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SUPERLAVORO IN CINA«Riunioni la notte e sei vecchio già dopo i 35 anni», ma «la paga è alta»

24.06.24 - 12:07
Nel settore della tecnologia cinese (start-up e giganti affermati) le conquiste sindacali non cancellano la piaga del superlavoro.
Imago
Un dipendente della Nantong Bolia Rain Gear Manufacturing Company vendein live streaming a Nantong, provincia di Jiangsu, Cina, 31 ottobre 2022.
Un dipendente della Nantong Bolia Rain Gear Manufacturing Company vendein live streaming a Nantong, provincia di Jiangsu, Cina, 31 ottobre 2022.
Fonte Financial Times
«Riunioni la notte e sei vecchio già dopo i 35 anni», ma «la paga è alta»
Nel settore della tecnologia cinese (start-up e giganti affermati) le conquiste sindacali non cancellano la piaga del superlavoro.

PECHINO - Non metti il lavoro al primo posto nella scala delle priorità della tua vita? Cerchi un equilibrio tra dimensione privata e occupazionale? «Non lavorerai per noi». Questo in estrema sintesi il contenuto del discorso di "incoraggiamento" fatto, in videoconferenza ai dipendenti della sua azienda di e-commerce, da Richard Liu e ripreso dal Financial Times. Benvenuti in Cina, verrebbe da dire, dove il trattamento per gli impiegati nel settore della tecnologia è lontano - a dir poco - da quello riservato ai colleghi più fortunati della Silicon Valley. Come nel caso di Google, che ci aveva aperto le porte del suo Ufficio sviluppo a Zurigo e dove «si lavora in un ambiente giocoso».

Ma torniamo in Cina e partiamo dall'orario di lavoro, con una premessa, questa: dall'estate del 2021, la Corte Suprema di Pechino ha preso di mira l'orario "996" - ossia quello dove i lavoratori nel settore della tecnologia lavorano dalle 9 alle 21, sei giorni su sette -, definendo illegale il super lavoro e garantendo nuove tutele per i lavoratori "spremuti", tematica esplosa dopo le denunce e le morti attribuite allo stress.

«Relazioni sociali interrotte» - Oggi, a quasi tre anni di distanza, complice una congiuntura non delle più favorevoli, l’atteggiamento dei giganti del settore tecnologico sembra essere cambiato poco. Lo mette in evidenza il quotidiano finanziario britannico che prende a modello Pinduoduo, il gruppo e-commerce da 17mila dipendenti con sede a Shanghai, collegandolo a due casi di morti sospette a causa dei ritmi frenetici risalenti al 2021 e raccogliendo la testimonianza di una ex dipendente che, a causa del suo impegno in azienda, aveva interrotto le «le interazioni sociali, gli hobby e persino la vita romantica».

E se i margini di crescita economica si riducono, a partire dal 2021 si insegue l'efficienza attraverso tagli al personale - decine di migliaia dal 2021 Alibaba e Tencent -, da rimpiazzare poi con "teste a basso costo"; tradotto: lavoratori giovani, dove sopra i 35 anni sei già considerato anziano e poco incline a sopportare orari prolungati. Dunque sul lavoratore una doppia tegola: stress per i «ritmi frenetici»,oltre a quello legato al rischio di perdere lo stipendio.

«Giovani e non sposati» - Va da sé il ritratto dell'impiegato ideale per le società tecnologiche: «Giovani e non sposati» per eliminare il rischio di conflittualità «tra lavoro e famiglia», ha detto al FT Jenny Chan, professoressa di sociologia al Politecnico di Hong Kong.
Dunque giovani "abili e arruolati", pronti a turni infiniti, con riunioni indette «nel cuore della notte», come racconta un dipendente di TikTok. Salvo poi ammalarsi, visto che da un'indagine su oltre 2 mila impiegati, il 60% si sente in ansia e il 44% è preoccupato di non avere una propria vita privata. Dati che non sorprendono, visto che i dipendenti raccontano di dover essere raggiungibili dall'azienda anche durante le ferie.

Ma se in superficie il movimento sindacale così come la Corte suprema cinese sembrano aver sancito l'illegalità dell'orario infinito, per capire cosa accade nella realtà è sufficiente sintetizzare il pensiero di Li Ming, imprenditore nel tecnologico: «Da una parte capisco che i miei dipendenti se ne vadano a casa alle 19.30 ma dall'altra voglio che si fermino fino alle nove o alle dieci, come fanno i nostri competitors. Come sopravviviamo altrimenti?».

Non resta che chiederci, ma perché i dipendenti non scappano da condizioni così disumane? La risposta è semplice: in Cina nella tecnologia «la paga è alta».

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