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Han Kuo-yu (al centro)
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TAIWAN
15.07.2019 - 11:220

Il candidato alla presidenza del partito Nazionalista sarà Han Kuo-yu

E nel 2020 sfiderà l'uscente Tsai Ing-wen del partito Democratico progressista

TAIWAN - Il sindaco di Kaohsiung, Han Kuo-yu, ha vinto la nomination del partito Nazionalista (Kuomintang) e sfiderà a gennaio 2020 la presidente di Taiwan uscente Tsai Ing-wen, del partito Democratico progressista, nelle elezioni per il rinnovo della carica istituzionale più alta dell'isola che avranno al centro del dibattito i rapporti con la Cina.

Han, 62 anni, spinge per legami più stretti con Pechino e ha battuto con un ampio margine lo sfidante più temuto Terry Gou, fondatore del colosso Foxconn e uomo più ricco di Taipei. Han ha avuto un balzo di popolarità negli ultimi due anni, culminato nel 2018 espugnando la municipalità di Kaohsiung, nel sud di Taiwan, feudo del partito Democratico.

Secondo gli osservatori, Han ha posizioni simili a quelle del presidente Usa Donald Trump e di altri leader populisti, tra spinte anti-establishment e promesse di rilancio economico: ha avuto il 45% alle primarie del Kmt nel voto telefonico, contro il 28% di Gou, che ha creato un impero assemblando gli iPhone di Apple nei suoi impianti in Cina.

"La gente di Taiwan ha avuto una vita difficile negli ultimi tre anni", ha affermato Han in una conferenza stampa tenuta dopo l'esito delle primarie, secondo i media locali, attaccando le politiche di Tsai e sollecitando il partito all'unità in vista della difficile sfida elettorale.

Han, ex general manager di Taipei Agricultural Products Marketing Corporation, è riuscito a firmare a marzo un accordo per la vendita a quattro città cinesi di prodotti agricoli locali per l'equivalente di 165 milioni di dollari. Gou non ha escluso, anche durante la corsa per la nomination, di poter restare in campo alle presidenziali come indipendente, rischiando così di dividere i voti del Kmt.

I rapporti tra Taipei e Pechino sono drasticamente peggiorati dopo la salita al potere di Tsai che, su posizioni autonomiste, si è rifiutata di avallare il principio della "unica Cina", dato che la Cina considera l'isola parte del suo territorio.

Tsai ha definito le elezioni del 2020 una "lotta per la libertà e la democrazia" risalendo nei consensi popolari sia dopo il discorso del presidente cinese Xi Jinping di inizio anno (quello sulla riunificazione anche con l'uso della forza, se necessario) sia dopo le turbolenze in corso a Hong Kong contro le interferenze di Pechino.

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