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SvizzeraPacchi e lettere in frenata e il mercato postale ne soffre

24.06.24 - 12:30
È quanto emerge, ma non solo, dal rapporto annuale della Commisisone federale delle poste (PostCom).
Depositphotos (photogearch)
Fonte PostCom
Pacchi e lettere in frenata e il mercato postale ne soffre
È quanto emerge, ma non solo, dal rapporto annuale della Commisisone federale delle poste (PostCom).

BERNA - Dopo aver vissuto per molti anni un continuo incremento, nel 2023 il mercato postale ha confermato il rallentamento iniziato nel 2022. Secondo il rapporto annuale 2023 della Commissione federale delle poste (PostCom), il fatturato del settore è diminuito del 2,9 %.

Mentre i volumi dei pacchi si attestano su valori leggermente positivi, (+0,4 %), quelli delle lettere subiscono un forte calo (-6,6 %). Sebbene il risultato del servizio universale sia in diminuzione, la Posta è tuttora in grado di fornirlo e di garantirne autonomamente il finanziamento. Anche quest’anno la Posta ha soddisfatto i requisiti previsti dalla legislazione postale. Questo vale in particolare per la consegna puntuale di lettere, pacchi e quotidiani nelle regioni che non prevedono il recapito mattutino. Lo stesso vale per i criteri di raggiungibilità dei punti di accesso e la loro densità.

Nel 2023 la cifra d’affari complessiva del mercato postale svizzero è stata pari a 4,12 miliardi di franchi (-2,9 % rispetto al 2022) per un volume di invii pari a 2,73 miliardi di unità (-5,8 %). Entrambi i dati sono in calo per il secondo anno consecutivo.

Tuttavia, questa diminuzione deve essere considerata alla luce degli eccezionali risultati ottenuti nel 2020 e nel 2021. Durante questo periodo, la situazione sanitaria e le misure adottate per impedire la diffusione del COVID-19 avevano impresso una notevole spinta alla domanda di servizi postali, non solo nei settori tradizionali dei pacchi standard, ma anche in quelli dei servizi di corriere urbano, in particolare il trasporto di prodotti di laboratorio.

Nel 2023 il numero di invii spediti è diminuito del 5,8 per cento. Per le lettere il calo è del 6,6 % e si spiega in particolare con l’aumento della digitalizzazione. Il volume dei pacchi, invece, è rimasto stabile (con un lievissimo aumento dello 0,4 %), confermando la solidità (se non addirittura il boom) del commercio elettronico. Quest’ultimo segmento determinerà gli sviluppi futuri dei volumi e della cifra d’affari complessiva del mercato postale.

Si può notare tuttavia che nel 2023 il numero di lettere inviate per abitante in Svizzera ha raggiunto le 193 unità. Se a questa cifra si aggiungono i giornali e i periodici, si arriva a un totale di 271 unità, mentre la media europea, secondo uno studio del Group of European Postal Regulators (GREP), è di 67 unità.

Dinamismo delle imprese soggette ad obbligo di notifica

Nel mese di maggio del 2024 il numero di imprese registrate presso la PostCom come fornitori di servizi postali si attestava a 209, ossia 9 imprese in meno rispetto all’anno precedente. Di esse, 57 (-5) sono sottoposte all’obbligo di notifica ordinaria e 152 (-4) all’obbligo di notifica semplificata.

Servizio universale La Posta supera ancora una volta i requisiti

Nel 2023, per le lettere della posta A (I+1), il requisito del 97 per cento relativo ai tempi di consegna è stato rispettato (97,30 %). Rispetto all’anno precedente, il risultato in questa categoria è leggermente migliorato.

Nelle lettere della posta B (I+3), con il 99,50%, la Posta ha fatto ancora meglio raggiungendo un ottimo livello di puntualità.

Per i pacchi prioritari (I+1), con un tasso del 95,70, la Posta è riuscita a superare il requisito relativo ai tempi di consegna (95 %). Anche per i pacchi Economy (I+3), consegnati puntualmente nel 96,90 per cento dei casi, il valore raggiunto è nettamente superiore a quello prescritto.

Con l’attuazione della mozione Candinas del 30 settembre 2016 (Mo. 16.3848), le basi giuridiche sono state adeguate introducendo, nelle regioni prive di recapito mattutino, l’obbligo di recapitare in linea di massima entro le ore 12.30 i quotidiani in abbonamento a tutte le economie domestiche. Nel 2023 la Posta ha presentato per la prima volta un rapporto di verifica della misurazione della qualità di recapito. La PostCom ha constatato che il requisito del 95 per cento è stato nettamente superato, con un valore annuo, a livello nazionale, del 98,80 per cento.

