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RUSSIAInfluencer russe, l'ultimo post prima dell'oblio

15.03.22 - 11:15
Dal 14 marzo i cittadini russi non possono più accedere a Instagram. La censura segue la chiusura di Facebook e Twitter
Imago
Karina Nigay
Karina Nigay
Influencer russe, l'ultimo post prima dell'oblio
Dal 14 marzo i cittadini russi non possono più accedere a Instagram. La censura segue la chiusura di Facebook e Twitter

MOSCA - Censura. Influencer. E social. Da un giorno all'altro le personalità influenti di Instagram in Russia si sono ritrovate senza lavoro e quindi anche senza entrate. Nelle ore che hanno anticipato la sospensione di Meta in diversi si sono mostrati in lacrime davanti allo schermo, raccogliendo comprensione e critiche.

Dall'avvento di Youtube e dei social a questa parte, gli influencer si sono moltiplicati, passando dal video girato nella propria cameretta con dietro i poster di Zac Efron e Avril Lavigne a diventare veri ambassador di brand o portavoce di cause sociali e umanitarie. Per alcuni, lavorare sui social non è un vero e proprio impiego, ma c'è chi postando contenuti quotidianamente, facendo pubblicità per determinati prodotti o addobbando a vetrina della propria attività commerciale il suo profilo, tira su lo stipendio o entrate aggiuntive che possono essere decisive. Tra questi ci sono anche le influencer russe, rimaste senza lavoro dalla mezzanotte del 14 marzo.

Con appelli disperati si sono rivolte ai follower e a tutto il mondo. In molte erano in lacrime. Hanno criticato la decisione del Cremlino di bloccare Instagram, quando già Facebook e Twitter erano stati bannati dal Paese perché ritenuti dal governo come arma di propaganda e terrorismo. La decisione di tirare giù anche Instagram è arrivata dopo che Meta aveva allentato la censura sui post come la Russia, accettando frasi come «morte agli invasori russi». Un allentamento non gradito dal Cremlino che ha definito la decisione di Meta un modo per mettere una contro l'altra le nazioni.

Zhenya Allkhimova, Olga Buzova, Tina Kandelaki, Karina Istomina e Karina Nigay sono solo alcuni dei nomi che hanno accompagnato i volti di donne in lacrime. Del gruppo Meta in Russia resterà solo Whatsapp in quanto è considerato un mezzo di comunicazione e non d'informazione. Telegram, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe avere i giorni contati. La censura non colpisce solo chi sui social ci lavora, ma anche chi li usa per svagarsi, chattare e informarsi. Per i cittadini russi la chiusura dei social è un muro in più che nasconde il mondo esterno.

 
 
 
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