REGNO UNITOBrexit, Amazon e i timori di tumulti

23.07.18 - 13:57
Lo spettro di un divorzio senza senza accordo fra Londra e Bruxelles inizia a preoccupare davvero
Keystone / EPA
Brexit, Amazon e i timori di tumulti
Lo spettro di un divorzio senza senza accordo fra Londra e Bruxelles inizia a preoccupare davvero

LONDRA - Lo spettro di una Brexit 'no deal', un divorzio senza accordo fra Londra e Bruxelles, continua a tenere banco come un'ipotesi sempre meno irrealistica sui media, fra preoccupazioni concrete e allarmismi.

L'ultimo incubo, a credere al Times di Rupert Murdoch, sembra sia stato evocato da Doug Gurr, numero uno del colosso americano Amazon nel Regno Unito, che in un incontro recente fra un gruppo di businessmen e il neoministro britannico per la Brexit, Dominic Raab, pare abbia fatto cenno addirittura al timore di «disordini civili» sull'isola nel caso di una rottura dei negoziati o comunque di un taglio troppo netto con l'Ue e di un salto nel buio.

Amazon in realtà non conferma nulla, anche se l'indiscrezione si rincorre. «Come ogni altra impresa, stiamo prevedendo tutta una serie di scenari (per il dopo Brexit)... anche i più improbabili», si è limitato a dire un portavoce del gruppo.

Nelle stesse ore la premier Theresa May conferma peraltro l'assicurazione di voler raggiungere un accordo con Bruxelles, e ripropone la nuova piattaforma negoziale sancita dal recente Libro Bianco del suo governo malgrado le contestazioni già mosse su alcuni punti cruciali - come la richiesta di Londra di accesso al mercato unico dei servizi finanziari a dispetto della prevista uscita dal 'single market' europeo in quanto tale - dal plenipotenziario dell'Ue, Michel Barnier.

Mentre un sondaggio fa crollare il tasso di fiducia sulla linea indicata da May per una Brexit soft fra il 12 e il 16% e rilancia al contrario le possibili ambizioni di sfida interna alla sua leadership da parte dell'ex ministro degli Esteri euroscettico, Boris Johnson: che sul dossier del divorzio con l'Ue raccoglie ora il consenso del 34% degli elettori Tory, nettamente davanti alla May o a qualunque altro dirigente del Partito Conservatore.

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