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Il tête-à-tête al ristorante di Trump e Macron.
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24.08.2019 - 20:340

Amazzonia e dazi, prove d'intesa tra i leader al G7

Il vertice tra i potenti del globo si è aperto oggi a Biarritz. Trump strizza l'occhio a Macron: «Ogni tanto bisticciamo, ma non troppo. Abbiamo un rapporto speciale»

BIARRITZ - Niente surf e nessun bagnante sulle spiagge di Biarritz, guardate a vista da oltre 13'000 agenti per l'apertura del vertice del G7, dove sono atterrati oggi i Grandi del mondo. Amazzonia e dazi commerciali sono i temi che tengono sempre banco ma l'immagine ricordo dell'apertura l'hanno confezionata il presidente americano Donald Trump e il suo omologo francese Emmanuel Macron, a pranzo davanti al mare, seduti a un tavolino per due: «Ogni tanto bisticciamo, ma non troppo. Abbiamo un rapporto speciale», ha confidato Trump.

Se uno spiraglio di luce si allunga dalla Casa Bianca fino all'Eliseo, ostici rimangono i tanti argomenti che dividono i Sette Grandi, a cominciare dalla guerra commerciale - che Trump minaccia ora di far dilagare fino ai vini francesi - per arrivare all'Amazzonia e alle misure per rallentare i cambiamenti climatici.

Sul piano dell'ordine pubblico, se ieri sera i primi scontri a una ventina di chilometri da Biarritz hanno fatto registrare 4 feriti e 17 fermi, una manifestazione anti-G7 oggi a Bayonne si è svolta in modo rumoroso, con la polizia costretta in serata ad usare i cannoni ad acqua. La convergenza in zona di elementi più pericolosi è attesa però per domani.

L'attività di Macron per questo vertice con il quale vorrebbe suggellare la sua figura di leader internazionale continua ad essere febbrile. Oltre al «pranzo improvvisato» con Trump, ha moltiplicato gli incontri a due con i leader che via via sono sbarcati a Biarritz, senza dimenticare una decina di minuti in diretta tv alle 13, in apertura di giornale, per spiegare ai francesi i temi all'ordine del giorno. Con il capo della Casa Bianca, l'incontro più a rischio visti i precedenti botta e risposta a volte roventi, ha trascorso oltre due ore.

Alla fine, il presidente americano ha twittato «via a un grosso week-end con altri leader mondiali». Non mancando, però, lo spiacevole scivolone di sbagliare l'account di Macron, regalando l'hashtag forse al più noto tra i profili twitter satirici sul presidente francese, "#EmmanuelMacrone". Dopo pochi minuti, il tweet è stato cancellato e ripubblicato con la citazione corretta.

Su dazi e Amazzonia, il leader più tagliente della giornata è stato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk: «È difficile immaginare un processo di ratifica dell'accordo Ue-Mercosur fin quando il governo brasiliano consentirà la distruzione» dell'Amazzonia, ha detto in mattinata. A una domanda sulla tassa minacciata da Trump sui vini, è stato ancora più netto: «Se gli Stati Uniti imporranno delle tasse, l'Ue risponderà sullo stesso piano».

Per la cancelliera tedesca Angela Merkel, anche lei impegnata in un tête-à-tête appena sbarcata con Macron, il G7 deve «mandare una chiaro appello per fare tutto quello deve essere fatto affinché la foresta pluviale smetta di bruciare».

Jair Bolsonaro, che ha mobilitato l'esercito per domare le fiamme, ha però protestato per la mobilitazione internazionale contro di lui: «Gli incendi non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni», ha detto, aggiungendo che in ogni caso «non possono servire come pretesto per imporre sanzioni internazionali».

Nessuno spiraglio al momento, invece, sulla Brexit: «Se i nostri amici dell'Ue non vogliono una Brexit senza accordo, bisogna che lascino stare il backstop del trattato», ha tuonato il premier britannico Boris Johnson sull'aereo che lo portava a Biarritz. In mattinata, sempre il caustico Tusk aveva alzato il tiro: «Mi auguro che Johnson non voglia passare alla storia come Mister no deal». Una soluzione sembra ancora lontana.

keystone-sda.ch/STF (Francois Mori)
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Commenti
 
sedelin 3 sett fa su tio
qualcuno crede alle "intese"? sembra che il mondo vada a rotoli, comunque.
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Ultimo aggiornamento: 2019-09-18 10:00:59 | 91.208.130.87