Nel 2023 la Posta ha soddisfatto i requisiti di legge in tutti i Cantoni, con una raggiungibilità superiore al 90 per cento (incluso il servizio a domicilio). A livello nazionale, si è registrato un valore annuo pari al 96,68 per cento, comprensivo del servizio a domicilio. Tutti i Cantoni – anche quelli con località meno servite dai trasporti pubblici – hanno registrato valori superiori al 90 per cento.

Rete con 2006 punti di accesso presidiati

Alla fine del 2023, la rete di punti di accesso comprendeva 769 uffici postali gestiti in proprio e 1237 agenzie postali, per un totale di 2006 punti di accesso presidiati. Come già negli anni passati, la diminuzione degli uffici postali è stata maggiore dell’aumento delle agenzie.

Il numero di economie domestiche che beneficiano di un servizio a domicilio in Svizzera è leggermente aumentato, posizionandosi a 500 483. In percentuale, si tratta del 10,9 per cento di tutte le economie domestiche nazionali.

Chiusura e trasferimento di uffici postali e agenzie postali: la Posta attua le raccomandazioni della PostCom

Tutte le chiusure e i trasferimenti di uffici postali o di agenzie postali decisi nel 2023 (57 casi) sono avvenuti d’intesa tra la Posta e i Comuni interessati.

Un’eccezione è stata la chiusura dell’agenzia postale di Hellbühl (Comune di Neuenkirch, LU). La Posta ha annunciato l’intenzione di chiudere tale agenzia, nonostante le autorità locali avessero adito la PostCom. Quest’ultima ha quindi emesso una prima raccomandazione, ricordando alla Posta di non prendere alcuna decisione prima che la Commissione avesse presentato le proprie conclusioni. Poiché la Posta ha dovuto comunque chiudere la filiale il 31.12.2023, la PostCom ha emesso a posteriori una seconda raccomandazione negativa.

Il calo del numero di richieste alla PostCom è dovuto al fatto che la Posta, in linea con la sua strategia per il periodo 2021-2024, ha stabilizzato la rete di uffici postali con circa 800 filiali gestite in proprio.

Nessun sovvenzionamento trasversale vietato

Per il 2023 la Posta non è stata in grado di fornire la prova generale del rispetto del divieto di sovvenzionamento trasversale ai sensi dell’articolo 55 capoverso 3 dell’ordinanza sulle poste (OPO). La PostCom ha pertanto svolto accertamenti approfonditi al fine di individuare le cause del deficit registrato al di fuori del servizio universale e ha riscontrato che i ricavi di singoli prodotti e prestazioni non inclusi nel servizio universale non erano sufficienti a coprirne i costi incrementali. Poiché la Posta ha saputo dimostrare che i costi unici del servizio riservato superano i relativi ricavi, le coperture insufficienti rilevate risultano tuttavia incontestabili. Ne consegue che, per l’anno in esame, la PostCom non ha rilevato alcun sovvenzionamento trasversale vietato.

Sebbene il risultato regolatorio nell’ambito del servizio universale abbia registrato un calo più marcato nel confronto pluriennale, nell’attuale contesto regolatorio il finanziamento del servizio universale continua a essere garantito. Dal punto di vista regolatorio va riconosciuto che la Posta è tuttora in grado di finanziare autonomamente il servizio universale. Il maggior contributo positivo al risultato proviene dai settori della posta-lettere e della posta-pacchi (nel servizio universale e nei servizi liberi).

La PostCom impone il rispetto delle condizioni di lavoro in uso nel settore e standard minimi

La PostCom ha il compito di accertare che i fornitori di servizi rispettino le condizioni di lavoro in uso nel settore. Dall’inizio del 2019 la PostCom ha esaminato in modo dettagliato 69 imprese, istruendo in 23 casi una procedura di vigilanza.

Come negli anni precedenti, nel 2023 i controlli hanno dimostrato che alcune imprese non rispettavano gli standard minimi. Le violazioni riguardavano in particolare la durata della settimana lavorativa concordata contrattualmente con i dipendenti (massimo 44 ore), il salario orario (vedi sotto) e altri obblighi generali in vigore in materia di diritto del lavoro. Alcune imprese, inoltre, non avevano concordato o avevano concordato solo parzialmente, con i subappaltatori soggetti all’obbligo di rispetto di tali requisiti, il rispetto delle condizioni di lavoro in uso nel settore in sede di erogazione di servizi postali.

Nell’anno in esame la PostCom ha emanato sette decreti penali per violazione dell’obbligo di notifica. L’ammontare delle multe era compreso tra 100 e 1700 franchi. I decreti penali cresciuti in giudicato sono pubblicati sul sito della PostCom.

