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SVIZZERA
23.04.2020 - 08:220
Aggiornamento : 11:38

Credit Suisse: utile netto in crescita del 75% nel primo trimestre

Cifre superiori alle attese. Gottstein: «Il nostro modello di gestione patrimoniale è resistente»

ZURIGO - Utile netto in crescita del 75% su base annua a 1,3 miliardi di franchi per Credit Suisse nel primo trimestre di quest'anno. Lo ha comunicato oggi il numero due bancario elvetico precisando che si tratta del miglior risultato trimestrale degli ultimi cinque anni.

L'utile ante-imposte si è attestato a 1,20 miliardi, in progressione del 13%. Senza tener conto dei 268 milioni di franchi derivanti dalla conclusione della vendita della piattaforma Investlab ad Allfunds e di piccoli accantonamenti per vertenze giuridiche rilevanti - viene spiegato in una nota - il risultato prima delle imposte sarebbe ammontato solo a 951 milioni, con una flessione dell'11% rispetto al primo trimestre del 2019.

Le varie divisioni hanno tutte registrato un risultato positivo eccetto Investment Banking and Capital Markets, che ha subito una perdita ante-imposte di 392 milioni di franchi dopo i -94 milioni registrati un anno prima. Swiss Universal Bank ha realizzato un utile di 589 milioni (+7%), International Wealth Management di 537 milioni (+3%), Global Markets di 342 milioni (+21%) e Asia Pacific di 252 milioni (+38%).

Le cifre sono globalmente superiori alla media delle previsioni degli analisti interrogati dall'agenzia finanziaria Awp: solo l'utile ante-imposte è leggermente inferiore alle attese che pronosticavano 1,25 miliardi.

«Il nostro modello di gestione patrimoniale si è dimostrato ancora una volta resistente, consentendoci al tempo stesso di sfruttare le nostre capacità di investment banking per i nostri clienti in un periodo di elevata volatilità», indica citato nella nota il nuovo CEO Thomas Gottstein, che ha sostituito Tidjane Thiam alla guida del Credit Suisse a metà febbraio.

Considerando gli effetti attesi dalla pandemia, Credit Suisse ha seguito l'esempio di diverse grandi banche americane e ha effettuato accantonamenti e rettifiche di valore: a causa del difficile contesto economico e della pressione sui prezzi del petrolio è stata costituita una "riserva" di 1,03 miliardi di franchi.

Di tale importo 568 milioni sono accantonamenti per rischi di credito in tutte e cinque le divisioni, mentre 444 milioni sono rettifiche di valore, cosiddette perdite "mark-to-market" (ossia misurate sulla base del valore di mercato corrente).

L'ampiezza della crisi scatenata dal Covid-19 resta però difficile da giudicare, afferma la banca. Nei prossimi trimestri potrebbe quindi rendersi necessario costituire ulteriori riserve ed effettuare altri accantonamenti, soprattutto nel segmento del Corporate Banking e per altri prestiti al di fuori della Svizzera nonché in relazioni agli investimenti nell'Asset Management.

Inoltre la ripresa delle tasse di consulenza ed emissione potrebbe risultare modesta, perlomeno fino a quando la pandemia non si ridurrà e l'economia globale non comincerà a riprendersi. Il Credit Suisse si dice però convinto di riuscire a ottenere risultati solidi anche durante l'attuale crisi.

In relazione alle misure urgenti per lenire gli effetti dell'epidemia, la banca mette in evidenza il suo ruolo attivo nella concessione di crediti ponte alle piccole e medie imprese elvetiche: nell'ambito dell'attuale programma di sostegno sono stati finora concessi circa 14'000 prestiti per un valore complessivo di 2,4 miliardi di franchi.

Il Credit Suisse ha anche lanciato internamente una raccolta di fondi a favore di organizzazioni benefiche; l'istituto raddoppierà l'importo devoluto dai collaboratori. Inoltre il presidente del Consiglio d'amministrazione e i membri della direzione si sono impegnati a donare almeno il 20% del proprio salario di base dei prossimi sei mesi.

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