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ITALIA / FRANCIA
19.09.2019 - 07:290

Migranti, disgelo fra Conte e Macron

Il premier italiano e il presidente francese si sono incontrati ieri a Palazzo Chigi. La tempesta, a detta di entrambi, sembra essere alle spalle

ROMA - C'è l'apertura sui migranti, c'è la convergenza, anche se non totale, sul meccanismo temporaneo per superare l'emergenza sbarchi, ma soprattutto c'è molta voglia di dimostrare che la tempesta è alle spalle: Italia e Francia possono tornare a collaborare.

L'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi tra il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente francese Giuseppe Macron, dopo un anno di freddezza che ha raggiunto il culmine a febbraio con il richiamo dell'ambasciatore francese, vuole dare un segnale plastico e forte di cambiamento. Entrambi ribadiscono che le liti sono alle spalle, entrambi parlano di «rispetto reciproco» e Macron arriva a definire «indistruttibile» l'amicizia con l'Italia.

Entrambi mostrano convergenza sulla Libia, come sull'immigrazione e sfoggiano una ritrovata unità europeista e la voglia di voltare pagina e sfilare il dossier immigrazione ai sovranisti. «Dobbiamo far uscire il tema da una propaganda anche anti-europea - scandisce Conte al termine del colloquio con Macron - l'Italia non si presta ad abbassare la guardia contro il traffico di vite umane, l'Italia non ritiene che debba esser consentito ai trafficanti di decidere come e quando avere ingresso ma abbiamo anche la necessità di gestire il fenomeno in modo concreto, pratico».

E Macron replica: «Credo fermamente, come ha detto Conte, che la risposta al fenomeno migratorio non sia nel ripiego, nella provocazione nazionalistica ma sia nella costruzione di soluzioni di cooperazioni europee davvero efficaci».

Conte, durante il colloquio prospetta a Macron la necessità di un piano organico temporaneo per arginare la retorica sovranista che si rinsalda all'arrivo di ogni nave. E Macron, anche se non cita mai la questione dei migranti economici, lo appoggia durante le dichiarazioni alla stampa, ma con un distinguo. «Sono convinto che possiamo metterci d'accordo in merito a un meccanismo europeo automatico di ripartizione - dice - che consenta di garantire a Italia e Malta, prima dell'arrivo dell'imbarcazione, che le persone che arrivano vengano prese in carico».

Sì al piano, dunque, no alla rotazione dei porti di approdo. Ma è un inizio. Anche perché Macron appoggia anche la proposta italiana di prevedere un maggiore aggravio economico per chi si sfila dalle quote. «Credo - dice l'inquilino dell'Eliseo - che possiamo difendere una posizione comune in Ue perché tutti i Paesi partecipino in un modo o in un altro alla solidarietà europea oppure vengano penalizzati seriamente». Ma poi ribadisce, sempre senza citare i migranti economici, la necessità di creare una politica più efficace dei rimpatri per garantire il rientro di chi non ha diritto all'asilo.

All'immigrazione è indissolubilmente legata la Libia e anche qui i due leader assicurano una ritrovata sintonia. «Abbiamo convenuto che è fondamentale lavorare costruttivamente insieme e avere il medesimo obiettivo: la stabilizzazione della Libia», dice Conte. «C'è una convergenza italofrancese sulla Libia», gli fa eco Macron.

La ritrovata sintonia è sancita dall'annuncio da parte di Conte di un vertice italo-francese che si terrà all'inizio del prossimo anno, per «proseguire - ha detto Macron - i lavori di preparazione del Trattato del Quirinale» che avevano subito un rallentamento per il raffreddamento dei rapporti.

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