Keystone
REGNO UNITO
08.02.2018 - 20:200

200 migranti schiavizzati per raccogliere fiori

La polizia ha scoperto 200 immigrati provenienti dall'Europa dell'est che venivano trattati come paria: senza diritti, in condizioni miserabili d'alloggio, oltre che sottopagati e sfruttati

LONDRA - Migranti trattati da "schiavi", nella moderna e liberale Gran Bretagna, a decine, anzi centinaia. E tutti o quasi tutti originari di Paesi di quell'Unione Europea che dei diritti umani non rinuncia a farsi paladina. È quanto ha scoperto la polizia del Regno in una fattoria presso Helston, nella pittoresca penisola della Cornovaglia, estremo lembo sud-occidentale d'Inghilterra, durante una retata condotta oggi assieme a personale dell'ispettorato del lavoro sulla base di alcune segnalazioni.

Due uomini sono stati incarcerati e un terzo fermato con l'accusa di coinvolgimento in questo traffico d'esseri umani che gli stessi investigatori hanno paragonato a una forma di "moderna schiavitù". Un giogo da cui sono stati infine liberati ben 200 immigrati provenienti dall'est d'Europa (Romania, Bulgaria, Lituania, Polonia), assoldati per la stagione della raccolta dei fiori e trattati come paria: senza diritti, senza garanzie, in condizioni miserabili d'alloggio e di lavoro, oltre che sottopagati e sfruttati al di là di ogni regola sugli orari.

Il destino di molti è stato ora affidato ai volontari dell'Esercito della Salvezza, che si sono offerti di dare loro asilo temporaneo, un tetto e cibo decente. Ma anche aiuto pratico «per ricostruirsi una vita», consiglio legale e in materia d'immigrazione, assistenza finanziaria e medica. Senza contare il sostegno linguistico necessario a gente costretta a faticare e prendere ordini dai "caporali" di turno - stagione dopo stagione - talora senza spiccicare una parola d'inglese.

Il caso appare "eccezionale e inusuale" per il numero di persone utilizzate tutte insieme, ha osservato Gail Windsor, la detective della Devon and Cornwall Police che ha coordinato l'indagine. Oltre che per la stagionalità di questo circuito clandestino di braccianti a cottimo, trasportati in inverno sull'isola e ammassati per tutta la durata della 'trasferta' su vecchi caravan prima di essere rispediti indietro.

Ma certo non si tratta di un caso unico: nel Regno Unito e altrove nel "civile" mondo occidentale. Come sottolinea per esempio Kathryn Taylor, dell'Anti-Trafficking and Modern Slavery Unit dell'Esercito della Salvezza britannica, indicando ora fra le priorità del soccorso a questi sventurati quella di provare ad aiutarli a «ritrovare fiducia nell'umanità». «Un lungo viaggio», prevede Kathryn.

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Ultimo aggiornamento: 2018-05-20 12:20:04 | 91.208.130.87