keystone-sda.ch (Johanna Geron)
L'Unione europea e la Cina hanno concluso un accordo politico sugli investimenti, dopo sette anni di negoziati.
UNIONE EUROPEA / CINA
30.12.2020 - 16:540

Firmato dopo sette anni l'accordo sugli investimenti

Le imprese europee «beneficeranno di un trattamento più equo quando competeranno nel mercato cinese»

BRUXELLES - L'Unione europea e la Cina hanno concluso un accordo politico sugli investimenti, dopo sette anni di negoziati. Lo rende noto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

«Una pietra miliare per l'economia», che migliora «l'accesso a un mercato chiave globale e crea parità di condizioni per le nostre imprese», un accesso che la Cina «non ha mai dato a nessun paese»: ha detto da parte sua il vicepresidente della Commissione europea responsabile per il commercio, Valdis Dombrovskis. L'intesa «non risolverà tutte le nostre sfide con la Cina, che restano tante, ma le vincola in modo significativo nella giusta direzione», ha aggiunto.

Mentre il presidente cinese Xi Jinping ha promesso che la Cina e l'Ue, due delle maggiori potenze, civiltà e mercati del mondo, «si uniranno per dare il via a un nuovo inizio nel 2021». Xi, hanno riferito i media di Pechino in merito al completamento dei negoziati sull'accordo d'investimento bilaterale, ha sottolineato che l'intesa «dimostra la determinazione e la fiducia della Cina ad aprirsi a un livello elevato e fornirà un più ampio accesso al mercato, un migliore contesto imprenditoriale, maggiori garanzie istituzionali e migliori prospettive di cooperazione bilaterale».

Si tratta di un accordo dal «grande significato economico», che «vincola le parti in un rapporto sugli investimenti basato sui valori, che affonda le radici nello sviluppo sostenibile», scrive l'Ue in un comunicato.

Una volta in vigore, l'accordo (Cai) «aiuterà a riequilibrare i rapporti commerciali tra Ue e Cina». Pechino «si è impegnata a concedere un livello di accesso al mercato senza precedenti agli investitori europei, dando loro certezza e prevedibilità per le loro operazioni».

Inoltre, l'intesa «migliorerà significativamente la parità di condizioni per l'Ue, chiarendo gli obblighi per le imprese di Stato cinesi, proibendo i trasferimenti forzati di tecnologia e altre pratiche distorsive, e aumentando la trasparenza sui sussidi». Le imprese europee, quindi, «beneficeranno di un trattamento più equo quando competeranno nel mercato cinese».

L'accordo prevede anche impegni importanti sul clima e l'ambiente, inclusa l'attuazione dell'accordo di Parigi, e sugli standard lavorativi. La Cina si è impegnata ad attuare le convenzioni dell'Organizzazione mondiale per il lavoro (Ilo) già firmate, e a lavorare per la ratifica delle altre, anche quelle sul lavoro forzato.

Al di là del Cai, l'Ue ha nuovamente chiesto alla Cina d'impegnarsi nei negoziati sui sussidi industriali a livello di Organizzazione mondiale del commercio (Wto), e di migliorare l'accesso al mercato per gli europei in settori come agroalimentare e digitale, e di affrontare la questione della sovraccapacità in settori tradizionali come l'alluminio. L'Ue ha anche ricordato la preoccupazione per i diritti umani in Cina, «inclusi gli sviluppi di Hong Kong».

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