Dal 1° luglio 2023 il salario orario lordo minimo è di 19 franchi

Il 30 agosto 2018, in virtù del mandato conferitole dall’articolo 61 capoverso 3 OPO, la PostCom ha fissato gli standard minimi delle condizioni di lavoro nel settore dei servizi postali nell’OSMLP, in vigore dal 1° gennaio 2019. Il 6 ottobre 2022 la Commissione ha aumentato il salario orario lordo minimo nel settore postale da 18,27 a 19,00 franchi a partire dal 1° luglio 2023 e a questo scopo ha rivisto l’OSMLP. La durata della settimana lavorativa convenuta contrattualmente con i dipendenti è rimasta di 44 ore al massimo.

Altre procedure e denunce rette dal diritto in materia di vigilanza

Nel 2023 alla PostCom sono pervenute 62 contestazioni e richieste riguardanti le cassette delle lettere (2022: 44). La Commissione ha svolto inoltre 19 procedure amministrative per verificare l’ubicazione delle cassette delle letteree ha concluso 16 procedure con una decisione di merito (2022: 10). Tutte le domande sono state respinte (2022: 1 domanda accolta, 1 domanda accolta parzialmente, 8 domande respinte).

5 procedure sono state stralciate per ritiro della domanda (2022: 5).

2 decisioni della PostCom sono state oggetto di ricorso. Le relative procedure sono pendenti dinanzi al Tribunale amministrativo federale.

Nel 2023 la PostCom non ha emanato alcuna decisione in merito alla distribuzione a domicilio (art. 31 cpv. 1 OPO) (2022 : 2 rifiuti, 1 approvazione), ma ha avviato due nuove procedure (2022 : 2).

Ufficio di conciliazione tuttora molto sollecitato

Nel 2023 sono state evase complessivamente circa 2230 comunicazioni (domande, richieste, istanze, corrispondenza con richiedenti e fornitori) e sono stati aperti 77 casi.

Proposte prioritarie per la modifica della LPO e dell’OPO

In vista della prevista revisione della LPO e dell’OPO, la PostCom si attiene alle proposte di modifica che ritiene urgenti sulla base della propria prassi normativa. Essa ritiene quindi prioritario affrontare la questione del rispetto delle condizioni di lavoro abituali nel settore da parte dei subappaltatori ed estendere l’ambito di controllo dei fornitori di servizi soggetti all’obbligo di notifica.

In particolare, la PostCom continua a rivendicare la propria legittimazione a fare ricorso autonomamente al Tribunale federale. Questo tema ricorrente è diventato particolarmente attuale nei primi giorni del 2024, a seguito di due sentenze del Tribunale amministrativo federale in risposta ai ricorsi contro le decisioni della PostCom presentati da alcune aziende operanti nel settore della consegna di pasti. In effetti la PostCom non è stata sostenuta nella sua volontà di voler fare ricorso contro queste sentenze.

La PostCom
La Commissione federale delle Poste (PostCom) vigila sulla qualità del servizio postale universale e sul suo finanziamento. Osserva l’evoluzione del mercato e verifica che le disposizioni di legge applicabili siano rispettate. Informa la popolazione sulla propria attività e propone al Consiglio federale misure concrete. È composta da sette membri nominati dal Consiglio federale ed è coadiuvata da un segretariato specializzato. È un’autorità indipendente, subordinata sotto il profilo amministrativo al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).

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COMMENTI
 

Don Quijote 3 sett fa su tio
Il servizio postale è degenerato parecchio, come azienda ho rinunciato al servizio pacchi e anche lo espresso di piccole buste che, 1 su 10 arriva puntualmente 2 giorni dopo. I privati sono più affidabili e con i costi siamo vicini. Non parliamo poi dei pacchi smarriti, cara posta mi costavate migliaia di franchi.

sctaquet 3 sett fa su tio
Risposta a Don Quijote
Ma che eresie stai dicendo ? Ti ricordo che la Posta Svizzera è stata anche nel 2023 , premiata come miglior servizio Postale al mondo . Senza andare lontano prova solo ad andare a vedere dai nostri vicini . Poi 1 su 10 arriva puntualmente 2 giorni dopo , ma cosa stai dicendo che hanno una puntualità che oscilla dal 97-98% . Poi dici che i privati sono più affidabili , alla faccia . Settimana scorsa aspettavo un pacco spedito con DPD , alla mattina ricevo un mail dove diceva che il pacco mi sarebbe stato recapitato tra le 13.15 e le 14.15 , alle 13.30 ricevo un altro mail , che diceva " la consegna del vostro pacco verrà riprogrammata le faremo sapere al più presto la nuova data di consegna " . Ho indagato , e il motivo è che parte di un entrata della strada era chiuso per lavori . Siccome non è una strada senza uscita , doveva semplicemente entrare dall'altra parte , oppure portarlo a piedi pesava 1,5 kg . Ma evidentemente , per lui è stato più comodo portarlo il giorno dopo . Questo si che è un pessimo .servizio .
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