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Come si può viaggiare in modo più ecologico? Ecco cinque consigli. Alcuni presuppongono una certa apertura mentale nei confronti del Paese che si intende visitare
ENERGY CHALLENGE
12.07.2018 - 10:150

5 modi per viaggiare in modo più sostenibile

I viaggi in aereo sono tra i più acerrimi nemici del clima. Tuttavia, è possibile influenzare il bilancio energetico e ambientale dei propri viaggi anche in mete lontane

 

Durante le vacanze estive molti svizzeri scelgono destinazioni a lungo raggio. Ciò può avere conseguenze devastanti per l’ambiente. Qui di seguito trovate cinque consigli per viaggiare in modo più sostenibile. Alcuni punti presuppongono una certa apertura mentale nei confronti del paese che si intende visitare.

1. Mezzi di trasporto
I lunghi viaggi in aereo o in macchina colpiscono duramente il bilancio energetico. Solamente gli spostamenti aerei, a cui si attribuiscono 66,8 petajoule, costituiscono un buon 8% del consumo energetico complessivo in Svizzera, mentre nel corso dell’anno i veicoli a motore sono già responsabili di circa un terzo del consumo energetico elvetico. Tuttavia si considerano solamente gli itinerari percorsi in Svizzera, pertanto recarsi in vacanza in auto comporta un ulteriore dispendio di energia, nonché emissioni di CO 2 .

È possibile raggiungere molte destinazioni nelle vicinanze viaggiando comodamente anche in treno o in autobus, che rispetto all’auto o all’aereo hanno un impatto ambientale molto minore. Se non si può rinunciare all’aereo, oggigiorno molti operatori turistici offrono ai propri clienti la possibilità di compensare le emissioni di CO 2 . Anche per i viaggi in autobus vengono effettuate donazioni ad associazioni di protezione ambientale che riducono o prevengono i gas serra in un altro luogo sul nostro pianeta.

Una volta giunti a destinazione, ci sono solitamente diverse possibilità per spostarsi. Anziché noleggiare un’auto, prendere il taxi o addirittura spostarsi in aereo per brevi distanze, nella maggior parte dei paesi è possibile viaggiare anche con autobus di linea, facendo l’autostop oppure in treno.
Questi modi possono offrire inoltre l’opportunità di entrare in contatto con gli abitanti del posto e capire meglio le usanze della popolazione locale. La maggior parte dei viaggiatori ha nel proprio bagaglio almeno una bella storia da raccontare su qualcosa che è accaduto prendendo i mezzi di trasporto in un altro paese.

2. Dormire
Che vi troviate in India, in Guatemala o in Egitto, dovete per forza pernottare in un hotel appartenente a una catena internazionale? È indispensabile che di notte la temperatura della camera sia impostata a 18 gradi? Avete davvero bisogno di una vasca da bagno in un paese in cui l’acqua scarseggia? Con il vostro pacchetto vacanza all-inclusive volete davvero sprecare cibo e contribuire nel paese in questione all’iniqua distribuzione dei proventi provenienti dal turismo?

Anche la scelta dell’alloggio ha un impatto decisivo sul bilancio energetico del viaggio. Gli hotel o gli ostelli privati a conduzione locale, i cui arredamenti e dotazioni rispecchiano gli standard locali e che non dispongono di impianti di aria condizionata, sono spesso da preferire non solo per l’ambiente e l’economia del paese, ma anche per il proprio budget di viaggio. Chi non vuole rinunciare all’abituale comfort durante le ferie, può optare per i cosiddetti hotel ecologici. Prima di partire, informatevi magari sull’offerta di alloggi con certificati ambientali e di sostenibilità.

3. Mangiare
Nella valutazione della sostenibilità dei generi alimentari rientrano, ad esempio, la biodiversità e la salvaguardia del terreno nella produzione agricola, gli aspetti sociali e il bilancio energetico.
Quest’ultimo aspetto è illustrato di seguito. L’energia grigia degli alimenti è la quantità di energia consumata nel ciclo di vita dei prodotti. Comprende ad esempio il calore e l’elettricità necessari per produrre e trasformare gli alimenti, il carburante usato per il trasporto, l’imballaggio dei prodotti nonché il fabbisogno termico ed elettrico per lo stoccaggio, la vendita e la preparazione.

