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SVIZZERA
17.12.2018 - 11:030

Sono sempre di più gli svizzeri con un capo cinese

Lo confermano i dati della Confederazione secondo il quale «il numero di posti di lavoro nelle imprese a controllo cinese è esploso»

NEUCHÂTEL - Sempre più persone lavorano in Svizzera per aziende che fanno capo a proprietari cinesi: è uno degli aspetti che emerge dalla statistica dei «gruppi di imprese» pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Alla fine dell'anno scorso 46'600 aziende svizzere facevano parte di una multinazionale. Queste realtà impiegavano 1,8 milioni di lavoratori, circa un terzo degli occupati complessivi.

Le multinazionali con sede in Svizzera hanno un'importanza nettamente superiore a quella dei gruppi a controllo straniero, che nel 2017 contavano 12'107 imprese con 479'000 addetti. Tra il 2014 e il 2017, è rimasta invariata la classifica dei tre principali paesi esteri con presenza nella Confederazione: essa comprende Germania (25% di addetti), Stati Uniti (19%) e Francia (12%).

Secondo l'UST questa costanza non deve però far dimenticare che stanno avvenendo cambiamenti significativi: ad esempio il numero di posti di lavoro nelle imprese a controllo cinese è esploso, passando da 1815 a 14'000. Un aumento degli addetti è stato registrato anche nelle società guidate dal Regno Unito e dal Liechtenstein: i tassi di crescita annua nel periodo 2014-2017 sono stati rispettivamente del 14% e del 17%. Nel contempo l'occupazione delle unità appartenenti a multinazionali francesi è diminuita del 6%.

I gruppi di imprese in questione sono rappresentati in diversi rami industriali, ma soprattutto in quello manifatturiero e commerciale. Nel campo dell'import e dell'export hanno una posizione di assoluto rilievo: l'86% delle importazioni e il 92% delle esportazioni sono gestite da imprese che fanno parte di multinazionali.

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