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Dopo le stragi Trump parla di riforme e punta il dito contro i media.
STATI UNITI
05.08.2019 - 13:440
Aggiornamento : 16:06

Stragi, Trump se la prende con i media

Il presidente propone un piano di rafforzamento dei controlli di chi acquista armi, legato però alla riforma sull'immigrazione. Intanto il Messico minaccia azioni legali

WASHINGTON - Repubblicani e democratici devono unirsi e mettere a punto un piano per rafforzare i controlli su chi acquista armi legando la stretta alla riforma dell'immigrazione: lo propone il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un tweet sottolineando come dai tragici eventi di El Paso e dell'Ohio deve scaturire «qualcosa di buono se non di grande».

Subito dopo, però, l'inquilino della Casa Bianca se l'è presa nuovamente con i media, a suo dire responsabili - con le loro "fake news" - di aver creato per anni preoccupazione e rabbia. «I media hanno una grande responsabilità di vita e sicurezza nel nostro Paese. La copertura delle notizie deve iniziare a essere corretta, bilanciata e obiettiva, oppure questi terribili problemi peggioreranno sempre».

L'opposizione democratica ha fortemente criticato Trump per gli attacchi con armi da fuoco di questi giorni. Diversi candidati alla presidenza hanno accusato il presidente di incitare all'odio e fomentare la violenza con la sua retorica aggressiva. Trump aveva suscitato indignazione nelle ultime settimane con attacchi apertamente razzisti contro i politici democratici.

El Paso, le vittime messicane sono sette - È salito a sette il numero dei cittadini messicani uccisi nella sparatoria a El Paso, in Texas, che ha causato 20 morti. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri del Messico, Marcelo Ebrard.

Via Twitter il capo della diplomazia messicana ha precisato che si tratta di cinque persone originarie dello Stato di Chihuahua, una di Coahuila ed un'altra di Aguascalientes. In precedenza in una conferenza stampa Ebrard aveva segnalato l'esistenza di altri sette cittadini messicani fra i feriti.

Ebrard ha aggiunto che il Messico minaccia azioni legali contro gli Usa dopo la strage di El Paso, accusando l'amministrazione Trump di non aver adeguatamente protetto i propri cittadini. Il ministro degli esteri ha definito la strage «un attacco terroristico contro messicani innocenti». 7 come detto i morti, 9 i feriti. «Il presidente mi ha chiesto di assicurare che l'indignazione del Messico si traduca in efficaci, rapide ed energiche azioni mirate a ristabilire un'adeguata protezione dei cittadini messicani negli Stati Uniti», ha affermato Ebrard, che ha chiarito che il suo governo sta valutando di presentare negli Stati Uniti una denuncia per terrorismo, chiedendo anche l'estradizione dell'autore della strage.

Il ministro, riferisce la tv Milenio, ha sottolineato che si tratta di «una iniziativa che non ha precedenti», per la quale comunque una decisione definitiva dovrà essere presa dal procuratore generale messicano, Alejandro Gertz Manero.

«Consideriamo quanto accaduto - ha spiegato il ministro - come un atto di terrorismo contro la comunità messicano-nordamericana e contro cittadini del Messico negli Stati Uniti. Il Messico è indignato, ma non proponiamo di contrapporre l'odio all'odio. Agiremo utilizzando raziocinio, rispetto della legge e fermezza».

Ebrard ha poi aggiunto che il suo ministero promuoverà appropriate azioni legali contro chi risulterà responsabile della vendita dell'arma d'assalto e contro chi direttamente ha sparato.

La partecipazione del Messico in queste azioni legali, ha concluso, «si propone di accertare se le autorità statunitensi avevano conoscenza o informazioni della pericolosità di Patrick Crusius, il giovane identificato come l'autore della sparatoria».
 
Gaffe Biden, confonde i luoghi delle stragi - Gaffe dell'ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden che confonde i luoghi in cui nel weekend negli Usa sono avvenute le due stragi provocate dalle armi da fuoco. Parlando nel corso di una cena per la raccolta di fondi elettorali il 76enne candidato democratico alla Casa Bianca ha parlato di Houston invece che di El Paso per il massacro avvenuto in Texas e di Michigan invece che di Ohio.

Non è la prima volta che un episodio simile accade nella campagna elettorale per le presidenziali del 2020: lo scorso maggio Biden parlando a un evento confuse l'ex premier britannica Margaret Thatcher, in carica fino al 1990, con l'allora prima ministra Theresa May.

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