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IRLANDA
05.12.2017 - 14:050

Brexit, Dublino insiste: o lo status speciale per l'Ulster o niente

Per l'Irlanda, «l'opposizione del Dup è più una scenata politica che una vera questione di principio». Davis ai Comuni: «Nessun regime speciale per Ulster»

DUBLINO - Il governo irlandese resta fermo nella richiesta di uno status speciale per l'Irlanda del Nord nell'ambito dei negoziati sulla Brexit, punto chiave su cui ieri l'accordo è saltato in seguito al veto imposto alla premier britannica Theresa May dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup. «L'opposizione del Dup è più una scenata politica che una vera questione di principio», ha ribattuto oggi il capo del governo di Dublino, Leo Varadkar, lasciando intendere che sulla questione la Repubblica non intende fare passi indietro.

Per May, tuttavia, il riferimento inserito nella bozza d'intesa poi saltata al mantenimento post Brexit del 'regulatory alignment' fra l'Irlanda del Nord e l'Ue (che di fatto potrebbe segnare la permanenza del solo Ulster nel mercato unico) rischia di essere ormai insostenibile in casa.

Al 'no' del Dup si è unita oggi infatti la popolare leader Tory scozzese, Ruth Davidson, la quale ha avvertito la premier di non poter accettare un regime speciale per l'Irlanda del Nord destinato a non essere esteso al resto del Regno, Scozia compresa.

Davis ai Comuni: «Nessun regime speciale per Ulster» - L'accordo con Bruxelles sulla prima fase negoziale della Brexit sarà concluso "entro questa settimana". Se ne è detto convinto oggi alla Camera dei Comuni il ministro britannico per la Brexit, David Davis, malgrado lo stop di ieri sul dossier del confine irlandese.

Davis ha assicurato che l'obiettivo finale resta quello di evitare una frontiera "hard" fra Irlanda del Nord e Irlanda, ma ha evocato la possibilità di un rinvio della definizione dei dettagli su questo punto alla fase due del negoziato, escludendo in ogni caso un qualsiasi status speciale per Belfast "rispetto ad altri territori del Regno Unito". E quindi negando di fatto che l'Ulster possa restare nel mercato unico e nell'unione doganale.

L'opposizione laburista ha da parte sua attaccato il governo Tory e la premier Theresa May per aver accettato "un imbarazzante" veto degli unionisti nordirlandesi del Dup. Partito con il quale i Conservatori formano "una coalizione del caos", ha polemizzato il ministro ombra per la Brexit, Keir Starmer, evocando a questo punto persino un possibile rinvio del divorzio dall'Ue.

Pressato poi da vari deputati dell'opposizione sul riferimento a un "regulatory alignment" post Brexit fra Irlanda del Nord e Ue, contenuto nella bozza d'intesa congelata ieri a Bruxelles, Davis ha sostenuto che questa espressione non va intesa come un mantenimento dello status quo.

A suo dire, essa non significa che l'Irlanda del Nord dovrà avere "gli stessi standard" di Bruxelles (restando di fatto nel mercato comune), ma che adotterà regole in grado di produrre "risultati simili" in termini di armonizzazione normativa. Ha poi aggiunto che lo stesso regime di rapporti commerciali - una volta che questi saranno definiti nel dettaglio nella fase due dei negoziati con l'Ue - potrà essere esteso automaticamente a tutti i territori del Regno.


 
 

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