nella manutenzione. Gli stessi consulenti dei pm, tuttavia, a seguito degli accertamenti tecnici che andranno avanti nell'hangar dove sono state portate tutte le parti del binario e dei vagoni rimossi, dovranno stilare la loro relazione e ci vorranno diverse settimane.

Al momento, poi, dalle verifiche sulla 'scatola nera', oltre che dalle analisi su parti del sistema frenante (anche alla presenza dei consulenti delle difese), è arrivata la certezza che la terza carrozza dopo il deragliamento ha frenato, anche se andrà accertato con quale livello di efficienza sia avvenuta la frenata. Nel "punto zero", intanto, circa un chilometro prima dalla stazione di Pioltello, era già stato trovato un giunto in cattivo stato con sotto una "zeppa" di legno 'tampone' per impedire che la rotaia battesse sulla massicciata al passaggio dei treni. Proprio sopra quel giunto quella mattina si staccò un pezzo di rotaia di oltre 20 centimetri e il convoglio deragliò.

Gli inquirenti, dopo un appello appeso in alcune stazioni lungo quella tratta, hanno raccolto in totale 120-130 testimonianze di passeggeri che erano sul treno 10452 quella mattina, treno che procedeva, come accertato dai dati della 'scatola nera', a 140 km/h, una velocità regolare. In particolare, quelli a bordo del terzo vagone, che si schiantò contro quattro pali prima di fermarsi, hanno detto tutti, in pratica, di aver «sentito uno schianto» nel punto dove il treno è deragliato, come se ci fosse «qualcosa, tipo un sasso, sulla rotaia». Chi era in quel vagone ha spiegato, poi, che il treno «ha iniziato a sussultare» quando è uscito dal binario e «correva sui sassi» e sbandava. E hanno descritto quei lunghi istanti di «angoscia».

Anche chi era sul quarto vagone ha avuto «molta paura» perché ha sentito che il treno si stava «inclinando, come se affondasse», ma quella carrozza per fortuna si è sganciata dalla terza. Il macchinista che era nel primo vagone, invece, e i passeggeri del quinto non hanno vissuto queste sensazioni perché i due vagoni sono rimasti nelle rotaie. La prima carrozza «era come frenata, si muoveva a singhiozzo», mentre dall'ultima «si vedevano le scintille». Nel secondo vagone, infine, non c'era nessuno perché per problemi tecnici era «freddo e buio».

Nel frattempo, tra domani sera e dopodomani dovrebbero iniziare i lavori di ripristino delle rotaie e, da quanto si è saputo, ci vorranno poi almeno una decina di giorni per riattivare la circolazione su quel binario.

Tags
rotaia
vagone
treno
passeggeri
binario
treno deragliato
tecnici
prime indagini
terzo vagone
carrozza
Copyright © 1997-2018 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - POLICY - COMPANY PAGES - ENERGIA SOLARE

Ultimo aggiornamento: 2018-05-22 06:31:36 | 91.208.130.87