Nel caso della carne, ciò comprende l’allevamento degli animali e la produzione del mangime, il consumo di carburante per il trasporto con gli autocarri, il consumo di energia elettrica per il macello e la refrigerazione delle salsicce durante lo stoccaggio, la produzione di plastica per l’imballaggio, la corrente necessaria per l’illuminazione e la refrigerazione nei negozi, la produzione della carbonella per il barbecue e lo smaltimento della confezione. Di solito, la maggior parte dell’energia si impiega per la produzione del mangime per gli animali. Servono quasi due tonnellate di latte e fieno per allevare un vitello con un peso vivo di circa 200 chilogrammi. Per questo, ai piatti vegetariani è attribuito un bilancio energetico migliore rispetto ai prodotti a base di carne. La frutta e la verdura sono particolarmente ecologiche se sono di stagione e provengono da agricoltura locale.

Mangiate anche voi quello che mangiano i locali e che viene prodotto nella regione. Inoltre, rinunciate regolarmente al consumo di carne, uova e latticini, poiché i cibi di origine vegetale richiedono quasi sempre meno energia rispetto ai prodotti animali. È importante altresì apprezzare e rispettare il cibo e acquistare o ordinare solo ciò che viene effettivamente consumato. Se avanza qualcosa, portatelo via. In questo modo si eviterà di sprecare cibo prezioso.

4. Riduzione dei rifiuti
Fiumi inquinati, un’infinità di lattine vuote sulla spiaggia e tonnellate di borse di plastica in mare: in molti paesi lo smaltimento dei rifiuti è organizzato in modo inadeguato e la parola riciclaggio è ancora sconosciuta alla maggior parte degli abitanti. Pertanto, soprattutto nei paesi emergenti e in via di sviluppo è importante produrre la minor quantità possibile di rifiuti e tale processo inizia già durante l’acquisto. Soprattutto in Asia o in America Latina, quando si acquista qualcosa in un chiosco oppure alla cassa di un supermercato si ricevono spesso, pur non avendole chieste, diverse buste di plastica, anche se magari si è acquistato solo una bottiglietta di tè freddo e una barretta di cioccolato. Rifiutate ringraziando e riponete gli articoli acquistati nello zaino o nella borsa.

Nelle bancarelle take-away o nei mercatini sarebbe ideale farsi mettere il cibo o le bevande nei propri contenitori riutilizzabili. Chi non li avesse con sé durante il viaggio, in fase di ordinazione può dire che le salse non vengano messe in un sacchettino di plastica, ma aggiunte direttamente nel piatto. Un set di posate di plastica a persona è sufficiente e anche i tovaglioli andrebbero utilizzati in quantità necessaria.

5. Staccare le spine!
Quando si va in vacanza, si dovrebbe concedere una pausa anche ai propri dispositivi domestici e dunque spegnere tutto ciò che non viene utilizzato: televisore, lettore DVD, impianto stereo, telefono, microonde, macchina del caffè, PC, modem, router, ecc. La cosa migliore è staccare la spina di ogni dispositivo elettronico. In tal modo risparmierete energia, riducendo al contempo il rischio di incendi. Assicuratevi inoltre che il fornello, il forno e il cassetto scaldavivande siano spenti e che tutti i rubinetti siano chiusi. In caso di ferie prolungate di oltre quattro settimane è anche consigliabile sbrinare il frigorifero e il congelatore e staccare la spina di questi elettrodomestici.

Secondo il Dr. Energy Jules Pikali, l’elettrodomestico che consuma più energia in assoluto è il boiler.
La metà del consumo energetico è da ricondurre al riscaldamento dell’acqua e anche il boiler elettrico ha una modalità di consumo standby: l’apparecchio contiene acqua calda che, anche durante le vacanze quando l’acqua non viene utilizzata, si raffredda lentamente. Se durante la notte il boiler elettrico viene attivato, si riscalda nuovamente . Chi invece spegne il boiler, risparmia energia. La cosa più semplice è spegnere l’apparecchio direttamente dal pannello elettrico.

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