Keystone
Il Royal Yacht 'Britannia' avrà un successore.
REGNO UNITO
30.05.2021 - 10:310

200 milioni per una nave «che rappresenti il Regno Unito nel mondo»

Per mostrare la propria forza commerciale ed industriale, il Regno Unito avrà nuovamente un'ammiraglia nazionale

LONDRA - Un'ammiraglia che rappresenti il Regno Unito del dopo-Brexit nel mondo, la sua forza commerciale ed industriale: è questo l'obiettivo di una nuova 'nave nazionale' britannica, la cui costruzione è stata annunciata dal premier Boris Johnson.

Prenderà il posto del Royal Yacht 'Britannia', che la regina Elisabetta ha usato per molti dei suoi viaggi fino a quando non è stato ancorato per l'ultima volta in Scozia, dove oggi è un'attrazione turistica.

Ma il nuovo vascello-simbolo - che sarà una vera e propria nave, molto più grande di uno yacht - avrà ambizioni maggiori del Britannia: secondo Johnson, ospiterà a bordo fiere commerciali, vertici ministeriali e colloqui diplomatici.

Non ha ancora un nome, ma secondo il Guardian il primo ministro potrebbe dedicarla al Duca di Edimburgo Filippo, il marito della regina da poco scomparso, che partecipò al progetto del Britannia. Il prezzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 200 milioni di sterline.

«Sarà la prima nave del suo tipo al mondo, riflettendo il crescente ruolo del Regno Unito come grande ed indipendente nazione marittima votata al commercio», ha affermato Johnson. Dopo la gara per il progetto, l'inizio della costruzione è previsto per il 2022, e il varo dovrebbe avvenire entro 4 anni.

Il piano non è stato accolto con particolare entusiasmo dall'opposizione laburista: «In questo momento il nostro Paese affronta sfide enormi - ha detto la ministra del Tesoro-ombra Bridget Phillipson -. E il governo non ha ancora un piano per la ripresa. Vogliamo che il denaro pubblico sia usato per investimenti in una ripresa verde, risorse per la Sanità pubblica e aiuti alle famiglie».

«Se questa nave farà parte di un vero piano per il futuro del Regno Unito, il governo deve chiarire come intende far crescere i commerci, l'occupazione e la crescita in ogni angolo del Paese. Vogliamo che sia costruita in Gran Bretagna, creando posti di lavoro e competenze nei cantieri e grande attenzione sul rapporto costi-benefici» ha concluso Philipson.

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